fbpx
sabato 24 ottobre 2020
Logo Identità Insorgenti

INAUGURAZIONI

Apre il Museo archeologico Libero D’Orsi a Castellammare di Stabia

Beni Culturali | 25 Settembre 2020

Da ieri Castellammare di Stabia ha finalmente il suo Museo archeologico.

La Reggia di Quisisana diventa il Museo di Stabiae

Alla presenza del Sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino e del Direttore generale dei Musei nonché Direttore ad interim del Parco archeologico di Pompei, Massimo Osanna, è stato presentato alla stampa in anteprima il Museo archeologico di Stabia intitolato a Libero D’Orsi che avrà sede nella splendida Reggia di Quisisana.

Era il 15 ottobre dello scorso anno quando dopo 5 anni di incontri, tribolazioni, polemiche, fondi da investire e problematiche di ordine politico, il sindaco di Castellammare, Gaetano Cimmino, e il Direttore generale Osanna firmano finalmente il protocollo finalizzato all’istituzione del Museo archeologico nelle sale della ex residenza borbonica di Quisisana. Gli stabiesi lo aspettavano da quando nel 1997 fu chiuso quell’Antiquarium voluto da Libero D’Orsi, il preside che nel 1950 avviò la riesplorazione delle ville romane sulla collina di Varano. L’Antiquarium era stato realizzato in vari ambienti della scuola media da lui presieduta. Conteneva più di 8000 reperti non solo provenienti dalle ville ma anche da quello che una volta era l’ager stabianus. È dalla sua chiusura che si attendeva una degna collocazione per i reperti.

Destinata ad essere nuovo polo museale con una esposizione permanente e mostre temporanee, la Reggia di Quisisana si trasforma da residenza di caccia del Re Carlo di Borbone a contenitore d’eccezione.

L’allestimento con le vetrine degli anni ’50

Dopo una trattativa di un quinquennio terminata con la convenzione tra il Comune di Castellammare e il Parco archeologico di Pompei, a un anno circa dalla firma che ha dato avvio ai lavori, finalmente prende vita il sogno di molti stabiesi.

All’allestimento del percorso espositivo ha lavorato il Direttore delle ville di Stabia e della Reggia di Quisisana, Francesco Muscolino che condivide il progetto scientifico con Massimo Osanna, la funzionaria archeologa Luana Toniolo e lo studio COR arquitectos di Roberto Cremascoli, Okumura, Rodriguez che ha presentato un progetto molto raffinato con il riutilizzo delle vetrine dell’Antiquarium degli anni ’50.

15 sale espositive suddivise in sezioni che partono dagli scavi borbonici e gli scavi di Libero D’Orsi, attraversano le varie ville ma si soffermano anche sull’alimentazione e le attività produttive. I corridoi, in un gioco scenografico di dipinti e rimandi, danno l’effetto trompe l’oeil grazie al rivestimento “a parati” che imita lo scenario delle ville di Stabia.

In progettazione una nuova sezione del Museo

In esposizione solo i reperti più significativi degli 8000 contenuti nel vecchio Antiquarium: “C’è una seconda parte del museo per la quale comincerà la progettazione. Un’ala al primo piano sarà destinata ad un’altra sezione del museo ma nel frattempo questo contenitore deve iniziare a vivere. Stiamo lavorando a un piano dedicato all’attività formativa, stiamo stipulando una serie di convenzioni con l’università, a cominciare dalla Scuola superiore meridionale di Napoli. Questo luogo dovrà popolarsi di studiosi, visitatori, studenti.” – afferma Massimo Osanna.

Il primo passo verso Castellammare capitale della cultura 2022?

Il Sindaco Cimmino, soddisfatto ed emozionato, annuncia a sorpresa la volontà di donare al Direttore generale Osanna la cittadinanza onoraria ed evidenzia l’importanza di aver collaborato  con lui alla nascita di quello che è solo un primo passo verso quel titolo di “città turistica” a cui Castellammare aspira. La Reggia ospiterà anche il museo civico: “Restituiamo ai cittadini non solo stabiesi ma di un intero comprensorio l’arte, la cultura, le bellezze ineguagliabili che questa città possiede” – così parla il sindaco Cimmino mentre dalla terrazza della Reggia si staglia alle sue spalle il panorama mozzafiato del golfo di Napoli con il Vesuvio. “Si parte dalla valorizzazione di un luogo simbolo di Castellammare che vanta sette secoli di storia. Diversi gli investimenti che riguarderanno la Reggia di Quisisana e tutte le aree limitrofe” – continua Cimmino.

