domenica 24 giugno 2018
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INTORNO A TINA PICA

L’amica di sempre Dolores Palumbo: non solo “funiculare senza currente”

Cinema, Identità, NapoliCapitale | 11 giugno 2018

Venerdì 15 giugno ai Quartieri Spagnoli (in via Carlo de Cesare 63) presentiamo il nostro piccolo documentario omaggio al Napoli Teatro Festival,  nell’ambito del Napoli Teatro Festival Italia, nella mostra curata da Giulio Baffi e dedicata a Tina Pica a 50 anni dalla sua scomparsa.

In questi giorni però vi racconteremo di personaggi di quell’epoca, dimenticati o poco raccontati nelle pagine di oggi, che però sono stati fondamentali in quei decenni a Napoli e che vanno ugualmente ricordati.

La prima è sicuramente una delle più care amiche di Tina Pica (era più giovane di lei di circa 20 anni) quasi un’erede morale, con cui tra l’altro hanno lavorato tutta una vita – tra teatro e cinema – riservandosi anche molto tempo libero insieme, tra grandi cucinate e giocate di carte, di cui erano entrambe appassionate. E come la Pica viene ricordata per la maggior parte delle persone  solo come Caramella nei Pane e Amore diretti da Dino Risi e Luigi Comencini (e non da De Sica come crede la maggior parte della gente!), così la nostra protagonista di oggi viene ricordata soprattutto per quel “funiculare senza currente” della Luisella del film Miseria e Nobiltà tratto dalla commedia di Scarpetta con Totò, film che la maggioranza dei napoletani conoscono a memoria.

Parliamo della grande Dolores Palumbo. Dolores come tanti bambini partenopei che poi hanno fatto del teatro e del cinema vita,  nasce a Napoli il 14 giugno 1912 da una famiglia di teatranti.  I genitori lavoravano nella compagnia dove c’erano Roberto Bracco, Ernesto Murolo e Salvatore Di Giacomo. E fin da piccola Dolores, si ritrovò a imitare tutti i grandi, in piedi sul tavolo della cucina dei genitori.

Anche lei, come Eduardo, Tina, Pupella, debuttò da piccola, a 13 anni,  in Assunta Spina di Di Giacomo a 13 anni, dove ogni sera doveva prendere – da copione – un ceffone. Passano cinque anni e Dolores nel 1930, a soli diciotto anni, entra nella celeberrima Compagnia dei fratelli De Filippo e debutta, al Teatro Kursaal, interpretando il ruolo della cameriera nell’opera La bella Trovata.

Un’attrice di fronte al pubblico è come una guagliona co’ nnamurato. Cioé se si capiscono subito sono felici altrimenti è meglio che si lascino” soleva dire, applicando alla vita questa sua filosofia.

Dolores Palumbo possiede una recitazione naturale, allegra, è dotata di una prepotente e accattivante vis comica che le permette di farsi notare dai più grandi capocomici di allora. Nino Taranto, infatti, nel 1939, la vuole al suo fianco per recitare nel teatro di rivista ovvero quel genere teatrale –  figlia dell’avanspettacolo e del café chantant dove si susseguono i vari “quadri”, cioè i numeri dei vari artisti che cantano, ballano e recitano. Il principio fondamentale della rivista è: far divertire e svagare il pubblico. .

L’attrice, così, si divide tra il Teatro di Eduardo e la rivista. E tanta è la stima che De Filippo ha verso l’attrice che scrive, proprio per lei Mia Famiglia.

 

 

Negli anni Cinquanta anche Dolores Palumbo, come la sua amica Tina, lascia quasi del tutto il teatro approdando al cinema. Anche le sue partecipazioni in questo campo, come per la Pica, sono numerosissime.  Citiamo ad esempio, oltre alla Luisella di Miseria e Nobiltà, anche i suoi ruoli in  Carosello napoletano (1954) di Ettore Giannini;  Lazzarella (1957) di Carlo Ludovico Bragaglia; l’esilarante La nonna Sabella (1957) di Dino Risi, dove la vediamo, sempre al fianco di Tina Pica e di Peppino De Filippo,; Mariti in città (1957) di Marino Girolami; La nipote Sabella (1958) – sequel del già citato La nonna Sabella – di Giorgio Bianchi; Pane amore e Andalusia (1958) di Javier Setò al fianco di Vittorio De Sica, Lea Padovani e, ancora, Tina Pica. E come Tina, insomma, la vollero i più grandi registi dell’epoca per ruoli minori ma sempre incisivi. Donne di grande talento e di altrettanta forza tutte e due.

