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LA CONVERSAZIONE

Luca Carnevale e i simboli dell’identità che diventano supereroi: “Datemi una matita, vi disegnerò il (mio) mondo”

Arte e artigianato, Made in Sud | 6 Aprile 2018

Non si poteva scegliere posto più adatto per “conoscersi un po’ “, tele ovunque, colori che mettono allegria e serenità e anche se non ci sei mai stata in questo luogo, ti senti “a casa” e per chi crede nelle energie positive come me, sa che  dipende da loro: qui tutto è  “accoglienza”, “gioia”, “voglia di vivere”.

Già dalla vetrata dell’ingresso, dove campeggia un disegno fatto a pennarello,  nello stile di quelli che si trovano all’interno, palazzi, ufo e l’annuncio di una nuova nascita a rischiarare l’alba, un urlo di felicità che si è voluta condividere senza pensarci troppo e che ora resta lì nonostante sia passato qualche anno a testimoniare che nella vita la cosa più importante è l’amore, la vera arte è il saper donarsi, amare senza timore; rivelarsi.

Lo studio è quello di Fabrizio Scala, famoso pittore nel panorama partenopeo, amico da breve tempo con  Luca Carnevale: un’unione nata attraverso l’arte vera, quella che ama condividere visioni diverse dalla propria, che si arricchisce stando a contatto con esperienze nuove e stili differenti, l’arte che resta “umana” che sorride e non ghigna, priva di fronzoli e ricca di verità.

Fabrizio si illumina parlando di Luca che ricambia con riconoscenza, parla di un animo nobile e sempre disponibile, che (testuali parole) si vede che non “fa le cose a capocchia”, si capisce che dietro ogni quadro c’è un pensiero profondo, che ogni creazione ha un’anima,  è espressione del suo modo di vedere il mondo, che parla attraverso soggetti e colori. E’ qui, nello studio di Scala, “Colore al centro” che abbiamo visto per la prima volta un quadro di Carnevale.

Luca si sente privilegiato rispetto ad artisti di altre città, ovunque bisogna andare a “cercare i soggetti” da imprimere su tela, a Napoli no; a Napoli sono loro a sceglierti, ti “saltano addosso” e nonostante le criticità di questa città si sente ripagato per tutto quello che offre semplicemente “mostrandosi” a lui.

Ed è proprio dal connubio del suo amore per la città e della passione per i fumetti che nascono i soggetti di “Human Hero”. Luca, da sempre grande estimatore degli eroi Marvel, ha voluto rendere omaggio alla casa editrice e a Napoli, trasfigurando i personaggi più significativi della tradizione partenopea nei supereroi della saga statunitense, ridimensionando la figura dell’eroe americano ed esaltando l’eccezionalità di uomini tanto grandi quanto “umani”: Erri De Luca, Lello Arena, Bud Spencer, Totò, Massimo Troisi, sono così illustrati come tanti Superman, dai poteri speciali.

Incontriamo Luca qui e ci sembra sia sempre stato lì, come se lo conoscessimo da una vita, col suo sorriso e i suoi modi semplici, ti sembra quasi di vederlo bambino, chino su un foglio bianco e con le mani impiastricciate di colori e sogni, perché chi conosce Luca capisce da subito che “disegnare” è per Luca come respirare. E lui conferma; prima di imparare a scrivere già disegnava e ha continuato senza smettere mai, del resto come si può vivere in apnea?

Non è stato sempre semplice e forse proprio le difficoltà gli hanno dato modo, ancora di più, di capire che la sua strada era la pittura, anche dove c’erano muri difficili da scavalcare , lui poteva sempre farci un bel murales su.

Frequenta prima la scuola d’arte, che non lo lascia esprimersi come vorrebbe, troppo accademismo e superficialità, poca voglia di “ascoltare” i battiti di chi  siede dietro a un banco ma immagina di stare davanti a una tela a creare il proprio mondo, in seguito prova a vestire la toga, si laurea, esercita per poco la professione, ma i pennelli non li lascia mai e per farsi conoscere inizia a dipingere quadri in stile classico.

Il suo amore più grande, però, resta sempre il fumetto, dal quale non riesce a prendersi una pausa di riflessione , prima lo accosta al classico e poi addirittura lo contrappone, entrambi i generi, seppure così distanti, trovano spazio sulla tela si contrappongono tra loro,  fino a dividerla “letteralmente” in due, creando la sua personalissima e inconfondibile pop art dove l’identità partenopea è il cuore pulsan te.

Da qui in poi Luca ricerca, costruisce il suo proprio stile, si ispira ai grandi della pop art come Lichtenstein e D Face,  conosce grandi nomi del panorama artistico mondiale, come Eron  e Claudio Acciari si arricchisce e si confronta, prende spunto qua e là, viene incoraggiato e spronato, inizia a crederci sul serio, mette da parte del tutto i codici di procedura e d’ora in poi impugnerà solo acrilici, pennelli e tavolette grafiche, dedicandosi alla stesura di fumetti, a murales o anche all’illustrazione di libri. Con l’identità partenopea naturalmente sempre pressante, sempre in primo piano.

Dopo una piacevolissima chiacchierata, (sono passate più di tre ore senza che ce ne rendessimo conto) chiedo a Luca come acquistare i suoi lavori ed è l’unica domanda sulla quale lo trovo più titubante e questa cosa mi fa sorridere. Gli suggerisco sottovoce. “Tramite sito? Pagina FB”?

Annuisce.

Il sito è attualmente in rifacimento, ma a breve sara di nuovo on line ed è www.lucacarnevale.it. Il contatto facebook invece è  https://www.facebook.com/luca.carnevale.71

Viviana Trifari

 

Un articolo di Viviana Trifari pubblicato il 6 Aprile 2018 e modificato l'ultima volta il 6 Aprile 2018

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