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La crisi dello Stadio San Paolo e dei tifosi del Napoli

News | 2 Febbraio 2019

Non è stato sufficiente il mini-abbonamento a prezzi vantaggiosi messo in campo dalla Società sportiva calcio Napoli per le prossime nove partite (8 di campionato e la sfida in Europa League contro lo Zurigo), per ribaltare quello che si conferma essere ormai un trend piuttosto negativo. Per la partita di quest’oggi, infatti, sono circa 20mila i biglietti staccati per la sfida Napoli-Sampdoria. Pochi, in confronto a quello che è definito il dodicesimo uomo in campo. Pochi per uno sport che sta vivendo un contraccolpo di spettacolo e di festa, almeno a Napoli. Sembrano lontane anni-luce le sfide Champions che rendevano lo stadio San Paolo una vera e propria bolgia; gli eventi infatti che prevedevano il tutto esaurito erano ormai ridotti ai big match, alle partite della coppa dalle grandi orecchie, e niente più. Il tifoso “occasionale”, quello delle grandi ed imperdibili partite riempiva gli spalti per poi riaccomodarsi durante le sfide di campionato.

Il fatto è che oggigiorno, fermo restando la frangia sempre fedele – che qualcuno critica in quanto Ultras ma che in realtà risulta essere la vera e unica porzione di tifo sempre presente -, i tifosi sembrano più interessati ad andare allo stadio per vedere i grandi campioni, e a guardarsi la partita della “domenica” comodamente sul divano di casa. Comportamento del tutto condivisibile – ci mancherebbe – ma che porta come conseguenza il risultato di stadi sempre più vuoti, poca grinta e poco sostegno. Manca il “dodicesimo uomo”, appunto.

E’ un dato che il Napoli, pur essendo la seconda forza in campionato, risulta nelle statistiche per affluenza nello stadio solo sesta. Dietro il Milan (primo con una media di 52.872 spettatori), l’Inter, Juve, Lazio e Roma. E davanti alla settima che risulta essere la Fiorentina. Attualmente le statistiche parlano di un’affluenza media al San Paolo pari a 32.070 spettatori per una capienza totale di 60.240, parliamo praticamente della metà. Immaginate per un istante che lo stadio venisse tagliato in due, una parte completamente gremita ed un’altra profondamente spoglia, desolata, abbandonata. Immaginate la squadra che attacca verso la parte gremita, che tifa per lei, che gioisce ed intona cori per lei. Fate lo stesso ragionamento con l’altra porzione di stadio: vuota, desolata, abbandonata.

Un articolo di Gianluca Corradini pubblicato il 2 Febbraio 2019 e modificato l'ultima volta il 2 Febbraio 2019

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