 

Non ebbe figli ma un matrimonio di grande amore con il bellissimo Gaetano Cenacchi, attore della compagnia di De Filippo, con cui visse a via San Giacomo dei Capri e con il quale d’estate si spostava a Vico Equense, al Parco aranceto.

Vanno ricordate anche le sue apparizioni nei “musicarelli” degli anni Sessanta: Dolores è in Una lacrima sul viso (1965), Non son degno di te (1965) di Ettore Maria Fizzarotti con Gianni Morandi, Laura Efrikian, Nino Taranto; In ginocchio da te (1965) di Ettore Maria Fizzarotti; Se non avessi più te (1965) di Ettore Maria Fizzarotti e Il suo nome è Donna Rosa (1969) di Ettore Maria Fizzarotti con Al Bano e Romina Power.

Muore il 30 gennaio del 1984 per un cancro, poco prima di uno dei suoi storici compagni di palcoscenico, Nino Taranto.  Il suo ultimo film, circa dieci anni prima, “Figlio Mio sono innocente” fu con Mario e Sal Da Vinci. Il grande cinema l’aveva dimenticata ma lei non aveva dimenticato mai le sue radici partenopee.

 

Lucilla Parlato

Questa la filmografia completa di Dolores Palumbo.

Filmografia

La fanciulla di Portici (1940)
In campagna è caduta una stella (1940)
Non ti pago! (1942)
Lo sciopero dei milioni (1947)
I pompieri di Viggiù (1949)
Vivere a sbafo (1950)
Lorenzaccio (1951)
Café chantant (1953)
Le vacanze del Sor Clemente (1954)
Carosello napoletano (1954)
Miseria e nobiltà (1954)
Milanesi a Napoli (1955)
Buongiorno primo amore!, regia di Marino Girolami e Antonio Momplet (1957)
Lazzarella (1957)
La nonna Sabella (1957)
Mariti in città (1957)
La canzone del destino (1957)
Io, mammeta e tu (1958)
Pane, amore e Andalusia (Pan, amor y… Andalucía), regia di Javier Setó (1958)
La nipote Sabella (1958)
Gambe d’oro (1958)
Ballerina e Buon Dio, regia di Antonio Leonviola (1958)
Caporale di giornata (1958)
Domenica è sempre domenica (1958)
Via col… paravento (1958)
Il segreto delle rose (1958)
Ricordati di Napoli (1958)
La ragazza di piazza San Pietro, regia di Piero Costa (1958)
3 straniere a Roma, regia di Claudio Gora (1958)
Psicanalista per signora (Le confident de ces dames), regia di Jean Boyer (1959)
Il terribile Teodoro (1959)
Destinazione Sanremo (1959)
Mariti in pericolo (1960)
Che femmina!! e… che dollari!, regia di Giorgio Simonelli (1961)
Il segugio (1962)
Anni ruggenti (1962)
Donne senza Paradiso – La storia di San Michele (1962)
I motorizzati (1962)
Liolà (1963)
Napoleone a Firenze (1963)
La vedovella, regia di Silvio Siano (1964)
Una lacrima sul viso (1964)
Non son degno di te (1965)
In ginocchio da te (1965)
Se non avessi più te (1966)
Perdono (1966)
La vuole lui… lo vuole lei (1968)
Zum Zum Zum – La canzone che mi passa per la testa (1968)
Il suo nome è Donna Rosa (1969)
Zum Zum Zum n° 2 (1969)
Mezzanotte d’amore (1970)
Io non vedo, tu non parli, lui non sente (1971)
Don Camillo e i giovani d’oggi (1972)
Sgarro alla camorra (1973)
Figlio mio sono innocente! (1978)

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