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LA BELLA ADDORMENTATA

La nuova rubrica di Alexandro Sabetti. “Non è Melito, è Salò”

La Bella Addormentata | 13 Settembre 2016

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A Melito di Porto Salvo una ragazzina tredicenne delle scuole medie è stata stuprata per due anni da nove compaesani ventenni. L’aspettavano fuori dalla scuola per portarla in luoghi appartati e poi a turno la violentavano. I genitori vengono a sapere ma non denunciano per paura di un “discredito della famiglia” e del fatto che forse avrebbero dovuto andare ad abitare altrove. Ora la ragazzina ha sedici anni e dopo l’arresto dei suoi aguzzini e la mediaticità della notizia è lei ad esser additata dai suoi conterranei come “prostituta” o con il sempreverde: “se l’è cercata”.

Ma chi sono gli altri protagonisti di quest’ennesima storia di orrore e ipocrisia, di degradazione clownesca?

Tra i suoi carnefici c’è il figlio del boss locale, poi il figlio di un maresciallo dell’esercito e pure il fratello di un poliziotto che ottiene da quest’ultimo aiuto ed omertà. Ad aver commentato la vicenda: il Sindaco e i due Parroci, cioè i notabili perbene del paese. Il Sindaco se l’è presa con un servizio del Tgr Calabria sui melitesi che dicono “Quella se l’è andata a cercare”, in quanto offensivo della reputazione del Comune (ricordiamolo: sciolto tre volte per mafia). I parroci invece si son detti preoccupati perchè «c’è molta prostituzione in paese» e hanno compatito tutti i protagonisti della storia perché «sono tutti vittime, anche i ragazzi»

Non v’è più alcun dubbio, siamo davanti a “Salò” di Pasolini. C’è il “Mafioso”, il “Sindaco”, il “Parroco” e il “Poliziotto”. C’è l’ Antinferno (la presentazione dei personaggi, il loro ambiente), il Girone delle Manie (lo stupro perpetrato nel tempo) e il Girone della Merda (la vox populi). Manca il Girone del Sangue.
Ma quella di Melito non è una vicenda da circoscrivere nel campo della “sessualità”, violenta o bestiale che dir si voglia. Il sesso qui è una manifestazione del potere, ovvero una merce come altre. Lo stupro avviene perchè può essere commesso e difatti viene perpetrato nel tempo, nel silenzio e nell’impunità assoluta, o almeno così percepita dai carnefici.

E’ il potere del “poter farlo” e del far tacere chi sa o chi immagina.

Il sesso si perverte e devia nella misura in cui si fa pervertire dal potere, che non ha altro interesse che il potere stesso. E’ lo stupro il trofeo del branco, l’atto in se, non la vittima.

Pasolini aveva già capito tutto, ma in fondo non c’è niente da capire: il male è banale, vitreo, mediocre, e si nutre della nostra normalità alimentata da povertà cognitiva, lessicale e finanche da quella nutritiva degli alimenti: gli italiani sono quello che mangiano cioè merda.

Alexandro Sabetti

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 13 Settembre 2016 e modificato l'ultima volta il 13 Settembre 2016

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