fbpx
lunedì 1 giugno 2020
Logo Identità Insorgenti

LA CLASSIFICA

Circumvesuviana: per Legambiente è la peggiore linea ferroviaria d’Italia

Infrastrutture e trasporti | 19 Dicembre 2019

Quanto emerso dalle anticipazioni fornite da Legambiente sul dossier “Pendolaria” – che si occupa di raccogliere le impressioni dei pendolari di tutta Italia -, non è che una conferma di quanto si poteva già prevedere. Una classifica delle peggiori linee ferroviarie che è degna prosecuzione di un trend che da anni ormai sancisce quanto le infrastrutture in ferro di tutto lo stivale, ma in particolar modo del sud, versino in condizioni disastrose.

Il primo posto, di questa spiacevole classifica, se lo aggiudica dunque la linea Circumvesuviana in gestione all’Ente Autonomo Volturno con socio unico la regione Campania. Sul podio, a condividere la palma di peggiore linea italiana, troviamo al secondo posto la linea Roma Nord-Viterbo, mentre in terza posizione la linea Roma S.Paolo-Lido di Ostia.

Si tratta di un’analisi basata principalmente sul rapporto dei pendolari e le loro quotidiane esperienze, con diversi indici di statistica, tra cui: materiale rotabile utilizzato, condizione delle stazioni, sovraffollamento, tagli ai servizi, infrastrutture, guasti, offerta dei treni, lentezza e soppressione delle corse. Parliamo, chiaramente, di margini che – per un motivo o per un altro – fanno parte del quotidiano ferroviario. Che in piccole percentuali sono naturali e fisiologici, ma che con l’aumentare in numero diventano pressanti e insostenibili.

I numeri della Circumvesuviana

Sarebbe sufficiente confrontare il rapporto tra costo e offerta per farsi un quadro chiaro della situazione. Negli ultimi 9 anni, infatti, il costo per i pendolari è aumentato del 48,4% a fronte di un taglio dei servizi pari al 15%. Una forbice di oltre 60 punti che da sola basta a bloccare l’intera linea. Più del 20% di passeggeri in meno rispetto al 2012. Oltre 1600 corse cancellate da inizio anno, più del doppio rispetto l’anno scorso. Una media di 5.36 minuti di ritardo a corsa, con un picco di oltre 8 minuti sulla linea Napoli-Sorrento. Corse giornaliere che da dieci anni a questa parte si sono dimezzate a causa del lento e progressivo disfacimento di treni vecchi, guasti e senza una regolare e ordinaria manutenzione.

Un disastro alla quale Regione e Eav tentano disperatamente di correre rimedio. Attraverso l’inaugurazione di nuove stazioni (Scampia), ai bandi necessari all’acquisto di nuovi convogli. Lo stesso governatore De Luca rigetta assieme al Presidente dell’Eav Umberto De Gregorio qualsiasi accusa nei confronti di questa classifica. “Stiamo facendo di tutto”, afferma il Governatore campano, “senza rilanciare cose demagogiche. Spiegate perché siamo in queste condizioni. Perché da 35 anni non si faceva una mazza. Abbiamo comprato treni e inaugurato stazioni, che dobbiamo fare più?”.

Eav, impresa e infrastruttura

L’Eav gestisce la linea circumvesuviana – oltre ad altre linee – come Impresa Ferroviaria e come Gestore dell’Infrastruttura. Deve provvedere, dunque, sia alla prestazione dei treni, agli orari di servizio e al personale; sia alle infrastrutture, alla gestione dell’intera linea, al comando e al controllo della circolazione e, chiaramente, alla manutenzione. Un lavoro che in sede nazionale viene svolto da due gestori diversi, seppur in alcuni casi facente sempre parte del gruppo statale delle ferrovie.

Se i problemi precedentemente citati hanno riguardato principalmente il ruolo di impresa ferroviaria, è di notevole importanza soffermarsi su quelli, fondamentali, che ha il gestore dell’infrastruttura. Le linee della circumvesuviana sono vecchie, obsolete e indietro in termini di tecnologia e, soprattutto, di sicurezza. Solo lo scorso giugno si battagliava la querelle a colpi politici (che di politico non aveva nulla) sulla limitazione della velocità a 50 km/h che l’Ansf (agenzia nazionale sulla sicurezza ferroviaria) avrebbe imposto su tutte le linee a partire dal mese successivo. Un avvenimento denunciato dal Governatore De Luca, ma che riguardava appunto la mancanza di sistemi di sicurezza tali da garantire le corse in totale controllo.

Quello che manca alla circumvesuviana, quello che si dovrebbe fare in più, è investire appunto sull’infrastruttura. Garantendo innanzitutto totale sicurezza per i tanti pendolari, e assicurando inoltre, proprio grazie a tali sistemi, una maggiore copertura e una base imprescindibile per poter operare in futuro, investire, crescere.

Non per le classifiche, quanto piuttosto per un servizio fondamentale per i cittadini della Campania.

Gianluca Corradini

Un articolo di Gianluca Corradini pubblicato il 19 Dicembre 2019 e modificato l'ultima volta il 19 Dicembre 2019

Articoli correlati

Infrastrutture e trasporti | 21 Maggio 2020

ALTA VELOCITÁ

Per il Sud meno di 40 milioni dal Decreto Rilancio. 380 al Nord dal Cipe

Infrastrutture e trasporti | 8 Maggio 2020

FOLLIE

Il Comune di Napoli vuole riattivare le Ztl. Il consiglio comunale si oppone

Infrastrutture e trasporti | 5 Maggio 2020

LA LETTERA

Circumflegrea, assurda la riduzione delle corse

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi