martedì 16 luglio 2019
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La canzone di Zeza riprende vita al “Teatro Arca’s”

Eventi | 16 Marzo 2019


Una donna, madre e moglie, il suo nome è Zeza, la sua nomea entra anche nel gergo napoletano:“Chella è ‘na zèza”. Quando si affibbia il suo “titolo” ad una donna, questa probabilmente è una signora che fa continuamente smorfie o vezzi, si abbandona a smancerie di ogni genere ed è un’insopportabile chiacchierona, oltre che civettuola.

Ma chi è davvero Zeza? Assieme a suo marito Pulcinella, la figlia dei due Vincenzella e il pretendente sposo Don Nicola, essa è la protagonista indiscussa di una commedia, nota appunto come “La Canzone di Zeza”, la quale ha origine nel 600 napoletano.

Le scene prendono corpo nelle strade dei quartieri storici della città, quando il “Carnevale Napoletano” giunge al massimo splendore. Con i secoli non è cambiato quasi nulla, le radici storiche regnano ancora oggi. Infatti, ieri come ora, a far fiorire le voci femminili dei personaggi sono uomini e non donne, vi regna l’ambiguità nei personaggi.

Quando si guarda lo spettacolo ogni scena, ogni musica, ogni parola rappresenta un rituale. Lo si nota nell’incontro dove Zeza, per far promettere in sposa Vincenzella a Don Nicola, rappresenta la figura di un anno, e il padre Pulcinella, il quale si opporrà alle nozze prendendo la decisione definitiva, rappresenterà invece la continuità di un ciclo vitale naturale.

La danza finale racchiude in se tutto il senso della rappresentazione: le atrocità a cui è teso l’uomo non possono frenare il flusso della vita perpetua.

Per chi volesse rivivere le emozioni di questa antica scenetta carnevalesca, la rappresentazione teatrale verrà eseguita al Teatro Arca’s in Via Veterinaria, 63, 80137 Napoli, sabato 23 alle ore 21.00 e domenica 24 alle ore 18:00. Gli attori saranno, nell’ordine, Marcello Raimondo nel ruolo di “Zeza”, Mimmo Scippa nel ruolo di “Pulluceniello”, Enzo Tamuriello nel ruolo “Vincenzella”e Gennaro Rosa nel ruolo del “Don Niculino”.

L’artista Franco Maione ha inoltre messo a disposizione le sue lastre metalliche illustrate con simboli Magico-Misterici (esoterico), il trucco è a cura di Maria Rosaria dè Liquori, tecnico audio e luci Enrico Scudiero, il progetto musicale è di Emidio Ausiello e Michele Maione:“Tammurrianti”.

Un articolo di Il Vaporetto pubblicato il 16 Marzo 2019 e modificato l'ultima volta il 16 Marzo 2019

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