L’ostacolo: come si raggiunge la Reggia? Servono navette, comunicazione e biglietti integrati

L’ostacolo a godersi la bellezza del contenitore e del contenuto sembra riguardare solo i mezzi per raggiungere la Reggia. “Dobbiamo fare in modo che questo luogo diventi facilmente raggiungibile – tuona Osanna – C’è già un autobus ma non basta. C’è bisogno di navette che dalla Circumvesuviana facciano raggiungere sistematicamente questo luogo. Sono sicuro che il Sindaco come ha rispettato gli altri accordi, rispetterà anche questo impegno preso. Sia noi che il Comune ci impegniamo a comunicare sistematicamente la straordinarietà di questo luogo. Sono al vaglio dei nostri uffici anche sistemi di biglietti integrati che invoglino chi va a Pompei a visitare questo luogo. Inoltre, una delle mie indicazioni in questa fase di Covid che durerà anche nei prossimi mesi, è stata quella di chiudere Pompei il lunedì ma aprire gli altri siti intorno a Pompei, da Oplontis a Stabiae, in modo che chi quel giorno non potrà visitare Pompei, potrà vedere cose altrettanto significative nell’immediato circondario. Questa una delle iniziative ma dobbiamo lavorare molto sulla bigliettazione”.

Il Sindaco Cimmino tiene a mettere in evidenza quanto la convenzione sottoscritta lo scorso anno con il Parco archeologico di Pompei fosse solo il primo atto della sua giunta che ora sta lavorando alacremente da mesi alla candidatura di Castellammare a capitale della cultura 2022.

https://www.facebook.com/watch/?v=438943100399848&extid=jymtRrsEsYkBOeWN

Dario Franceschini: il Museo Libero D’Orsi è il primo passo verso la sfida da vincere fuori agli scavi di Pompei

Assente di spicco il Ministro Dario Franceschini, atteso per l’anteprima, ha inviato un messaggio alla stampa: “Sopraggiunti impegni istituzionali mi impediscono di partecipare come avrei voluto alla cerimonia di inaugurazione del Museo archeologico Libero D’Orsi. Sono contento che dopo la rinascita del parco archeologico di Pompei, il sito archeologico di Ercolano, anche la terza città sepolta dal Vesuvio nel 79 riveda la luce dell’ex Antiquarium stabiano come desiderava il professore Libero D’Orsi, uomo di grande senso civico a cui è intitolato questo bellissimo museo. All’indomani della ratifica della convenzione di Faro, che riconosce il patrimonio culturale come fattore cruciale per la crescita sostenibile, lo sviluppo umano, la qualità della vita e accresce il senso di appartenenza delle comunità verso il proprio patrimonio artistico e paesaggistico, un altro importante museo con le sue bellezze da ammirare e tutelare si apre nel territorio campano per essere visitato da tutti. Nel porgere a tutti voi il mio personale saluto, desidero esprimere il mio sincero apprezzamento per i risultati straordinari raggiunti dal direttore generale Massimo Osanna e di tutte le professionalità che in questi anni hanno lavorato nel Parco archeologico di Pompei. Oggi la vera sfida da vincere è quella fuori, intorno agli scavi, e l’apertura del museo archeologico Libero D’Orsi va in questa direzione”.

Orari e costo del biglietto

La Reggia è aperta tutti i giorni tranne il martedì dalle 9 alle 19 con ultimo ingresso alle 18 durante il periodo in cui vige l’orario estivo. Dalle 9 alle 17 con ultimo ingresso alle 16 con l’orario invernale.

Il biglietto costa 6 euro (+1,50 su prevendita online); ridotto 2 euro  (+1,50 su prevendita online). Gratuità come da normativa vigente. Si può acquistare sul sito www.ticketone.it, unico rivenditore autorizzato.

Susy Martire

Un articolo di Susy Martire pubblicato il 25 Settembre 2020 e modificato l'ultima volta il 26 Settembre 2020

Articoli correlati

Beni Culturali | 23 Ottobre 2020

RIAPERTURE

Via libera agli accessi al Museo di San Martino: ma molte sezioni restano chiuse

Beni Culturali | 20 Ottobre 2020

LA GARA

Il Mibact lancia il Festival dei Borghi: finanziamenti per i più belli dello Stivale

Beni Culturali | 8 Ottobre 2020

MUSEI E VIRUS

Casi di covid alla Certosa di San Martino: su fb “problemi organizzativi”. Poi la correzione: “Sanifichiamo gli spazi”

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi