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Ischia. Franco Ortolani: “Non c’è collegamento con i Campi Flegrei, sono faglie sismogenetiche locali”

News | 22 Agosto 2017

È questa l’ipotesi fornita dal geologo Franco Ortolani, il quale avrebbe rilevato una serie di errori nell’ubicazione ipocentrale del terremoto avvenuto ieri in prossimità dell’isola d’Ischia

Potrebbe avere un origine diversa il sisma che ha sconvolto nelle scorse ore il territorio ischitano, ponendo cosi nuovi interrogativi sui prossimi eventuali sviluppi.

Lo spiega nel dettaglio il geologo Franco Ortolani, il quale ha dichiarato: “Alle ore 1,00 del 22 agosto 2017 i dati ufficiali per ora indicano ubicazione in mare e magnitudo 4,0 con profondità ipocentrale di 5 km. Credo ci sia un errore circa l’ubicazione ipocentrale; vedremo in seguito. 

L’ubicazione fino ad ora pubblicata è in mare ad alcuni chilometri dalla costa. E’ anomalo il danno rispetto all’ubicazione e alla magnitudo. Penso più ad una ubicazione lungo le faglie sismogenetiche che hanno originato il terremoto di Casamicciola del 1883 con circa 2000 vittime. Può anche darsi che la profondità ipocentrale sia inferiore a 5 km.  Ovviamente non si può prevedere lo sviluppo del fenomeno. Le mie valutazioni si basano sulle faglie sismogenetiche note e sui danni provocati nell’isola.                                

Comunque, a parte i numerini forniti, si deve valutare l’effetto sugli edifici che è stato notevole evidenziano che molti edifici non sono antisismici a partire dalle strutture sanitarie, come sempre. Quindi in base ai danni causati valuto che un eventuale nuovo terremoto che si può verificare oppure no, con la stessa magnitudo o simile, potrebbe provocare danni seri. Indipendentemente da quello che dicono gli esperti che interpretano i dati strumentali.  Personalmente ho dei dubbi; in base agli effetti macrosismici si vede che le zone più danneggiate coincidono con quelle distrutte dal terremoto del 1883. Non mi meraviglierò se più accurate valutazioni riubicheranno l’ipocentro sulle faglie sismogenetiche del 1883″.

Sul ruolo dell’INGV inoltre afferma: “INGV è il referente istituzionale ufficiale. Naturalmente ognuno può valutare avendone le possibilità. E’ da notare che con il terremoto tettonico del 1883 a 2,5 km da Casamicciola, verso Ischia Porto e Ponte il terremoto fu appena sentito.  Con il terremoto tettonico di ieri 21 agosto ubicato a 2,5 km da Casamicciola in mare e con una magnitudo molto inferiore a quella del 1883 gli effetti sono stati gravi sulla terraferma. Edifici molto scadenti? Effetti locali di amplificazione? Oppure…? Sicuramente si dovrà approfondire la questione!”.

Molto più dura invece l’opinione di Carlo Migliore: “La verità è che siamo monitorati da degli incapaci. L’ingv ufficializza dati incongruenti con i danni e le testimonianze, poi vai a guardare il tracciato del sismografo della stazione di Ischia e ….il terremoto dov‘è? non c’è…non è stato rilevato, la stazione ha dei problemi tecnici o è persino rotta…allora cosa si fa? prendiamo il dato da una stazione vicina, da Bacoli e diamo quello come dato ufficiale, ecco da dove esce il 3.6.

Unico problema, Bacoli si trova a 20km dall’Isola di Ischia e una scossa di origine vulcanica si attenua rapidamente già entro i primi 10km. Quindi, cosa è successo veramente a Ischia? La gente racconta di una bomba esplosa sotto ai piedi, alcuni raccontano che camminando per strada sono inciampati quasi cadendo….le case sono crollate, ci sono vittime…e l’ingv tace…continua a proporre il suo 3.6 a 10km di profondità. Ma la verità è ben diversa, quello di Ischia è stato un terremoto molto forte, il più forte degli ultimi 50anni almeno, con una magnitudo stimata dall USGS americano (loro si che sono seri) di 4.5 ad una profondità superficiale, probabilmente attorno a 1km.

Tutto così si spiega, la durata della scossa, pochi secondi, il terribile boato che l’ha accompagnata e i danni, ingentissimi con purtroppo anche delle vittime…….e c’è un’altra verità. Che il monitoraggio della zona flegrea è di fatto in mano a degli incapaci che non sanno nemmeno capire la gravità di una situazione, figuriamoci se entrassimo in una vera crisi vulcanica…”.

Un articolo di Il Vaporetto pubblicato il 22 Agosto 2017 e modificato l'ultima volta il 22 Agosto 2017

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