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LA BESTIA

Salvini scatena i suoi seguaci contro padre Alex Zanotelli

Attualità | 23 Novembre 2019

La macchina dell’odio, Made in Lega, continua a tenere viva la propria attività. La famigerata “Bestia” di Salvini ha finito per scagliarsi, anche stavolta, contro padre Alex Zanotelli, scatenando le reazioni degli utenti contro il sacerdote.

Il pretesto è stato trovato nella dichiarazione di Zanotelli il quale ha affermato che il segretario della Lega “andrebbe processato per disumanità”.

A Salvini è bastato condividere un articolo, corredato con una semplice frase in descrizione, per offrire la testa del sacerdote in pasto agli utenti del web, i quali sono stati subito pronti a vomitare veleno e odio contro padre Alex.

Il nemico comune, per unire

Accade spesso, soprattutto quando non si hanno argomenti sensati da proporre ai propri seguaci, che si vada alla ricerca di un nemico comune da offrire in pasto alla piazza.

Per la Lega, in particolare, è un vero e proprio stile che nemmeno sorprende più di tanto: i meridionali, quando c’era “prima il Nord”, e poi i migranti, la Germania, l’Europa, quando, negli ultimi anni, ad essere “primi” sono gli italiani. Il nemico pericoloso dal quale proteggersi è sempre stata un’ottima trama della letteratura leghista.

Così, visto che funziona, Salvini, di tanto in tanto, ripropone personaggi a lui sgraditi, balzati agli onori della cronaca per aver diffuso affermazioni in contrasto con il suo stile e le sue idee (ammesso che ve ne siano).

Si ripropone, così, ogni volta, un simpatico esperimento che alcuni psicologi avevano realizzato anni fa con degli scimpanzé, i quali riuscivano ad unirsi e cooperare meglio quando percepivano che il loro territorio veniva attaccato da un rivale.

Bene, restando nella metafora, sono stati migliaia i primati che hanno scelto di scendere virtualmente in campo per offendere il “rivale” messo alla gogna dal senatore, dichiarandosi pronti, insieme a lui, a difendere il territorio comune.

 

Chi offende Zanotelli, non lo conosce

Ignoranti. Donne e uomini che ignorano completamente la storia di Zanotelli e il calibro della sua persona.
Sia chiaro, non esistono santi in questo mondo e pure gli eroi hanno le loro pecche, tuttavia non si può negare la grande storia di un uomo che ha sempre scelto da che parte stare.

Zanotelli ha sempre scelto di stare con gli ultimi. Per molti anni ha vissuto nella baraccopoli di Korogocho, la quarta baraccopoli più popolosa del mondo,  in mezzo all’inferno che circonda Nairobi.

“A casa loro”, per utilizzare un’espressione tanto cara ai seguaci di Salvini, ha combattuto contro il degrado umano che caratterizza quella grande periferia del mondo.

Oggi, a ottantuno anni, continua la sua missione nel quartiere Sanità di Napoli. Padre Alex racconta spesso il momento in cui ha lasciato Korogocho: “Quando sono andato via, molte donne e uomini mi hanno circondato. Hanno poggiato le loro mani sulla mia testa e mi spingevano verso il basso per temprare la mia forza. Intanto dicevano: Papà (rivolgendosi a Dio) guida padre Alex nella sua missione, affinché converta la tribù bianca”.

Una tribù alla quale appartengono anche coloro che gli si sono rivoltati contro. Tra l’altro, nel modo peggiore: nascosti da uno schermo e sostenuti dalla boria di un leader che continua a generare odio.

Ma chi conosce padre Alex, sa bene che non basterà certo qualche invasato “scimpanzé” per scalfirlo.
La sua storia e la sua testimonianza superano di gran lunga questi attacchi che, anche perché fomentati da un senatore della Repubblica, sentiamo di dover fortemente condannare.

A padre Alex, il pieno sostegno e la solidarietà del nostro collettivo.
Per gli altri, solo tanta commiserazione.

Rocco Pezzullo

 

Un articolo di Rocco Pezzullo pubblicato il 23 Novembre 2019 e modificato l'ultima volta il 23 Novembre 2019

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