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IN ABRUZZO

Marsilio governatore. La Lega fagocita i moderati

Politica | 11 Febbraio 2019

L’Abruzzo si sveglia salviniano. Pioggia, vento freddo e foschia annunciano la svolta politica all’indomani delle elezioni regionali. Marco Marsilio, senatore romano di Fratelli d’Italia con genitori abruzzesi, è il nuovo governatore. La sorpresa, però, è che la Lega elegge ben dieci consiglieri su ventinove ipotecando pesantemente l’assemblea per quel che concerne assessorati, presidenze di commissioni e nomine negli enti strumentali. Che ci sarebbe stata un’affermazione dei sovranisti era stato previsto ma non in questi termini. Il centrodestra a trazione leghista supera il 48 per cento, il Pd mascherato da liste civiche riesce a raggiungere il 30 ma viene penalizzato nell’attribuzione di seggi, grazie ad una legge elettorale voluta proprio dal Pd, e il Movimento cinque stelle si ferma al 20 ma piazzando ben sette rappresentanti. Gli elettori chiamati al voto erano un milione 211mila 204, hanno votato 643mila 387 persone pari al 53,11 per cento; quindi, quasi la metà degli abruzzesi è rimasto a casa. E non per colpa del freddo.

La Lega fagocita i moderati

E’ questo il quadro del dopo-voto. Non che ci fossero dubbi su chi avesse vinto, come anticipato da Identità Insorgenti, ma sono i numeri della Lega a far rifettere: due consiglieri eletti nei rispettivi collegi provinciali di Pescara e Chieti, tre in quelli di Teramo e L’Aquila per una pattuglia di dieci uomini che farà sentire il proprio peso. Ma quanto è leghista la Lega abruzzese? A guardare i nomi si tratta di gente che proviene da Forza Italia, l’ex An e, addirittura, in un caso, da l’Italia dei Valori. Più che di “padani” qui appare fin troppo chiaro che si sia trattato di un cambio di giacca tipico della politica abruzzese. Del resto sarebbe inspiegabile quel 27,53 per cento su base regionale senza collegarlo al tracollo del partito di Berlusconi che registra un misero 9,04 e che riesce ad eleggere appena tre consiglieri di cui il terzo grazie ai resti. La verità è che il partito di Salvini, anche in Abruzzo, sta cannibalizzando Forza Italia, e tutte le forze moderate che compongono il centrodestra. Un’affermazione dimostrabile semplicemente guardando i numeri del 2014 e quelli di oggi. Bene Fratelli d’Italia, partito che ha espresso il governatore con il 6,48 e due consiglieri, uno nella circoscrizione de L’Aquila e l’altro a Pescara mentre la rediviva Udc con il 3,24 porta in consiglio, con il centrodestra, la moglie di un assessore uscente del centrosinistra. Un consigliere anche per la lista civica Aziona Politica del patron della Humangest, colosso del lavoro temporaneo, Gianluca Zelli che con il suo 2,88 conquista uno scranno. Complessivamente le liste hanno preso il 49,19 grazie ai 294mila 879 voti e 17 consiglieri.

