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#iostoconerri: la parola contraria di Erri De Luca

News | 13 Ottobre 2015

Erri-De-Luca-2C’era una volta il bel paese democratico, penisola di inventiva e cultura millenaria. Così generalmente iniziano le fiabe più magiche per i pargoli di tutto il mondo, ma questa volta è l’inizio di una retorica che non rispecchia più il nostro territorio. C’é oggi una nazione che ha sostituito l’inventiva con l’invettiva come ad esempio la contro-cultura che si manifesta sul piccolo schermo e sulle pagine di stampa, una nazione pronta a favorire gli inganni dei potenti e tartassare i piccoli debitori residenti agli avamposti della crisi, un paese che millanta ripresa ma che non sa fronteggiare i padroni dell’Europa e ancora paventa scandali per rimborsi elettorali. C’é il nostro paese divenuto oligarchia che tra pochi giorni probabilmente negherà con un verdetto in tribunale la libertà di espressione per accomodare le pretese di una irriverente ditta straniera pronta a dilaniare un paesaggio dato in eredità da madre natura a chi lo abita e cura. Questa volta lo stato si è scomodato per un personaggio potente e ne vuol fare vittima sacrificale perché la sua voce è più poderosa dei discorsi in moto perpetuo dei politicanti, tocca l’anima e smuove le coscienze, “lo scrittore del decennio” per il Corriere della Sera, figlio di Napoli, Erri De Luca.

Settembre 2013, la LTF, ditta costruttrice della linea TAV Torino-Lyon, annuncia denuncia contro lo scrittore per frasi dette e pubblicate su “Huffington Post” Italia e Ansa. Denuncia che viene depositata presso la procura di Torino (déjà vu storico? i Savoia che perseguitano Briganti? leggende d’altri tempi, o forse no?) e circa un’anno dopo ratificata copia d’avviso all’indagato, le motivazioni sono di istigazione al sabotaggio ai danni della ditta appaltatrice e dei suoi cantieri presso la Val di Susa.
Molto è stato scritto su ciò che sta avvenendo da ormai anni in quel luogo fertile per chi lo coltiva e ama come una madre, molto altro si dirà, ma il prossimo 19 ottobre è prevista una sentenza che potrebbe relegare a otto mesi di carcere un poeta che non ha chiesto il rito abbreviato decidendo di difendere con coraggio il suo istigare sì, ma non a delinquere verso un’azienda straniera, piuttosto a formare un opinione contraria rispetto a coloro che vogliono a tutti costi innestarla nelle nostri menti. Si é schierato a bandiera di un popolo che combatte affinché un luogo ci sia ancora.

Molti personaggi pubblici si sono attestati al suo fianco, tra i più illustri intellettuali registi e rinomate firme della carta stampata, è possibile fare lo stesso sottoscrivendo il sostegno e l’affetto sulla pagina internet “iostoconerri”. La nostra storia è piena di nomi apprezzati e sostenuti fuori tempo, compresi quando ormai non potevano arrecare danni a chi agisce nell’ombra. Delitto é bloccare il pensiero e la penna di un uomo che con la voce intensa e la mano saggia da lustro ed eco a un popolo che può farne più un vanto, un’estensione sana e poetica della città dal tufo giallo.

“Sul banco degli imputati mi piazzano da solo, ma solo lì potranno. Nell’aula e fuori, isolata é l’accusa.”

Un articolo di Il Vaporetto pubblicato il 13 Ottobre 2015 e modificato l'ultima volta il 13 Ottobre 2015

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