lunedì 14 giugno 2021
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LA BELLA NAPOLI

La città greco-romana, viaggio nelle sue magie tutte da riscoprire

Arte e artigianato, Cultura, NapoliCapitale | 21 Febbraio 2014
Teatro romano (foto di Gino Campolongo)
Teatro romano (foto di Gino Campolongo)

 

Ospitiamo da oggi su queste pagine i contributi sulla storia, l’identità, la toponomastica e le curiosità sulla nostra amatissima Capitale offerti gentilmente dal gruppo facebook La Bella Napoli.

 

La Napoli Greco-Romana…come si può affrontare un discorso così indietro nel tempo senza immaginare la Nostra Napoli a quel tempo?

Doveva sicuramente essere un paradiso terrestre quella terra dove i Greci, alla fine del VII secolo a.C., proprio sulla collina che oggi noi chiamiamo di “Pizzofalcone”, eressero il primo insediamento chiamandolo “Partenope”.

Di sicuro era una sorte di roccaforte a giudicare dai reperti emersi durante i lavori di consolidamento delle fondazioni di un edificio distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale.

In seguito, nel tempo, i greci scesero un po’ più a valle e fondarono la “Neapolis” ossia la città nuova che rispecchia i canoni dei classici insediamenti ippodamei greci con strade tutte ortogonali tra loro con i suoi plateiai (Decumani) ed i suoi stenopoi (Cardini). Ironia della sorte il primo insediamento col tempo cambia nome in Palepolis … ossia città vecchia … ed ecco che si ha il termine di Palepoli!

La Neapolis o Napoli si fonda e rimane immutata sino ai giorni nostri in quanto le strade sono rimaste sempre quelle (solo che si sono “stratificate” … ossia in pratica la città, copressa, diciamo così, nelle mura cresce in altezza, strato su strato, sui luoghi che oggi chiamiamo centro antico … per spiegarmi meglio la città odierna sorge sui resti di quella romana, che a sua volta era stata edificata su quella greca). Nel 211 a.C. viene conquistata dai Romani i quali, invece di eliminare gli usi ed i costumi degli oppressi, ne prendono invece le loro abitudini ed usanze, accrescendo così il loro bagaglio culturale. Ancora oggi l’intera struttura urbanistica greco-romana si è conservata inalterata ed al tempo stesso i resti archeologici sono sopravvissuti, come per magia, al di sotto dei monumenti medioevali, rinascimentali ed anche barocchi. Esempi? Lo sono le aree archeologiche del Duomo, di San Lorenzo Maggiore, di Santa Chiara. Incredibile pensare che dove passo io … tanto tempo fa passava un antico greco … poi un antico romano …e dopo un antico bizantino e così via ….
Mi piace pensare che nel sottosuolo vi siano ancora tante cose da scoprire … che magari un giorno si scava per costruire un palazzo o una fermata di metropolitana e si trovano le rovine di un antico porto … oppure che ci si affaccia da una “fenestella” di un vecchio palazzo e ci si accorge di stare osservando un teatro greco-romano! Ops .. ma forse questo è già successo … vero?
Napoli è meravigliosa anche per questo! Infatti mi voglio soffermare, proprio per capire bene questo aspetto della Napoli Greco-Romana, su due opere ritrovate: Il teatro (fine I secolo a.C.) ed il porto romano (I secolo d.C.), di cui già ebbi a trattare in alcuni miei post precedenti. Il teatro romano, ancora oggi a cielo aperto, è inglobato in una serie di costruzioni comprese fra via Anticaglia, via San Paolo ai Tribunali e vico Giganti. Anticamente si trovava, come ancora oggi … perchè … ripeto … nulla è cambiato, tra il decumano superiore, odierna Via Anticaglia, e il decumano di mezzo, attuale Via dei Tribunali. Costruito di pietra tufacea rivestita con marmi, poteva ospitare circa seimila spettatori. Chissà quali spettacoli furono rappresentati… chissà! Per quanto riguarda il porto, come dicevo prima, durante i lavori di costruzione della Metro 1, nella zona antistante piazza Municipio e proprio a ridosso della stazione marittima, ne sono venuti alla luce i resti; dopo essere scesi di una ventina di metri e dopo avere tolto praticamente la terra di oltre 2000 anni, sono riaffiorate oggetti quotidiani quali anfore, monili, monete ed addirittura alcune navi romane, per l’esattezza tre!!! Meraviglia!!!

Ma di esempi ce ne sono molti altri ancora … come le mura greche che si vedono a Piazza Bellini o la statua del Nilo (da poche settimane hanno ritrovato la testa della sfinge) nell’omonima piazzetta; il sarcofago della fontana delle “zizze” in Via Guacci, l’ipogeo greco che si trova entrando dal retro di una tabaccheria in Via Vergini …etc …etc! ricordo quando scesi per la prima volta, nel lontano 1985, nella Napoli sotterranea accedendo dalla Chiesa di San Lorenzo, le sensazioni che provai osservando, a più di 20 metri sottoterra, le strade antiche coi loro negozi, con le loro case … addirittura un forno per il pane identico a quelli di oggi per le pizze …
E per finire … per me è bellissimo pensare che in quei luoghi camminò il grande Poeta Virgilio che si narra fu il promotore dell’acquedotto del Serino, avendone consigliato la costruzione all’Imperatore Augusto, esortandolo poi a costruire anche una rete di pozzi e fontane da regalare alla città insieme ad un complesso sistema fognario di cloache e complessi termali fino a Baia e Pozzuoli. E … se ci pensate … per fare ciò … fu necessario anche scavare il traforo della collina di Posillipo, l’attuale “Grotta di Posillipo” … meglio conosciuta da tutti noi come “grotta di Virgilio”.

Gino Campolongo

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 21 Febbraio 2014 e modificato l'ultima volta il 21 Febbraio 2014

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