sabato 24 agosto 2019
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La città vuota, la camorra e il bene che non sappiamo organizzare

News | 4 Maggio 2019

NAPOLI, 4 MAGGIO – L’ennesimo raid a Napoli, realizzato in pieno giorno nei pressi della centralissima piazza Nazionale, ha acceso nuovamente i riflettori sulla metastasi di camorra che sta soffocando il territorio.

Noemi, la bambina gravemente ferita da uno dei proiettili esplosi dalla mano armata di due uomini in motocicletta, ha riacceso il ricordo delle decine di vittime innocenti di camorra, finiti sotto i colpi della più vigliacca tra le guerre.

Napoli è ancora sotto attacco e il costante tentativo di non guardare al marcio che insozza questa città, viene di tanto in tanto vanificato da azioni come quella di ieri che costringono a dover ricordare ancora che la camorra esiste e continua a fare male.

Lo abbiamo ripetuto spesso e non ci stancheremo di farlo anche stavolta: la camorra occupa gli spazi lasciati vuoti dallo Stato e dai cittadini, si muove nelle crepe istituzionali e, paradossalmente, si rafforza grazie a quegli interventi disorganizzati e non strutturati, messi in campo solo per urlare qualche debole spot elettorale.

Nitido è il ricordo del Ministro del’Interno il quale, proprio durante la sua visita a Napoli, aveva promesso di cacciare i camorristi da questa città “vicolo per vicolo, pianerottolo per pianerottolo“.
Una dichiarazione che aveva suscitato non poche ilarità, ma che adesso – nel riascoltarla – riesce ad alimentare solo la tristezza.

Mentre una bambina innocente lotta tra la vita e la morte, è inevitabile che si ristabiliscano le priorità e no, ora no, il ministro Salvini non ci fa più ridere, ma ci spaventa. Insieme a lui, ci spaventa l’inefficacia della filiera istituzionale che sembra, anche questa volta, non avere strumenti adeguati per un contrasto reale ed efficace alla camorra.

Si prometteranno mari e monti, ora, già lo sappiamo. Si invocheranno le forze dell’ordine e l’esercito e si ripeteranno ridicole ricette di interventi da attuare. Inutile propaganda.

Anche stavolta, uno dei modi più efficaci per contrastare la criminalità organizzata è organizzare il bene.
I cittadini domani scenderanno in piazza per alzare la voce e riempire quel vuoto con una partecipazione attiva e consapevole.

La istituzioni, gli uomini della politica, svestano le casacche dell’appartenenza ideologica e comincino seriamente a fare rete. Napoli può essere liberata. Ci crediamo ancora.

E chissà che il sogno condiviso dal direttore di La7, Enrico Mentana, che scegliamo di condividere e fare nostro, non diventi un’inaspettata realtà.

Il post di Enrico Mentana:
IL COMUNICATO CHE SOGNO DI LEGGERE 
“Superiamo ogni ombra, ogni retaggio, ogni steccato di competenza o di appartenenza politica. L’interesse comune è di dare una risposta compatta, efficace e operativa al dilagare della criminalità, per restituire Napoli al suo splendore, e i suoi cittadini e visitatori alla sicurezza e alla dignità cui hanno diritto. Per questo ci incontreremo lunedì mattina in Prefettura a Napoli con tutte le altre figure interessate, a partire dalle forze dell’ordine, allo scopo di agire da subito”.
Matteo Salvini ministro dell’interno 
Luigi De Magistris sindaco di Napoli
Vincenzo De Luca presidente della Regione 
Federico Cafiero De Raho procuratore nazionale antimafia

Un articolo di Rocco Pezzullo pubblicato il 4 Maggio 2019 e modificato l'ultima volta il 4 Maggio 2019

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