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LA DONAZIONE

L’ufficio di Massimo Troisi per sempre a Napoli, al Pan vicino alla Mehari di Siani

Cinema, Identità | 4 Giugno 2019

A venticinque anni dalla scomparsa di Massimo Troisi, e dopo che abbiamo fatto notare che il Comune di Napoli non ha fatto nulla – ci eravamo anche informati in merito e ci era stato risposto che non era in programma alcunché – grazie a una donazione degli eredi dell’attore, l’amministrazione si trova con un regalo tra le mani, lo studio di Massimo Troisi. E così arriva il pomposo comunicato dove apprendiamo che il Comune di Napoli con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo e il suo Ufficio Cinema, allestiranno al PAN di via dei Mille, dopo l’estate, lo studio del grande attore che sarà visitabile liberamente e in maniera permanente.

“Ci si interrogava da tempo – spiega un comunicato mestissimo scritto evidentemente da qualcuno che non conosce Troisi – su come celebrare questo importante anniversario. Poi, grazie alla donazione degli eredi, la macchina si è messa in moto. Divani, scrivanie, quadri, lampade, suppellettili appartenuti all’attore saranno scenograficamente sistemati per ricreare l’ambiente dove Massimo lavorava e creava i capolavori che ci ha lasciato. Con la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Napoli sarà ricreato il salotto di Massimo Troisi nel salotto d’arte della città, il PAN, il palazzo delle Arti di Napoli che ospita anche la Mehari di Giancarlo Siani. Un regalo a tutti coloro che amano l’indimenticabile attore nel mondo e che potranno rivivere l’atmosfera in cui il geniale artista ideava e realizzava i suoi progetti. Per ricordare Massimo, a venticinque anni dalla sua scomparsa, d’accordo con lil nipote Stefano Veneruso, abbiamo pensato non a un evento, ma a uno spazio dove poter andare ogni volta a salutare Massimo, a stare un po’ con lui. Grazie alla donazione degli arredi e degli oggetti dell’ufficio di Massimo da parte degli eredi questo sarà presto possibile al PAN, lo spazio culturale attualmente più visitato in città”.

Ovviamente è una bella notizia ma ciò non toglie che il Comune poteva fare qualcosa di meglio e di più che limitarsi a prendere una donazione e sistemarla in uno spazio… vergognosi.

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 4 Giugno 2019 e modificato l'ultima volta il 5 Giugno 2019

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