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IN ABRUZZO

Rigopiano: porta i fiori dove è morto il figlio e lo multano

Attualità | 9 Gennaio 2019

Porta i fiori dove è morto il figlio, a Rigopiano e si ritrova con una multa di 4.550 euro da pagare. E’ successo ad Alessio Feniello, papà di Stefano, una delle 29 vittime della sciagura dell’hotel travolto da una valanga di rocce e neve il 18 gennaio 2017.

Multa di 4.550 euro per violazione di sigilli

Feniello, il 21 maggio scorso si era recato a Rigopiano per depositare un mazzo di fiori sul luogo della sciagura che è tuttora sottoposto a sequestro. Nella richiesta di emissione del decreto penale di condanna, firmato dal pm Salvatore Campochiaro, si legge che lo stesso Feniello “violava i sigilli apposti dall’autorità giudiziaria per conservare e delimitare l’area sottoposta a sequestro introducendovisi abusivamente e permanendovi nonostante ripetute diffide ed inviti ad uscirne rivoltigli da appartenenti alle forze dell’ordine”. Oltre alla perdita del figlio, per il quale Feniello attende giustizia da quasi due anni, assieme ai parenti delle altre 28 vittime, per il papà del ragazzo “ritenuto che il reato per il quale si procede è perseguibile d’ufficio e che deve applicarsi la sola pena pecuniaria…di euro 4.550,00 di ammenda”. Feniello ha pubblicato la notifica dell’atto giudiziario sul suo profilo facebook accompagnato da un post durissimo nei confronti della magistratura in cui chiede che il suo appello, affidato al social network, venga fatto arrivare al ministro dell’interno Matteo Salvini il quale, solo, lunedì, era stato a Pescara dove ha incontrato i familiari delle vittime garantendo loro una risposta “entro dieci giorni”. Un post che ha avuto una marea di condivisioni: circa 1500 al momento in cui scriviamo, altrettanti like ed una centinaia di commenti che solidarizzano con il papà disperato in attesa di giustizia. Qualcuno ha anche fatto notare che l’ammenda è dovuta al mancato rispetto dei sigilli, fatto vero ma difficile da digerire per chi ha perso il figlio travolto da rocce e neve cui era stato detto, in un primo momento, che il ragazzo era vivo. Nel frattempo, il video in cui Feniello chiede giustizia durante una cena elettorale del Pd, pubblicato da Identità Insorgenti, ha raggiunto cinque milioni di visualizzazioni.

Inchiesta bis dei carabinieri forestali

La vicenda di Rigopiano è tornata d’attualità in questi giorni con l’interrogatorio, in procura a Pescara, dell’ex presidente della Provincia Antonio Di Marco, di tecnici e dell’ex prefetto  di Pescara, Francesco Provolo, che tramite i suoi legali, Sergio Della Rocca e Giovanni Domenico Caiazza, ha fatto depositare istanza di rinuncia. Si tratta dell’inchiesta bis dei carabinieri forestali per frode e depistaggio che vede interessate circa 30 persone.

Interrogato in Procura l’ex presidente della Provincia di Pescara

Ed è lo stesso Antonio Di Marco che, durante l’interrogatorio, ha riferito di “non essere mai stato convocato  nelle due riunioni del 16 gennaio e di aver chiesto al prefetto l’intervento dell’esercito nella mattina del 18 gennaio”. Insomma, una inchiesta che, a due anni dai fatti, si presenta ancora lunga e con una catena di comando e responsabilità ancora da accertare. L’ex presidente ha parlato per quasi due ore davanti i procuratori Massimiliano Serpi e Andrea Papalia. Sempre Di Marco avrebbe specificato che della turbina fuori uso dal 6 gennaio perché rotta, non avrebbe saputo nulla fino ad alcuni giorni dopo il verificarsi della tragedia. Questo, nonostante, pochi giorni prima fosse stato presentato il piano neve provinciale. La difesa dell’ex presidente, inoltre, punta sul ruolo del capo dell’amministrazione così come disegnato dalla legge di riforma Del Rio “ho chiarito ogni aspetto riguardante la funzione del presidente e rispetto alla gestione della viabilità”.

Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 9 Gennaio 2019 e modificato l'ultima volta il 9 Gennaio 2019

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