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LA CRONISTORIA

Stadio San Paolo: una storia lunga decenni che si ripete ciclicamente

Infrastrutture e trasporti, Sport | 30 Agosto 2018

La questione stadio San Paolo che vede al braccio di ferro Comune e Società sportiva è ormai degenerata. Per capirne di più ho provato a riavvolgere il nastro e ricordare i passaggi fondamentali che ci hanno portato a questo punto.

E il primo aspetto che emerge, comico, è che tutto quello che abbiamo visto è già successo; tra i 20 e i 40 anni fa. Parliamo del Napoli di Ferlaino.

Nel 1969 Ferlaino pretese una riduzione del canone dal Comune, vicenda finita all’arbitrato del prefetto che sancì nel 3% degli incassi la cifra dovuta.
Nel frattempo il Comune pretendeva un numero ingente di biglietti omaggio.

Il 18 dicembre 1970 Ferlaino disse: Prima che arrivassi io il Napoli dava per ogni partita 5000 biglietti omaggio, io li ho ridotti a 1300, facendomi nemici dappertutto. Il Comune se ne prende 1000 e il solo Sindaco 600. Pretendono di entrare anche senza mostrare la tessera. E se cambia il sindaco 3 volte in un anno devo dare 1800 tessere perché i “decaduti” non la restituiscono.

Nel frattempo l’indebitatissimo Comune si installa 8000 poltroncine di velluto, certo non in Curva.

Perché il “loro” stadio doveva essere un salotto

e chiede per se l’intera tribuna Autorità, “un’isola nello stadio tutta per loro”, come confermò l’allora Assessore allo Sport Bergamo il 21 settembre1974:  L’abbiamo chiesta ma ci è negata, ma è un nostro diritto. Perché il Napoli non paga, ha concluso l’accordo del 3% ma poi non ha firmato (dove l’ho già sentita questa storia?). E non paga perché sostiene che rende un servizio alla città, crea un movimento turistico per cui non deve pagare…

Ferlaino infatti più volte dichiarerà che secondo lui lo stadio gli sarebbe dovuto spettare gratis.

22 maggio 1985: Erano gli anni di Maradona, l’entusiasmo era alle stelle e la stampa annunciava l’accordo tra Ferlaino e l’allora sindaco di Napoli Carlo D’Amato per il nuovo stadio:

IL NUOVO SAN PAOLO DARA’ 30 MILIARDI A STAGIONE – verrà abolita la pista d’atletica, 20.000 posti in più, primo stadio italiano per capienza e 5° al mondo”, con tanto di disegnino del vecchio e nuovo stadio.

Viene annunciata come conclusa la pratica del mutuo di 12 miliardi concessa dal Credito Sportivo del Coni (dove l’ho già sentita?).

I lavori sarebbero dovuti cominciare dopo pochi giorni; 3000 operai 24 ore su 24 e stadio nuovo in 4 mesi.

Ovviamente il nuovo stadio non è mai arrivato.
Ed anche i canoni di fitto spettanti al Comune.

Nel 1989 venne fuori che la Società Calcio Napoli non pagava l’affitto al Comune dal 1969.
Da 20 ANNI.
E nonostante nel 1977 avesse firmato un accordo per saldare con 30 milioni i 210 milioni fino ad allora dovuti. Nel 1979 fu avviata anche un’azione giudiziaria per il rispetto di quell’accordo; il perito nominato stimò in 2 miliardi e 202 milioni la cifra che Ferlaino avrebbe dovuto versare al Comune.

9 giugno 1993. Ferlaino è agli arresti domiciliari per una tangente di 400 milioni pagata al DC Alfredo Vito. Nel frattempo l’Assessore allo Sport di allora scopre anche lui che il Napoli non paga l’affitto allo stadio e dichiara: “o paga l’affitto o domani non potrà mettere più piede allo stadio” – salvo aggiungere “se però si fa carico di alcuni lavori di manutenzione potrà giocare”.

Il Napoli si difende invocando i mancati introiti pubblicitari che il Comune ha dato in concessione un’altra ditta. Anche questo sembra un film già visto. E allora Ferlaino si stufa e comincia a minacciare di abbandonare il San Paolo.
Quest’anno giocheremo ad Avellino” (dove l’ho già sentita?). Il motivo era sempre il contenzioso sulla gestione degli spazi pubblicitari e l’accordo sui canoni.

E veniamo al Napoli di AdL.

Si riparte dalla serie C nel 2004 e dopo pochi mesi cominciano le schermaglie con AdL che minaccia di portare il Napoli a giocare in altre città:

«Ho problemi con il Comune per lo stadio, chiederò di andare a giocare altrove. Il San Paolo è insicuro, potrebbe essere chiuso. Lo prenderei per il nome prestigioso, ma il Comune rinvia da sei mesi la convenzione». La replica dell’ assessore Oddati: «L’ intesa c’ è, De Laurentiis si sta tirando indietro».
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2005/03/21/de-laurentiis-minaccia-porto-via-il-napoli.html

La convenzione verrà poi firmata con l’accordo di un canone annuo.

