fbpx
mercoledì 3 giugno 2020
Logo Identità Insorgenti

ISTRUZIONE

Il ministro Manfredi: Università non sarà più la stessa. Opportunità e rischio per le Università del Sud

Istruzione, scuola, università | 17 Maggio 2020

Quale futuro per l’Università post covid? Ne ha parlato l’altro giorno in conferenza il Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, rettore dell’Università Federico II in aspettativa, dal titolo “La formazione superiore dopo Covid-19”, nell’ambito del ciclo di seminari “Covid-19 e Crisi”, organizzato dal Dipartimenti di Scienze Economiche e Statistiche dell’Università Federico II.

È stato un evento dedicato a una riflessione sui cambiamenti che la società attraverserà dopo l’emergenza Covid-19 e il ruolo dell’Università e della Ricerca.

“L’emergenza Covid-19 è uno degli eventi più significativi dal dopoguerra, che inciderà notevolmente sulla società”, ha dichiarato in apertura il Ministro.

Manfredi: “Università ha risposto molto bene alla crisi”

“In quindici giorni in media, negli atenei italiani tutta l’offerta didattica dell’università è passata online. Circa il 95% dell’offerta didattica è stata portata in rete, con il 90% degli studenti a seguire i corsi. In questo trimestre, rispetto al trimestre scorso, non è cambiato il numero dei laureati e degli esami sostenuti.” dichiara il Ministro “L’università è stata una delle realtà che ha risposto meglio a questa crisi improvvisa.”

Per il futuro, escluso passaggio totale alla didattica telematica

Il Ministro Manfredi è intervenuto sul dibattito sorto negli ultimi mesi sui giornali, che configurava una contrapposizione tra sostenitori dell’università in presenza e sostenitori dell’università telematica. Ha specificato che tale contrapposizione non ha senso di essere, perché è escluso, per il post-Covid19, un passaggio della didattica a una modalità interamente telematica.

“Come tutte le contrapposizioni ideologiche, è una contrapposizione sterile”, ha dichiarato, “l’università è comunità, luogo di trasmissione della conoscenza e dell’interazione, non solo tra docenti e studenti, ma anche tra studenti e studenti. Perciò, l’idea che l’università possa diventare completamente virtuale manca di concretezza.

Non possiamo però nemmeno illuderci che l’epoca post-Covid19 sarà uguale a quella che precedeva dell’emergenza. Perciò, non dobbiamo né farci trascinare da un’idea di ‘nuovismo’ che si lascia alle spalle le tradizioni, né negare l’innovazione.”

In futuro integrazione tra didattica in presenza e didattica a distanza

Il tema dell’integrazione tra didattica in presenza e didattica a distanza diverrà fondamentale a settembre, quando si dovrà affrontare la ripartenza.

In ogni caso, finita l’emergenza, gli strumenti della didattica a distanza, affinati durante l’esperienza dell’emergenza Covid-19, si potranno utilizzare come integrazione della didattica in presenza. Questo permetterebbe, secondo le dichiarazioni del Ministro, di poter raggiungere fasce studentesche che sono escluse dalla presenza, come le categorie più fragili quali i disabili, oppure persone provenienti da aree disagiate, con difficoltà di spostamento, studenti fuori corso, studenti lavoratori. Si risolverebbe così, secondo il Ministro, uno dei problemi principali – insieme a quello economico – dell’accessibilità al sapere.

Un altro vantaggio che potrebbe derivare da una didattica blended, ovvero ‘mista’, secondo il Ministro, sarebbe una maggiore internazionalizzazione delle classi e quindi degli atenei, derivata dalla possibilità di seguire corsi anche a distanza, senza il bisogno di viaggiare per lunghe distanze.

Altro tema affrontato dal Ministro è quello della didattica digitale o mista e la capacità di coniugare meglio i tempi dello studio-lavoro con i tempi della vita privata, in un contesto in cui la formazione continua acquisirà importanza sempre maggiore.

Digitale: opportunità e rischi per le Università del Sud

In un contesto di didattica in presenza integrata dalla didattica digitale, si giocherà per le Università, secondo il Ministro, la possibilità di estendere la propria platea al di là degli studenti alla comunità intera, in particolare ai lavoratori altamente qualificati, attraverso la formazione continua.

Enormi saranno le ripercussioni sulla politica universitaria, nella quale si assiste a un repentino cambiamento di dinamiche prima consolidate.

“Prima avevamo dei rapporti di forza e dei mercati abbastanza consolidati,” spiega il Ministro, “che sono stati improvvisamente messi alla prova da un grande cambiamento. È cambiata la possibilità delle persone di spostarsi, soprattutto per quanto riguarda la mobilità internazionale, che si è drasticamente ridotta e non sappiamo quando potrà tornare alla normalità.”

Oggi il 35% circa degli studenti è iscritto all’università in una regione diversa da quella di residenza, un dato che registrava un aumento costante negli anni, manifestandosi nel noto fenomeno della mobilità studentesca dal Sud al Nord.

Il Sud perdente o vincente nella gara all’innovazione

“È chiaro che l’attuale cambiamento delle modalità della didattica e della percezione delle persone può portare a scelte diverse da parte degli studenti.

È probabile ad esempio che le scelte cambieranno e si orienteranno verso le università più capaci di innovare, di presentare un’offerta integrata, che garantisca servizi a distanza.

Alcuni pensano che questo trauma possa ridurre il numero di studenti che dal Sud vanno verso il Nord.

Tuttavia, se le università del Nord saranno capaci di organizzare un’offerta integrata molto competittiva, potrebbe anche succedere che il numero di studenti meridionali che frequentano università del Nord aumenti.

Ogni volta che si verifica un evento traumatico, la competitività all’interno del sistema aumenta. Perciò noi, e mi riferisco sia all’Italia che alla Federico II, dobbiamo farci trovare pronti a intercettare il cambiamento, essere i primi ad affrontare l’innovazione, perché altrimenti rischiamo di essere lasciati indietro.”

Teresa Apicella

Un articolo di Teresa Apicella pubblicato il 17 Maggio 2020 e modificato l'ultima volta il 17 Maggio 2020

Articoli correlati

Diritti e sociale | 1 Giugno 2020

ISTRUZIONE NEGATA

Maturità: tra proteste e proposte, l’anno anomalo del Covid

Istruzione, scuola, università | 21 Maggio 2020

LA RIFLESSIONE

La digitalizzazione della scuola era già avvenuta da tempo (e non ce n’eravamo accorti)

Istruzione, scuola, università | 11 Maggio 2020

IDEE BELLISSIME

La “challenge” del Mazzini di Napoli: così i ragazzi reinterpetano l’arte

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi