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LA CONFERENZA

Brusaferro: nessun dubbio su dati Campania. Ma la valutazione è ancora in corso

Attualità | 10 Novembre 2020

Nella conferenza stampa del Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro e il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, sull’analisi della situazione epidemiologica di Covid-19 in Italia, hanno spiegato che in Campania è ancora in corso una valutazione ma che non hanno dubbi sulla veridicità dei dati forniti, anche se sono in corso ulteriori verifiche.

“Riteniamo validi dati della Campania, ma sono in atto approfondimenti per cogliere aspetti che potrebbero completare una analisi che è in corso,” ha spiegato Brusaferro, riferendosi alla situazione della Campania, al momento nella fascia gialla di rischio Covid. Rispondendo anche indirettamente al sindaco di Napoli che stamattina ha parlato a Mattino 5, nel consueto tour tv di questi giorni, che la situazione è drammatica e sottostimata con i dati formali e che  “c’è qualcosa che non va, i conti non tornano. Quindi decidessero rapidamente perché di mezzo c’è la salute dei cittadini”.

La vigilia della conferenza stampa, come è noto, è stata caratterizzata dal nuovo giro di vite che, di fronte a un sistema sanitario in difficoltà, ha inserito nella zona arancione cinque regioni in precedenza in quella gialla (Abruzzo, Toscana, Umbria, Liguria e Basilicata). Da domani, mercoledì 11 novembre, in queste regioni ristoranti e bar rimarranno chiusi tutta la giornata, mentre i negozi rimarranno aperti.

E sulla Calabria Brusaferro ha spiegato ancora: “Credo che i cittadini calabresi possano anche loro dimostrare come possono nell’arco di poche settimane riportare la curva a valori che consente non di rilassarsi ma di diminuire le restrizioni che oggi sono state applicate”.  Brusaferro non ha voluto commentare le frasi sulla inutilità delle mascherine, del neo commissario alla Sanità in Calabria Zucatelli.

In generale comunque non si escludono misure nazionali dratiche e a breve: se la curva per la resilienza cioè l’impatto dell’epidemia Coronavirus sui servizi sanitari continuerà e crescere  e ci si avvicinerà a soglie di valori critici, in relazione al bisogno di rispondere ai bisogni di salute, non si esclude entro 7 giorni il lockdown totale.

Per Brusaferro le terapie intensive e i ricoveri in area medica mostrano una curva che cresce rapidamente vicino a soglie critiche in alcune regioni hanno “superato la soglia critica per l’occupazione degli ospedali e c’è probabilità alta in tutta Italia di saturazione entro un mese per terapie intensive. Quindi c’è l’allerta e non possiamo permetterci di prendere sotto gamba la situazione».

«In Italia è alto il numero di nuovi casi per 100mila persone, 523, e cresce rapidamente verso le soglie critiche l’occupazione dei posti letto nelle terapie intensive con molte regioni ben oltre tale soglia e un impatto sui ricoveri per altre malattie», ha spiegato. L’Italia «è un Paese a scenario 3, siamo a un Rt di 1.7, con un intervallo di confidenza di 1.5». Un Rt che «ha mostrato un rallentamento nella sua crescita ma per ridurre i casi dobbiamo portare l’Rt sotto 1.
Secondo il presidente dell’Iss «oggi ci troviamo in una situazione di rischio alto con necessità di misure di mitigazione, cioè misure sociali per rallentare il virus. Fondamentali i comportamenti (uso della mascherina, distanziamento e igiene delle mani).

Lievemente più ottimista, invece, Locatelli:  «C’è una decelerazione del parametro Rt grazie alle misure che sono state implementate nei vari Dpcm», ha sottolineato Locatelli. «Vedere un Rt stabile è qualcosa che va interpretato in senso positivo. Ci aspettiamo che nei prossimi giorni il quadro possa ulteriormente migliorare».

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 10 Novembre 2020 e modificato l'ultima volta il 10 Novembre 2020

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