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LA BELLA NAPOLI

Musei partenopei, un patrimonio inestimabile

Arte e artigianato, Cultura, Identità, NapoliCapitale | 17 Maggio 2014

museo archeologico napoli

Quando ero piccolino guardai in tv lo sceneggiato Belfagor, non so se lo ricordate, il fantasma che si aggirava nel Museo del Louvre a Parigi … da allora il museo in generale per me divenne un luogo da evitare … solo quando fui più grande capii l’importanza di un edificio come il Museo. Da quel momento in poi non mi stanco mai di sapere cosa espongono e cosa posso ammirare … e Voi … conoscete i nostri musei? Ma soprattutto … sapete cosa espongono?

Volendo parlare solo di alcuni, sarebbe impossibile farlo per tutti, e volendo parlare di quelli a mio avviso i più importanti … comincio col Museo di Capodimonte, voluto da Carlo III di Borbone e che si trova nella reggia di Capodimonte pensata come nuova dimora, distante dal Palazzo Reale, nel 1759; ma soprattutto fu costruita anche per ospitare una pinacoteca che raccogliesse la collezione Farnese, giunta da Parma per volere di Elisabetta Farnese, la madre di Carlo III … ‘a mamma è sempre ‘a mamma! … e la collezione Borbone. C’è da dire che la dinastia Farnese si estinse nel 1731 per cui Carlo giocò sul doppio ruolo della finalità del museo: far si che le opere fossere a portata di tutti e, nello stesso momento, glorificare le origini materne.

Altro museo dello stesso periodo, diciamo così, sotto il regno di Carlo III, è la cappella Sansevero; questa cappella, anche se piccola, è il museo più visitato in Italia. Fondata nel 1590 da Giovanni Francesco di Sangro, fu comunque poi ampliata ed abbellita così come la vediamo oggi dal principe Raimondo, figura eclettica dell’aristocrazia al tempo di Carlo III di Borbone tra il 1740/1760. Ci sarebbe troppo da parlare, peraltro cosa già da me fatta, limitiamoci solo a ricordare il pezzo più importante della collezione esposta … ossia il Cristo Velato! Non ci sono parole per descriverlo e lo stesso vale per le altre statue come quella del Disinganno e quella della Pudicizia Velata.

Anche il figlio di Carlo non fu da meno coi musei … infatti a lui si deve il Museo Archeologico Nazionale; infatti in seguito ai nuovi ritrovamenti negli scavi di Pompei ed Ercolano, Ferdinando IV di Borbone, volendo continuare l’opera del padre Carlo, decise nel 1777 che il palazzo degli studi, costruito nel XVI secolo e che fino al 1680 era una caserma di cavalleria, fosse trasformato in museo dove raccogliere tutti i reperti ritrovati per poter essere mostrati e visitati da tutta la popolazione napoletana e non. In seguito il museo crebbe di importanza e diventò meta europea, pensate … da ogni parte del mondo venivano apposta per visitarlo. Nell’800 si arricchì anche di reperti egizi e delle collezioni Farnese. Con l’istituzione di tale museo … si istituì anche l’archeologia moderna.

Altro “piccolo museo” è quello di Duca di Martina; ospitato nella villa Floridiana, voluta da Ferdinando IV di Borbone per la sua amata duchessa di Floridia, dal 1919 raccoglie numerose porcellane di Capodimonte, porcellane cinesi, giapponesi ed europee più altri oggetti d’arte decorativa orientale e molti quadri.

Altro museo da ricordare è quello di San Martino. Questo museo è il mio preferito … venne inaugurato nel 1869 nell’omonima Certosa sotto le pendici di Castel S. Elmo … al suo interno vi è esposto una delle “opere” che per me è fra più belle al mondo … ossia il “Presepe Cuciniello” del 700! Bellissimo … non ci sono parole per descriverlo. Inoltre all’interno del museo possiamo trovare altri presepi, dipinti di scuola napoletana, altri oggetti tra cui le bellissime carrozze usate dai vari re. In più ci sono da visitare anche la chiesa, i chiostri ed i giardini. Qui possiamo ammirare, fra le altre cose, la famosa tavola Strozzi del 1400.

Avendo parlato sempre dei Re “mentori” dei musei fin qui descritti … è il caso allora di mensionare anche il museo di Palazzo Reale; per capire la genesi di questo museo dobbiamo dire che il palazzo che lo ospita … ossia Palazzo Reale, nato sulle ceneri del vecchio palazzo vicereale di cui rimane solo il portone in un palazzo a Montesanto, fu la dimora ininterrotta, dal 1600 fino alla cacciata della monarchia in Italia, dei re succedutisi degli anni. Per cui ecco che all’interno si può visitare il Museo dell’Appartamento storico; attraversando le varie sale possiamo ammirare gli arredi originali e possiamo farci un’idea sul fatto che … quei re … non se la passavano per niente male!!!

Mi fermo qua … senza prima però citare altri museo come il Reale Orto botanico, 1809, un museo naturale a cielo aperto … l’Osservatorio Astronomico a Capodimonte, 1819, primo osservatorio in Italia … e la Stazione Zoologica Anton Dohrn , 1872 , primo acquario/museo in Europa ancora aperto che raccoglieva – e raccoglie tutt’ora – acqua salata direttamente dal mare con un sistema – allora avvieneristico – di pompe idrauliche.

Come vedete ci sono ancora tanti musei di cui parlare ancora ma … è finito l’inchiostro … alla prossima!!!

Gino Campolongo

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 17 Maggio 2014 e modificato l'ultima volta il 17 Maggio 2014

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