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Jean Noel Schifano: “Napoli ha bisogno di ritrovare la sua identità storica”

7arti, News | 3 Febbraio 2016

NAPOLI, 3 FEBBRAIO – Per chi non lo conoscesse, consigliamo vivamente di leggere i suoi libri, capolavori che ruotano spesso intorno a una protagonista a noi familiare: Napoli. Jean Noel Schifano è un francese napoletano, un uomo visceralmente innamorato della città partenopea, nella quale ha vissuto diversi anni durante il suo incarico di direttore dell’istituto francese di Napoli. In procinto di pubblicare la sua nuova opera, Cronache napoletane III, lo scrittore francese rilascia una lunga intervista a LaReppubblica nella quale mette in mostra tutto il suo amore per la città all’ombra del Vesuvio.

“Quando sono arrivato a Napoli non capivo nulla di questa realtà, dovevo restarci una notte ma ci sono rimasto 10 anni perché volevo capirla. Questa realtà mi ha formato perché  di una ricchezza enorme” Continua Schifano. “Tutto origina da qui: miti, cinema, letteratura.” Poi l’intervista vira bruscamente sulle vicende storiche che hanno relegato Napoli a capoluogo di provincia, estirpandole con la forza il ruolo di capitale europea. “L’alienazione storica è quella nata dal 1860 in poi. Bugie che fanno parlare male di Napoli ancora oggi. Tra poco ci saranno le elezioni a sindaco: giuro che farei la campagna solo per uno che si impegnasse per restituire l’identità alla città. Vorrei che finalmente si togliesse dalla Camera di Commercio la statua di Enrico Cialdini, plenipotenziario di Vittorio Emanuele II a Napoli. Con la scusa della guerra al brigantaggio fece una strage di civili. Un vero boia per la gente del Sud. Dovrebbe anche sbattezzare piazza Garibaldi e chiamarla piazza Enrico Caruso. Sarebbe un segno di rispetto per la civiltà napoletana e per i contemporanei che ritroverebbero l’orgoglio. Napoli ha una cultura immensa che ha perso l’identità a causa di un manipolo di cretini che avevano una sola idea: portare tutta la ricchezza del sud a nord. Penso allo scandalo del museo di antropologia criminale di Torino fondato da Lombroso. Espone le teste tagliate dei cosiddetti briganti come se fossero bestie feroci. Un peso enorme sulle spalle dei napoletani che devono avere sempre più coscienza della loro storia. Un altro scandalo è che i tifosi a Napoli non possono portare i colori della loro squadra, la polizia allo stadio gli sequestra le sciarpe. E ancora, la pizza Margherita non ha niente a che vedere con la regina Savoia, esisteva già un secolo prima”

“Per quello che riguarda la vicenda riguardante il commissariamento di Bagnoli è da notare che non appena c’è qualcosa da fare a Napoli, Roma ci mette piede per soppiantarla. Le ciminiere funzionavano e anche Pietrarsa. Napoli è come l’ex voto, da 150 anni è smembrata, il cuore qui, una gamba là…bisogna riassemblare le parti, perché il corpo di Napoli respiri e torni a camminare.”

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Un articolo di Antonio Corradini pubblicato il 3 Febbraio 2016 e modificato l'ultima volta il 3 Febbraio 2016

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