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LA CRISI

Il Mattino lascia via Chiatamone per il Centro Direzionale. Quando il giornalismo (e le sue sedi) seguono i tempi delle cose

Media e new media, NapoliCapitale | 19 Aprile 2018

Oggi giovedì 19 aprile, Il Mattino è in agitazione sindacale: la direzione del giornale ha annunciato alla redazione un cambio di sede dal palazzo a via Chiatamone, verso il Centro Direzionale.

Il Mattino fu fondato il 16 marzo del 1892 da Edoardo Scarfoglio e dalla moglie Matilde Serao; la prima sede del giornale fu Vico Rotto San Carlo all’Angiportico Galleria, fino al trasferimento negli anni 50-60 in via Chiatamone 65 con l’inaugurazione nel 1962 della sede attuale ma a quanto pare, ancora per poco.

Tartarin e Gibus furono gli pseudonimi che la coppia utilizzò per i famosi Mosconi, i fondi del giornale fino a quando Matilde-Gibus lasciò il giornale per fondare “Il Giorno” il 13 novembre 1903. Intorno a Vico Rotto e alla Galleria, ruotavano allora i giornali di Napoli, che avrebbero avuto dopo la ristrutturazione razionalista di Luigi Cosenza, una sede comune con il Circolo della Stampa nella Villa Comunale, di cui oggi restano solo macerie. Il giornalismo segue i tempi delle cose, e le vicende dell’ordine e della sua storia a Napoli sono molto complesse.

La sede attuale de Il Mattino in via Chiatamone, dopo il trasferimento dalla Galleria Umberto, ricadde in effetti sull’edificio costruito da una cordata di imprenditori francesi nel 1880 col nome di “Panorama”, per diventare sede dei magazzini Miccio per pochi anni, poi sede del “Circo delle Varietà” cara alla storia della canzone di Piedigrotta e alle sue audizioni, “Teatro Verdi” dal 1903 e infine Galleria Vittoria. La sede del giornale venne ripensata ancora una volta nel 1986 dalla ristrutturazione di Nicola Pagliara: creato un nuovo ingresso per il giornale, venne chiuso il porticato su via Arcoleo, e su via Ugo Foscolo vennero ricavati i locali per le bobine di carta.

Da allora lo storico quotidiano di Napoli ha proseguito la sua storia, ma attualmente dal 1996 sotto la proprietà della Caltagirone Editore Spa, già proprietario tra le altre di testate come il Messaggero e il Gazzettino di Venezia e il Corriere dell’Adriatico, paventa forse una ristrutturazione di più largo raggio. Non rassicurano inoltre i prepensionamenti di noti giornalisti della testata avvenuti negli ultimi mesi. La protesta per la paventata cessione della sede ormai storica non rassicura sul futuro dell’indipendenza dello storico giornale partenopeo, in questa epoca digitale in cui la velocità delle informazioni e la crisi della carta stampata non ha risparmiato nessuno.

La storica sede dalla lunghissima storia è un immobile molto appetibile, nel cuore della parte della città ormai al centro della movida sul lungomare. Ormai a tutti gli effetti è questa la sede storica del giornale, che però ha il suo cuore finanziario non più a Napoli, ma a Roma: ce ne sarà forse un’altra a breve con novità ancora più eclatanti?

Rossana Di Poce

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 19 Aprile 2018 e modificato l'ultima volta il 19 Aprile 2018

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