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INCLUSIONE

L’Unione Italiana Ciechi lancia la campagna “Leggi per me”

Diritti e sociale | 5 Giugno 2020

Si chiama “Leggi per me”, la speciale campagna di inclusione e promozione della lettura che fa dialogare normodotati, ipovedenti e non vedenti grazie all’iniziativa ideata dall’Unione Italiana Ciechi. E’ basata sull’utilizzo della voce altrui per consentire alle persone con problemi di vista di sentire tutta l’emozione che regala la lettura di un libro.

La scelta della lettura è soggettiva e permette così ai partecipanti di proporre testi in prosa, poesia, fiabe, racconti o semplici estratti da libri che, magari, si sta leggendo in quel momento. Basta solo registrare un audio di 10 minuti (max) – anche con lo smartphone – ed inviarlo, con le informazioni sulla lettura proposta (libro ed autore) alla mail [email protected] entro il 15 giugno.

Le lettura pervenute saranno caricate sul sito dell’Unione ed ascoltate dal circa milione e mezzo di persone in Italia che, ad oggi, hanno problemi di vista. La campagna nazionale, oltre a quello dei comuni cittadini, ha incontrato da subito il favore di scrittori di fama nazionale come Dacia Maraini, Susanna Tamaro, giornalisti ed imprenditori come Gianrico Carofiglio che vi ha partecipato leggendo L’aria del tempo tratto da un discorso d’ inaugurazione di una mostra d’arte. 

Le scelte dei lettori spaziano tra i classici della letteratura antica, moderna e contemporanea come La volpe e il leone e La Lepre e la tartaruga di Esopo, L’addio ai monti tratto da I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni o Il ritratto di Dorian Grey di Oscar Wilde e La Cavalleria Rusticana di Giovanni Verga ed includono anche versioni inedite di testi musicali tra cui Era di Maggio di Salvatore Di Giacomo che è stata proposta sia nella sua versione originale in lingua napoletana che nella traduzione italiana fatta da Pier Paolo Pasolini.

Registrare un audio-brano significa condividere con chi ascolta il momento della lettura intesa in termini sociali, ossia, come strumento per dare a chi non vede la possibilità di ‘vivere’ il piacere della lettura, soprattutto dopo il periodo di totale isolamento conseguente alla pandemia.

L’idea, che è stata lanciata in occasione del centenario dell’Ente, nasce alla luce del peggioramento delle condizioni di vita delle persone con problemi di vista durante l’emergenza da covid-19, affinché quest’ultimo non contribuisca ad isolarli ulteriormente” – ha commentato il presidente dell’Unione, Mario Barbuto.

L’ Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti è stata fondata nel 1920 a Genova da Aurelio Nicolodi, un ufficiale che perse la vista durante il primo conflitto mondiale, convinto assertore dell’emancipazione e dell’integrazione delle persone con disabilità visiva. L’Unione ha anche istituito la sezione italiana dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità e fa parte, quale membro fondatore, della Federazione delle Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità (FAND) oltre ad essere membro del Comitato Testamento Solidale dal 2019.

Valentina Castellano 

Un articolo di Valentina Castellano pubblicato il 5 Giugno 2020 e modificato l'ultima volta il 5 Giugno 2020

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