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IN ABRUZZO

Asl Pescara, problemi al servizio di prevenzione per lo spostamento di personale

Sanità | 23 Maggio 2019

 La direzione generale della Asl avrebbe cancellato il Servizio di screening per la prevenzione, a partire da quella oncologica. Succede a Pescara dove, da oltre un mese, gli utenti non riuscivano a parlare con nessuno al telefono. E lo avrebbe fatto in sordina, dirottando il personale debitamente formato in altri reparti “senza alcun preavviso né giustificazione, e lasciando solo due addetti, di cui uno sulla soglia del pensionamento, che, non riuscendo a gestire prenotazioni, accettazione e referti, hanno dichiarato la resa semplicemente chiudendo anche le linee telefoniche, da oltre un mese irraggiungibili per l’utenza”. Lo dice Armando Foschi dell’associazione Pescara MiPiace che annuncia di rivolgersi all’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, “chiedendo un incontro per tentare di arginare gli ultimi danni dell’attuale management della Asl pescarese e, ovviamente, tra una settimana, chiederemo al nuovo sindaco di Pescara di convocare con effetto immediato la Direzione Asl in qualità di Presidente del comitato ristretto dei sindaci, alla presenza di tutte le sigle sindacali che stanno già seguendo con grandi difficoltà la vicenda”. Un episodio venuto a galla attraverso le denunce e le segnalazioni dei cittadini.

L’importanza della prevenzione

Si tratterebbe del secondo caso che si verifica dentro la Asl di Pescara dove, mentre un’intera categoria medica preme con la politica per ottenere per il nosocomio locale il Dea di II livello, c’è una dirigenza Asl, nominata dal precedente governo regionale (di centrosinistra), che starebbe smantellando interi reparti e servizi. La prima vittima è stata Allergologia, oggi priva finanche si un ambulatorio, trasformato in magazzino, e adesso sarebbe la volta di un servizio essenziale come lo Screening per la prevenzione, a partire da quella oncologica. In sostanza si tratta di un ambulatorio, collocato negli spazi dell’ex Sert, quindi all’esterno delle palazzine ospedaliere, in cui era stato formato uno staff deputato a organizzare i controlli di prevenzione, in particolare quelli per le donne, con mammografie e pap test per l’Hpv, il famigerato papilloma virus, colpevole del cancro al collo dell’utero, ma anche per le colonscopie o gastroscopie per gli over 50. Ed è lo stesso servizio che organizza i controlli di routine per coloro che sono già stati colpiti dalla malattia tumorale e devono effettuare le indagini di follow up per cinque anni. Parliamo di un servizio che, seppur con appena 3 o 4 dipendenti, ha sempre funzionato, almeno così dicono le statistiche presentate dall’ex assessore regionale Silvio Paolucci e dall’ex Direttore dell’Agenzia Sanitaria regionale Alfonso Mascitelli.

Piange il telefono

Secondo quei dati, il Servizio screening di Pescara, in pochi anni aveva portato all’80 per cento la copertura dell’utenza, un dato più che gratificante anche perché, tanto più si fa prevenzione, tanto meno si deve ricorrere alle cure con enormi costi per la sanità e la collettività. “Ora però tutto questo è finito – aggiunge Foschi -: da circa un mese gli utenti hanno verificato di non riuscire più a prenotare una sola prestazione all’interno del Servizio Screening, prestazioni che poi si eseguono in ospedale o nei consultori di riferimento, non riuscendo neppure a telefonare all’Ambulatorio che dovrebbe rispondere al numero 085/4253939. Teoricamente le prenotazioni si possono eseguire dalle 9 alle 12, peccato che il numero sia libero sino alle 8.59, per poi diventare e restare occupato fino alle 12 in punto, e tornare libero alle 12.01, quando però nessuno è più costretto a rispondere”.

Il caso della dipendente spostata

“Neanche passando dal centralino sarebbe stato possibile accedere alla linea, che non è occupata, ma, secondo il centralinista, verrebbe sistematicamente staccata e l’unica dipendente formata alla registrazione di dati e alla programmazione dei controlli a regime, all’improvviso ha ricevuto l’ordine di trasferimento, senza vedersi neanche assegnato un reparto – prosegue l’esponente dell’associazione -. In sostanza, la dipendente è stata messa a ‘disposizione del personale infermieristico’ per effettuare i turni di notte nei reparti che capitavano: una disposizione che sarebbe contraria a ogni norma del contratto nazionale Collettivo di lavoro, la dipendente non si è vista delocalizzare in Ortopedia, Medicina, Chirurgia o in qualunque altro reparto, ma dovrebbe attendere ogni giorno la chiamata dalla direzione del personale per sapere dove, se e a che ora deve prendere servizio, una follia che, peraltro, configurerebbe anche il reato di mobbing nei confronti della dipendente che, nella propria carriera, non ha mai ricevuto neanche un richiamo per il proprio lavoro. Ma, al di là del caso singolo, il taglio del personale, ha ridotto gli effettivi del servizio screening a due sole unità di cui una, 65 anni, sulla soglia della pensione; la seconda dovrebbe contemporaneamente o rispondere al telefono o programmare i controlli al computer. Il risultato? Da un mese nessun utente riuscirebbe a prenotare un controllo di prevenzione, mentre ci sono decine e decine di pazienti oncologici che attendono di essere chiamati per il controllo Tac o altro”.

La replica della Asl

Pronta la replica della Asl che in una nota della direzione sanitaria afferma che “E’ vero che attualmente e momentaneamente per urgenti esigenze intercorrenti è stato spostato un operatore ad altro servizio ma non è vero che la linea telefonica del servizio screening è chiusa. Essa risulta regolarmente funzionante negli orari indicati , presidiata da un operatore, come confermato dalla responsabile del servizio, Maria Carmela Minna. Si rammenta, inoltre, che per lo screening è servizio ad offerta attiva, non a prenotazione e che i risultati degli esami strumentali vengono inviati al domicilio dell’utente. L’utente viene convocato per eventuali approfondimenti resisi necessari”.

Stamattina, probabilmente a seguito, della notizia che è trapelata all’esterno della Asl, il numero era raggiungibile e un operatore rispondeva alle chiamate.

Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 23 Maggio 2019 e modificato l'ultima volta il 23 Maggio 2019

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