Nel 2007 (siamo in serie B) si rendono necessari interventi di manutenzione straordinaria (tornelli ecc.) e le spese vengono anticipate da De Laurentiis.
Lo stadio non è agibile e AdL fa montare 9 tornelli in 48 ore.

Ci sono inevitabili disagi all’ingresso e il presidente fa il giro dello stadio per scusarsi con i tifosi, quasi uno ad uno, per poi ringraziarli al microfono dal campo.
Considerando il rapporto attuale con la piazza sembra un secolo fa.
https://imgur.com/8ogE5Yo

Nello stesso anno (2007) fu votato in Comune un ordine del giorno relativo ai 120 biglietti omaggio che i 60 consiglieri comunali percepivano.

Quale era il problema? Era che i posti assegnati in tribuna li ritenevano di “valenza secondaria” mentre la Regione, la Provincia e altri beneficiari “spadroneggiavano”. Quindi scrissero, nero su bianco, che il Napoli avrebbe dovuto assegnare ai consiglieri comunali “prioritariamente” i posti centrali in tribuna e identificarli tramite un semplice tesserino perché loro “onorano con la propria presenza gli eventi sportivi”.
http://www.beppegrillo.it/il-consigliere-allo-stadio/

Intanto il Calcio Napoli, forte dei crediti che vanta, smette, dal 2011, di pagare.

Nel 2015 la giunta approva uno schema che stabiliva a quel momento crediti e debiti maturati tra le 2 parti. In sostanza il Comune doveva 3 milioni di € al Napoli.

Sembra però che in caso di “dare” e “avere” con un’amministrazione pubblica le norme tributarie prevedano che debbano prima essere saldate le posizioni debitorie del privato.
E allora il Napoli, sembra, paga il 30% delle spettanze in attesa di una nuova convenzione con il Comune. E’ infatti scaduta la vecchia.
http://www.calcionapoli24.it/primo_piano/esclusiva-ssc-napoli-ancora-al-san-paolo-saldato-il-30-dei-n349923.html

01 ottobre 2015.  In Comune slitta l’approvazione della delibera sulla nuova convenzione e AdL dichiara: “Me lo hanno fatto strapagare il San Paolo e invece me lo dovrebbero dare gratis (dove l’ho già sentita questa frase?)…è un grande cesso e mi vergogno a entrarci…se entro il 31 ottobre non ho una convenzione “ponte” il 2 novembre dichiaro il de profundis del San Paolo, vado a cercare un terreno e mi costruisco un nuovo stadio” https://imgur.com/5sWM8B9

In realtà l’ipotesi nuovo stadio è stata ventilata a più riprese in 14 anni ma non è mai apparsa una volontà reale, ma più uno spauracchio per richiamare il Comune.

La Corte dei Conti intanto, sollecitata da 3 consiglieri, indaga per capire perché i canoni non vengono versati fino ad arrivare a un sequestro conservativo di oltre 5 milioni di euro dalle casse della SSC Napoli.
https://sport.leggo.it/calcio/stadio_san_paolo_sequestro_cinque_milioni_calcio_napoli-300723.html

Intanto il 16 ottobre 2015 due consiglieri proposero di limitare i biglietti omaggio ai soli consiglieri + assessori, senza altri accrediti, quindi 60 “omaggi” anziché 160 e i 100 biglietti restanti devoluti alle scuole. Ovviamente l’emendamento venne sonoramente bocciato.
A onor del vero sembra che negli accordi ci siano già 400 biglietti per le scuole anche se non è chiaro in che modalità vengano elargiti.
https://napoli.fanpage.it/napoli-consiglieri-e-sindaco-tutti-d-accordo-sui-biglietti-gratis-per-il-calcio-napoli/

Passa una settimana e il 23/10/2015 viene approvata in Comune la delibera sulla concessione ponte (2 anni) per l’affidamento dello Stadio San Paolo, che prevede degli aggiornamenti di canone (da 650 mila a 780 mila euro) e di tariffa per la pubblicità (da 3000 a 3500 euro a partita). Più l’impegno per la società di farsi carico nelle partite in notturna di garantire i mezzi pubblici con una quota di ulteriori 5000 euro a gara.
http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/28269
https://www.kisskissnapoli.it/news/sport/4557-stadio-san-paolo-comune-approva-convenzione-ponte-video

Il Napoli però quella convenzione non la firmerà mai. Nemmeno dopo l’incontro tra le parti all’Hotel Vesuvio del 31 luglio scorso. Di ritorno da Bari prima di firmare AdL è passato dal San Paolo e, adirato per lo stato dei lavori sulla pista d’atletica, si è rifiutato di firmare.
https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/18_agosto_02/strappo-il-comune-stadio-lavori-rilento-de-laurentiis-non-firma-11ccaac4-962d-11e8-a83e-027d327c951a.shtml

Si sarebbe quindi dovuti andare avanti a domanda individuale, con quota fissa più il famoso “10%” degli incassi, come ci hanno spiegato tutti. Ma è dal 2015 che si sarebbe dovuto fare.

