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LA DELIBERA

Pizze e caffè: torna la consegna a domicilio in Campania. Ma i dubbi sono tanti e non tutti riapriranno

Agroalimentare | 22 Aprile 2020

Era attesa per ieri sera, ma è arrivata solo poche ore fa la delibera firmata dal Presidente De Luca che dà il via anche in Campania al delivery.

Da lunedì 27 aprile riaprono bar ristoranti pizzerie pasticcerie e gelaterie in Campania, ma solo per consegna a domicilio e la delibera in questione prevede una serie di punti ferrei da rispettare pena anche la chiusura dei locali per 30 giorni.

E quindi sono consentite le attività e i servizi di ristorazione – fra cui pub, bar, gastronomie, ristoranti, pizzerie, gelaterie e pasticcerie.

Gli orari sono scaglionati: i bar e  pasticcerie potranno consegnare dalle ore 7,00 alle ore 14,00. Gli altri esclusivamente dalle ore 16,00 alle ore 22,00. Per tutti varrà una sola modalità di prenotazione telefonica o on line con consegna a domicilio e nel rispetto delle norme igienico-sanitarie nelle diverse fasi di produzione, confezionamento, trasporto e consegna dei cibi

E’ fatto obbligo, per gli esercenti e gli operatori impegnati nelle attività e per gli utenti, di osservare le misure di sicurezza e precauzionali:

Attività di disinfezione dei locali interessati (compresi gli impianti di ventilazione/climatizzazione); santificazione degli ambienti con frequenza di almeno una volta al giorno, visita medica e certificato di buono stato di salute per tutti i dipendenti, mascherine, guanti e copriscarpe, distanza di sicurezza tra gli operatori e tra operatori e corrieri (si sottolinea l’obbligo di utilizzare due ambienti diversi: uno per la produzione, l’altro per la consegna al corriere delle merci), regolamentare gli appuntamenti e quindi i contatti con i fornitori.

Una delibera che segna una vittoria per alcuni ma considerata da altri troppo restrittiva: di fatto non permetterebbe una ripresa vera delle attività ma nemmeno un inizio tanto semplice per troppi.

Il primo problema riguarda la tempistica: dalla delibera si legge dal 27 Aprile al 3 Maggio. Dunque lo scenario potrebbe cambiare in meno di due settimane e intanto le attività dovrebbero investire risorse economiche non indifferenti per attrezzare il locale e gli operatori al delivery senza nemmeno avere la certezza che poi le stesse misure possano andare bene anche per le direttive nazionali di fine quarantena.

C’è poi la questione aiuti economici e dipendenti. Nel momento in cui si apre l’attività e i dipendenti rientrano a lavoro, la cassa integrazione viene sospesa e questo metterebbe di fronte a scelte imprenditoriali di grande incertezza soprattutto quando ci troviamo a parlare di aziende grandi con tanti dipendenti che non hanno nel delivery il loro core business.

Un altro fronte che lascia gli addetti ai lavori è l’orario: completamente esclusa la fascia pranzo (visto che in delibera si prevede l’apertura dalle 16:00 in poi per i ristoranti e le pizzerie) il che restringe ancora di più il campo di possibilità di vendita in un contesto di grande concorrenza.

Insomma: la fase due non è ancora cominciata e il mondo del food è già diviso. C’è chi si schiera con il “fronte del no” come il ristorante A Figlia d’ò Marenaro affermando che non si potranno mai sostenere le spese in corso come fitti, tasse, bollette, personale se lo scenario di riapertura sarà definito da queste regole così restrittive, è c’è poi chi, come Sorbillo, l’AVPN, la Fipe, le Centenarie,  vede nel delivery un primo passo per la ripresa del mondo del food, pur chiedendo ancora alla Regione un piano strategico, chiaro e tempestivo per l’apertura delle attività che guardi anche e soprattutto la fase che andrà oltre alla consegna a domicilio.

Potranno realmente ricominciare tutti lunedì?

E dopo il 3 maggio cambieranno ancora le direttive e i piani che regolamenteranno il settore?

Pizzaioli, ristoratori, pasticcieri sono chiamati oggi a fare scelte imprenditoriali difficili. Forse le più difficili mai affrontate.

Scelte che riguardano la salvaguardia dei dipendenti,  la salute personale e quella pubblica, muovere capitali in contesti e scenari di rischio che cambiano quasi quotidianamente. Scelte che segneranno il mondo del food come mai è successo prima.

Così al momento festeggiano solo quei cittadini  – tanti per la verità – che della pizza non riuscivano più a fare a meno…

Valentina Castellano 

 

Al link l’ordinanza integrale.

Un articolo di Valentina Castellano pubblicato il 22 Aprile 2020 e modificato l'ultima volta il 22 Aprile 2020

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