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Interporto Marcianise – Maddaloni: ripartono i lavori della più grande piattaforma del Mediterraneo

News | 30 Novembre 2016

L’interporto Marcianise – Maddaloni destinato a diventare la più grande piattaforma logistica dell’Europa e dell’Italia verso il Mediterraneo.

NAPOLI, 30 NOVEMBRE – Ripartono i lavori del’interporto Marcianise-Maddaloni, destinato, secondo le avveniristiche e rosee aspettative, a diventare la più grande piattaforma logistica dell’Europa e dell’Italia verso il Mediterraneo. Ebbene sì, perché il progetto Interporto del Sud Europa (ISE) si trova al centro del Mediterraneo e nell’intersezione dell’A1 Milano/Napoli e l’A30 nelle direzioni Salerno/Reggio Calabria e Bari/Taranto, e dopo numerose vicissitudini giudiziarie sembra finalmente prendere il volo con il completamento dei lavori.

“Fino a questo momento abbiamo realizzato solo il 50% dell’interporto – commenta il presidente del progetto, Salvatore Antonio Di Biasie – e adesso, con lo sblocco della delibera attuativa di Marcianise, che ha validato i documenti presentati ben sette anni fa, possiamo iniziare a lavorare sull’altra metà, che comprende tutte le attività strategiche come il centro direzionale o l’area destinata al gas liquido per autotrazione.”

“Poi ci sarà la parte ferroviaria, con il collegamento al porto di Napoli dove abbiamo acquisito la società di movimentazione dei rotabili.”

L’Interporto Sud Europa Marcianise-Maddaloni sarà la prima struttura intermodale del centro sud Italia ed una delle prime in Europa ad essere connesso dall’Agenzia delle Dogane con il progetto del “fast corridor”, un processo di controllo e verifica delle merci basato su infrastrutture immateriali, sull’impiego di nuove tecnologie, sul tracciamento elettronico delle merci per la semplificazione del ciclo di importazione e smistamento delle merci e la decongestione degli spazi portuali.

Un’opera strategica e di grande prospettiva che tuttavia, dobbiamo ricordarlo, una volta portato a termine l’intero progetto, servirà solo la direttrice nord, essendo il sud Italia sprovvisto di un’infrastruttura ferroviaria adeguata al trasporto del traffico intermodale moderno (vai all’articolo), destinato da politiche scellerate e colonialiste a rimanere fanalino di coda dell’Europa e completamente estromesso da ogni logica di mercato.

Un articolo di Il Vaporetto pubblicato il 30 Novembre 2016 e modificato l'ultima volta il 30 Novembre 2016

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