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La Campania fa la differenza: i target europei diventano un obiettivo concreto

News | 27 Ottobre 2015

Raccolta-Differenziata-NapoliNAPOLI, 27 OTTOBRE – E’ il V rapporto “Le circular city 2014”, sulla raccolta differenziata e riciclo presentato a Roma presso la sede Anci (Associazione nazionale Comuni italiani), a decantare il progresso della regione Campania in merito a questa tematica sociale e ambientale. Di fatto nella statistica si evince una percentuale migliorativa dei Comuni italiani con 8 regioni già in anticipo di 6 anni sulla tabella di marcia, ma nonostante il divario che ancora divide il nord e il sud, la nostra regione riporta sostanziali passi avanti e costeggia gli standard richiesti dalla comunità europea del 50% di avvio al riciclo entro il 2020.

Risaltano nei dati, prettamente territoriali, Pozzuoli per Comuni tra i 50 mila e 100 mila abitanti e Bacoli tra i 25 mila e 50 mila. Il primo cittadino di quest’ultima commenta così: “Il modello di Bacoli è un esempio per tutto il sud che deve essere esportato, la colpa non è mai stata della popolazione che è sempre stata pronta a questo tipo di modello, ma gli amministratori sono stati poco sensibili in passato. Meno discariche, meno inceneritori e più raccolta differenziata“, conclude il sindaco Josi Gerardo Della Ragione spiegando la flemmatica rincorsa del meridione e ciò che occorre per la risalita.

“L’obiettivo del 50% potrebbe essere già realtà in linea con le regioni centro-nord escludendo Napoli dal focus campano,” fa notare il delegato Anci Politiche per l’energia e rifiuti Filippo Bernocchi, “ma “ci siamo”, e recente è il progetto di differenziata partito dal centro storico mentre lontane le tristi notizie sbattute in prima pagina dalle maggiori testate mondiali riguardo lo scempio delle misure adottate dal governo per l’emergenza rifiuti del 2009.”

Se il Re Ferdinando II fu il primo a inventare la raccolta differenziata, imponendo l’obbligo di igiene sulle strade e la divisione dei cocci di vetro da tutto il resto, non sono certo le geremiadi riluttanze dei napoletani verso gli inceneritori ed ecoBALLE varie a relegare  in fondo una metropoli che rende già impervia un’esecuzione spedita col suo milione e poco meno di abitanti.

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Un articolo di Il Vaporetto pubblicato il 27 Ottobre 2015 e modificato l'ultima volta il 27 Ottobre 2015

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