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LA FIGURACCIA

Caro de Magistris, i decreti leggili prima di criticarli: i soldi ai comuni ci sono

Politica | 17 Maggio 2020

Sono giorni che il sindaco di Napoli Luigi de Magistris sta ammorbando i cittadini, già “intossicati” per la reclusione forzata di questi mesi e l’impoverimento generale, minacciando di tagliare i servizi per colpa del governo cattivone che non darebbe i soldi ai comuni. Come se non bastassero intere fette di maggioranza che ormai emigrano altrove, come se non bastasse la stravisibilità di De Luca, che lo ha schiacciato mediaticamente come in un tritacarne, il sindaco ormai giorno dopo giorno appare sempre più fuori fuoco e meno incisivo, non solo nel dibattito nazionale ma – cosa ancor più grave – in quello cittadino.

Ieri sguinzagliati maldestramente i suoi 4 supporter, sotto la conferenza stampa di Conte,  (supporter a Napoli riconoscibili e riconosciuti, dato che sono sempre i soliti 4) si leggevano commenti di questo tenore: “E i Comuni?”, “E i soldi ai Comuni”. Commenti che replicavano come in un rosario il leit motiv caro in questi giorni al sindaco, ripetuto a mo’ di ossessione.

Prima a Crc, due giorni fa. (“Lo dico come premessa generale, mi sa che la situazione andrà a peggiorare nelle prossime settimane. Se il Governo ha scelto di abbandonare la ripresa dell’Italia, non vi aspettate che ci siano autobus, raccolta rifiuti e tutela del verde pubblico. Stanno consegnando il Paese ad un disastro”); poi, ieri, in un post su fb, intitolato, “l’interruzione dei servizi è una certezza” dove appunto ribadiva l’interruzione di alcuni servizi essenziali in mancanza di correzioni a decreto rilancio, dove il sindaco ha voluto anticipare che se stavamo nella melma oggi, vi affogheremo – secondo lui – domani. “Non è allarmismo, non è un urlare per ottenere – scriveva con toni irresponsabili a nostro avviso – è un quadro assolutamente reale e abbiamo il dovere di dirlo ai cittadini e anche ai lavoratori, perché è un tema che attiene ai servizi essenziali e al rischio default del Paese. Il quadro è molto serio ed esprimo profonda delusione per questa manovra, dopo 3 mesi bastava poco per dare un segnale ai sindaci e per dire che il #Governo c’è e ci mette nelle condizioni di non franare”.

Isteria assoluta. Tant’è che l’ex alleato Pd – alleato del progetto antideluchiano ormai naufragato, Marco Sarracino, che con Dema ha sostenuto l’ormai invisibile Ruotolo  alle suppletive di Napoli al Senato –  rompe gli indugi e in un post prende le definitive distanze dal sindaco di Napoli: “Le ultime dichiarazioni del sindaco di Napoli assomigliano molto agli attacchi che Matteo Salvini o Giorgia Meloni riservano quotidianamente al Governo” scrive Sarracino sul suo profilo fb. “Il Premier Conte ed i suoi Ministri stanno affrontando una crisi senza precedenti – scrive il segretario locale del Pd – ottenendo risultati positivi nelle condizioni date. Il tema delle risorse da destinare agli enti locali è di enorme rilevanza, ma si affronta discutendo con il Governo e non contro di esso. Dare la colpa dei disservizi della città, come i pullman che non passano o l’incuria dei parchi, o ancora lo scarso rendimento della raccolta differenziata al Governo, è davvero assurdo” scrive Sarracino. E sinceramente non si può che condividere ogni parola.

Ma la cosa più grave di tutte, come dicevamo, che gli imbecilli che ieri scrivevano per conto sindaco “e i soldi ai comuni?” tra i commenti al live del governo, il decreto rilancio manco hanno avuto la bontà di leggerlo. Ora ci rendiamo conto che 450 pagine non sono proprio Topolino… però quanto meno prima di criticare, almeno studiare un po’, soprattutto se si amministra la città più importante del Sud.

Il Titolo V del Decreto rilancio infatti è tutto dedicato ai fondi per gli enti locali, incluso lo slittamento previsto per tutti (tra settembre e novembre) del bilancio consolidato. E qui leggiamo diverse cose interessanti, delle quali ci fa piacere informare anche i supporter del sindaco (così la finiscono di fare brutte figure in nome di Gigino).

L’articolo 113 ad esempio prevede proprio, citiamo testualmente, un “Fondo per l’esercizio delle funzioni fondamentali degli enti locali”. C’è scritto che “al fine di concorrere ad assicurare ai comuni, alle province e alle città metropolitane le risorse necessarie per l’espletamento delle funzioni fondamentali, per l’anno 2020, anche in relazione alla possibile perdita di entrate connesse all’emergenza Covid-19, è istituito presso il Ministero dell’Interno un fondo con una dotazione di 3,5 miliardi di euro per il medesimo anno, di cui 3 miliardi di euro in favore dei comuni e 0,5 miliardi di euro in favore di province e città metropolitane. Con decreto del Ministero dell’interno, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, da adottare entro il 10 luglio 2020, previa intesa in Conferenza stato città ed autonomie locali, sono individuati criteri e modalità di riparto tra gli enti di ciascun comparto del fondo di cui al presente articolo sulla base degli effetti dell’emergenza COVID-19 sulle minori entrate, al netto delle minori spese e tenendo conto dei contributi assegnati a vario titolo a ristoro delle predette minori entrate”. Tutto questo in accordo con l’Anci, di cui il nostro sindaco farebbe parte. Anci che farà parte del tavolo tecnico che deciderà la distribuzione dei fondi, e che sarà istituito, sempre secondo questo decreto, al ministero dell’Economia.

Il comma 1, insomma, che il sindaco di Napoli evidentemente non ha letto, prevede l’istituzione di un fondo presso il Ministero dell’interno con una dotazione per l’anno 2020 di 3,5 miliardi di euro, da ripartire tra comuni, province e città metropolitane, entro il 10 luglio 2020 con decreto del Ministero dell’interno di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze sulla base della perdita di gettito e dei fabbisogni per le funzioni fondamentali valutati dal tavolo. Al fine di assicurare, in ogni caso, una celere erogazione di risorse utili per fronteggiare l’emergenza sanitaria da COVID-19, si prevede di erogare il 30 per cento del fondo a titolo di acconto in proporzione alle entrate al 31 dicembre 2019.

Ma non è finita qui: l’articolo 114 prevede anche il reintegro del Fondo di Solidarietà Comunale a seguito dell’emergenza alimentare (che non sappiamo se Napoli riuscirà a chiedere visto che non il Comune ha definito criteri talmente stringenti che non è riuscito a spendere la prima trance di finanziamenti). La norma, infatti,  è finalizzata a reintegrare la dotazione del capitolo 1365 dello stato di previsione del Ministero dell’Interno, relativo al fondo di solidarietà comunale di cui all’articolo 1, comma 2012, n. 228, dell’importo di 400 milioni di euro.

Infine c’è l’articolo 115 finalizzato ad anticipare l’erogazione delle risorse in favore di province e città metropolitane del fondo sperimentale di riequilibrio per l’anno 2020.

“La città di Napoli è in stato di abbandono da ben prima dell’emergenza covid ed i napoletani, ma anche molti sostenitori anche dell’attuale maggioranza, lo sanno. È tempo che il sindaco smetta di intestarsi battaglie inutili il cui unico obiettivo è quello di garantirsi un riposizionamento politico. Dia invece una prova di maturità, garantendo, negli ultimi mesi del suo mandato, una normalità a Napoli, collaborando magari in una fase così delicata anche con Regione e Governo nell’interesse di tutti i cittadini”. E citiamo ancora Sarracino. 

Che fa un po’ la parte del Catalano di Quelli della Notte di arboriana memoria.

Lucilla Parlato

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 17 Maggio 2020 e modificato l'ultima volta il 17 Maggio 2020

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