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La fontana bombardata

News | 2 Aprile 2019

L’estate del 1943 fu arroventata per Napoli. E non si trattò solo né principalmente del sole. Già tra la fine del ’42 e i primi mesi dell’anno seguente, Napoli raccoglieva il triste primato di essere una delle città più bombardate d’Europa e la prima in Italia. Ma il mese di agosto si aprì con due incursioni terribili. Quella più nota è del 4 agosto, allorché fu colpita la famosa Basilica di Santa Chiara, gioiello gotico di epoca angioina, reinventata barocca successivamente. Ma è bene ricordare che appena tre giorni avanti, il 1° agosto, fu bombardata la cinquecentesca chiesa di Santa Maria delle Grazie al vico Salaiolo: alle spalle di piazza Mercato.

A destra dell’ingresso, nel Seicento, era stata realizzata una fontana: non una di quelle monumentali finalizzate ad ornare la strada, ma una vera e propria fontana per uso pubblico, come quella della Pietra del Pesce nel non distante Borgo Orefici, ma assai più semplice. Se n’era interessata, nel 1670, Luisa Caracciolo del Sole, vissuta tra il 1609 e il 1687, che era andata in sposa ad Andrea de Franchis Marchese di Taviano. Nel ‘700 i de Franchis faranno costruire la cappella in via Foria, tuttora esistente. Del resto la famiglia di Luisa, i Caracciolo del Sole, avevano la monumentale cappella nella chiesa di San Giovanni a Carbonara, alle spalle del monumento a Re Ladislao di Durazzo, in cui si ammirano i due splendidi cicli di affreschi del Quattrocento opera di Leonardo da Besozzo e Perinetto da Benevento.

Epigrafe di Donna Luisa Caracciolo del Sole – foto Antonio Lombardi

Dopo il bombardamento del 1 agosto del ’43, della chiesa di vico Salaiolo resta solo l’impianto dell’aula: oggi una grande porta tinta d’azzurro intenso sorge precisamente al posto del cancello della chiesa (a terra si vede ancora uno scalino del sagrato) e, in quel che resta della navata, c’è un supermercato. L’altro ingresso ad arco lo si vede murato e, accanto ad esso, parti del basamento in piperno. La fontana non c’è più. Ma c’è ancora l’epigrafe, datata 1675, che fu posta a ricordo di Donna Luisa, della sua generosità nel donare quella preziosa fonte per tutti, e un piccolo consunto stemma che sovrasta un’iscrizione illeggibile, forse le iniziali SMDG: Santa Maria delle Grazie. Il muro, grezzo come macerie, ricorda ancora oggi quel bombardamento e tutti quelli che lo precedettero e lo seguirono, con grandi perdite di vite umane e di gioielli d’arte e di storia.


Un articolo di Il Vaporetto pubblicato il 2 Aprile 2019 e modificato l'ultima volta il 2 Aprile 2019

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