Ma nessuno si è mai preoccupato anche perché in quell’anno si cercò un accordo per dare la gestione dello stadio per 99 anni al Napoli.

Entusiasmo alle stelle, progetto a firma dell’Architetto Zavanella, via la pista d’atletica, gallerie commerciali (dove ho già letto questa storia?)
https://napoli.repubblica.it/cronaca/2015/07/09/news/un_san_paolo_all_inglese_e_tutto_intorno_gallerie_commerciali_ecco_la_prima_immagine_di_come_sara_lo_stadio-118671069/

ma poi l’offerta presentata da AdL non fu ritenuta congrua. Scarsi 20 milioni per un secolo. Un canone annuo in sostanza di 200.000€ ritenuto ridicolo dal Comune.
https://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/san_paolo_de_magistris_de_laurentiis-1273092.html

De Magistris pensò quindi di fare da solo e preferì ricorrere a un prestito del credito sportivo del Coni di 25 milioni, che però gli fu negato per lo stato di predissesto nel quale versava e versa il Comune.

Allora AdL fa le veci del proprietario dello stadio e si reca alla Regione da De Luca per far sbloccare 20 milioni di finanziamenti delle Universiadi per i lavori al San Paolo.

Paradossale che un fittuario parli a nome del locatore senza autorizzazione.

Ma paradossale è anche che il Comune non abbia dialogo con la Regione fino a questo punto; possibile che senza l’inserimento del Napoli il Comune non avrebbe ottenuto questo surplus di fondi?

E si arriva, senza alcuna novità, ai giorni nostri.

Per completare la similitudine col vecchio Napoli da segnalare che la battaglia si inasprisce pure sugli spazi pubblicitariRepubblica riferisce che nell’ultima riunione AdL ha avuto un alterco con Gerarda Vaccaro, la responsabile degli impianti sportivi:

«Il Comune gli vende gli spazi per minimo un mese, lui vuole pagare a giorni. “E gli abbiamo pure applicato la tariffa di Fuorigrotta – dicono al Municipio – nonostante quel messaggio pubblicitario lo vedano milioni di persone”». Sembra che AdL abbia poi mandato dei fiori alla dirigente per scusarsi dei modi ma che la stessa li abbia rispediti indietro.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2018/08/22/san-paolo-lultimo-scontro-sugli-spazi-pubblicitariNapoli09.html

In questo clima di fuoco, con il Comune che accusa la società di “reiterati ed offensivi attacchi alla città e ai napoletani” ed il club che pubblica paginati sui giornali per rispondere per le rime additando il comune della responsabilità per “il sudiciume di una città invasa dai rifiuti”, l’amministrazione clamorosamente sceglie di rinunciare ai biglietti omaggio, credo per la prima volta nella storia.

Questi omaggi, infatti, fanno parte di un accordo inserito nella convenzione, che però è scaduta da 3 anni. Il minimo, anche perché ora si vuole agire a muso duro e pretendere il pagamento della quota fissa più il 10% come doveva essere fatto dal 2015.

Solo che il presidente della commissione sport Sgambati, come riferito da “Il Mattino” del 28/08, non è neanche riuscito a capire se la richiesta dello stadio per la partita di sabato scorso il Napoli l’ha mai fatta e per questo “ha convocato una riunione della commissione”.
Per sapere se è arrivata una mail.

Ma Napoli – Milan si gioca lo stesso; con il Napoli che vince clamorosamente in rimonta ed i tifosi che restano a piedi per mancanza di mezzi pubblici dopo la partita.

La società dice di “non essere interessata allo scontro perché non ha nessuna responsabilità sui trasporti pubblici dopo le partite, il cui tema non fa parte delle convenzioni con il comune” (quali convenzioni?).

L’assessore allo sport Borriello però sottolinea che nella nuova convenzione (non firmata però) il costo dei trasporti è a carico del Calcio Napoli.

Come d’altronde  succede in tutte le parti d’Italia dove i club partecipano alle spese perché trattasi di eventi privati. Solo che nel resto d’Italia club e Comuni si parlano.
https://imgur.com/Qe7HtLH

Per l’assessore comunale ai trasporti Mario Calabrese loro non c’entrano. E’ la Regione che deve allertare l’ EAV. Quest’ultima, per bocca del suo Amministratore De Gregorio, dichiara di non aver ricevuto comunicazione.

Praticamente nessuno si era accorto che c’era la partita.

Questo è il quadro e ognuno può farsi l’opinione che vuole.

Resta il fatto che in questa “guerra” dove le parti in campo fanno a gara per raccogliere proseliti,
i tifosi che seguono il Napoli, che pagano il biglietto allo stadio, questa situazione la subiscono soltanto e più che tifare per una ragione o l’altra credo preferirebbero tifare solo una cosa; quella maglia azzurra.
E a tutti piacerebbe farlo in uno stadio “decente”. Scusate se è troppo.

Maurizio Zaccone

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 30 Agosto 2018 e modificato l'ultima volta il 30 Agosto 2018

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