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LA CRISI

Rischio tilt per le linee EAV: dal prossimo luglio riduzione di velocità per tutti i convogli

Infrastrutture e trasporti | 2 Giugno 2019

“Si prospetta uno scenario apocalittico per le linee della Circumvesuviana, Cumana e Circumflegrea”, è l’allarme lanciato dal presidente dell’EAV Umberto de Gregorio in previsione del prossimo 1 luglio, data in cui l’impresa ferroviaria regionale dovrà rispettare le norme e i parametri imposti dall’Ansf, Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria. Il pomo della discordia è rappresentato da un apparecchio piccolo ma diventato imprescindibile in ferrovia: il Sistema di Controllo della Marcia Treno (scmt), necessario, per l’agenzia nazionale, alla sicurezza dell’esercizio e non ancora attivo sulle linee EAV.

Un supporto tecnologico partorito nel lontano 2003 e capace di controllare la velocità massima dei treni, il rispetto del segnalamento, i rallentamenti della linea e molti altri parametri di sicurezza. Il rischio concreto è quello di una paralisi senza via d’uscita per l’EAV, che dovrà dotare con le apparecchiature scmt tutto il parco convogli e, soprattutto, l’intera infrastruttura regionale. Nel frattempo, l’agenzia nazionale, come da regolamento ferroviario, imporrà un limite di velocità di 50 km/h ai mezzi dell’Eav sprovvisti di controllo della marcia treno, congestionando, difatti, la circolazione sulle linee gestite dall’ente regionale.

Il nuovo limite stravolgerà Circumvesuviana, Cumana e Circumflegrea – commenta Umberto de Gregorio: per andare da Napoli a Sorrento si passerebbe da un’ora e 8 minuti di adesso a circa un’ora e 40 minuti. Ciò costringerebbe l’azienda a rifare gli orari, rivedere il programma di esercizio e tagliare le corse di circa un terzo.

Sulla rete regionale, attualmente, vige comunque un sistema di sicurezza, che si chiama Atp (Automatic Train Protection) e che ha garantito finora i passeggeri. Il punto è integrarlo con l’Smct. Ci vogliono altri tre anni e invece manca solo un mese. La diplomazia è al lavoro, l’associazione di categoria che rappresenta le aziende ferroviarie si è incontrata più volte con i membri del Parlamento, delle varie commissioni e dello stesso ministero. Ma il tempo passa e la scadenza si avvicina: e così il fantasma dei treni lumaca pare purtroppo un pericolo concreto.

Antonio Corradini

 

Un articolo di Antonio Corradini pubblicato il 2 Giugno 2019 e modificato l'ultima volta il 2 Giugno 2019

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