Scomparso il Pd

Il centrosinistra e il Pd, con il travestimento da liste civiche, raggiunge il 30,63 con 183mila 630 voti e porta a casa cinque consiglieri, tre del Pd, tranne che nella provincia di L’Aquila dove è stato bocciato dagli elettori anche il presidente del consiglio regionale Di Pangrazio, e uno a testa con le liste civiche “Legnini presidente” e “Regione Facile”. Si tratta della riconferma di quattro uscenti, tra cui l’ex assessore alla sanità Paolucci, e questo dato imporrebbe una pesante riflessione su chi, poi, si lamenta dello stato disastroso della sanità regionale, e di Luciano D’Amico, una new entry, già rettore dell’università di Teramo e presidente del consiglio di amministrazione della società pubblica di trasporti in quota Pd, giusto per rimarcare quanto di civico ci fosse ben poco. Giovanni Legnini, politico di lungo corso nel Pci-Ds-Pds-Pd, ex vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, riesce a salvare dalla debacle il centrosinistra che, grazie al proliferare di liste e listarelle evita un disastro anche se il Pd è ridotto ai minimi termini con un misero 11,14 per cento e le due liste civiche che lo seguono, rispettivamente al 5,55 e 3,86. Difficile fare compagna elettorale disconoscendo quanto fatto nei cinque anni precedenti se poi candidi tutta la giunta ed il consiglio uscente. Ed è poco piaciuta anche la parola “autorevolezza” usata per Legnini dal suo cerchio magico: quella è una qualità che riconoscono i cittadini. In questo caso, più che di autorevolezza agli elettori è sembrato trattarsi di spocchia.

La tenuta del Movimento 5 Stelle

Il Movimento 5 Stelle supera, anche se di poco il 20 per cento (20,20) ma riesce ad eleggere ben sette consiglieri di cui uno, Domenico Pettinari a Pescara, che sfiora le diecimila preferenze rispetto alle mille tonde di cinque anni fa. I grillini, che non hanno avuto la crescita sperata, non hanno avuto una perdita di consensi a favore della Lega come qualcuno pronosticava. Pagano, probabilmente, qualche sparata di troppo come, ad esempio, un ipotetico finanziamento di miliardi di euro per realizzare l’alta velocità ferroviaria tra Pescara e Roma. Non che sarebbe un male ma purtroppo non c’è un solo documento che attesti questa volontà. In ogni caso il Movimento tiene nonostante un piccolo calo di voti da attribuire, percentualmente, anche all’astensione. La candidata presidente, Sara Marcozzi, sconfitta per la seconda volta, avrà uno scranno tutto suo grazie al paracadute della candidatura come consigliere nel collegio del Chietino. Un bonus che a diversi militanti non è proprio piaciuto.

Per la cronaca era presente anche Casapound che con lo 0,47 per cento non racimola nemmeno tremila voti. I nuovi consiglieri regionali

Il nuovo consiglio regionale abruzzese

Questi gli eletti. Provincia di Chieti. Maggioranza: Nicola Campitelli, Manuele Marcovecchio e Sabrina Bocchino per la Lega, Mauro Febbo di Forza Italia. Opposizione: Silvio Paolucci del Pd ex assessore uscente alla sanità, Sara Marcozzi, Pietro Smargiassi e Francesco Taglieri Sclocchi per il Movimento 5 Stelle. Provincia di Pescara. Maggioranza: Vincenzo D’Incezzo, Nicoletta Verì per la Lega, Lorenzo Sospiri per Forza Italia, Guerino Testa di Fratelli d’Italia. Opposizione: Antonio Blasioli del Pd e attuale vicesindaco di Pescara, Domenico Zaccardi Pettinari e Barbara Stella per il Movimento 5 Stelle. Provincia di Teramo. Maggioranza: Pietro Quaresimale, Emiliano Di Matteo e Antonio Di Gianvittorio per la Lega, Umberto D’Annuntiis di Forza Italia. Opposizione: Dino Pepe del Pd ex assessore uscente all’agricoltura, Sandro Mariani della civica di centrosinistra Abruzzo in Comune-Regione Facile ex consigliere uscente di maggioranza, Marco Cipolletti del Movimento 5 Stelle. Provincia di L’Aquila. Maggioranza: Emanuele Imprudente e Simone Angelosante della Lega, Guido Quintino Liris di Fratelli d’Italia, Scoccia Marianna per l’Udc, Roberto Santangelo della lista civica Azione Politica. Opposizione: Americo Chicco Di Benedetto della lista civica Legnini Presidente, Giorgio fedele del Movimento 5 Stelle.

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 11 Febbraio 2019 e modificato l'ultima volta il 12 Febbraio 2019

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