lunedì 14 giugno 2021
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LA LAPIDE

Palazzo Ciccarelli, si ricorda il sacrificio di Forzati (ma il Comune dimentica, per ora, la Serao)

Identità, Storia | 4 Maggio 2017

C’è un palazzo, a Monte di Dio, meno noto di Palazzo Serra di Cassano e pur altrettanto denso di storie della città: Palazzo Ciccarelli.

Domani, fuori quel palazzo, il sindaco di Napoli alle 10 scoprirà una lapide per ricordare Enrico Forzati, uno degli 11 ufficiali italiani che furono fucilati per rappresaglia dai tedeschi. Una storia commovente importante, la sua, che scelse di immolarsi per salvare un’altra giovane vita e cadde sotto i colpi delle armi dopo aver detto; «Sono stato chiamato io».

Napoletano, brillante avvocato, padre di famiglia, Enrico Forzati è l’emblema della strage avvenuta l’11settembre del 1943 a Noia.

Visse a Palazzo Cuccurullo e sarà ricordato lì, domani alle 10, a piazza Santa Maria degli Angeli 1, con una targa scoperta da Luigi de Magistris, alla presenza, tra gli altri, di Guido D’Agostino dell’istituto italiano per la storia della Resistenza, del filosofo Aldo Masullo, che all’epoca dell’eccidio si trovava proprio a pochi passi dalla Caserma Cesare Battisti di piazza d’Armi in cui gli ufficiali furono trucidati per rappresaglia dai militari tedeschi, ed il figlio di Enrico Forzati, Maurizio.

Nelle tante novità previste grazie all’impegno della commissione Toponomastica, spiace constatare che nulla è invece previsto, come opera permanente da apporre in qualche spazio cittadino, per i novant’anni della morte della più grande giornalista che abbia avuto questa città.

Eppure proprio lì a Palazzo Ciccarelli, Matilde Serao visse i suoi anni e mise al mondo i suoi 4 figli con Eduardo Scarfoglio, fino al 1892, quando i due si separarono.

Attualmente a Napoli c’è solo una targa che la ricorda, a piazzetta Matilde Serao. La volle l’amministrazione Bassolino. “Qui ogni giorno per molti anni / nella redazione de “Il mattino” / che nel 1892 fondò con Edoardo Scarfoglio / Matilde Serao / visse la sua vita più vera / trasferendo nella cronaca / la sua passione narrativa — Il Comune di Napoli pose il 25 aprile 1999″.

Il 25 luglio 2017 cade l’anniversario della morte di Donna Matilde, che noi ricorderemo a maggio, a modo nostro, nell’ambito della Festa d’a’lengua nosta. Sarebbe bello se entro quella data l’amministrazione de Magistris rimediasse ricordando donna Matilde, magari dentro la Galleria Umberto, al numero 27, dove nacque il primo giornale da lei diretto al 100 per 100, quel “Giorno” sempre poco ricordato. Perché il debito di Napoli con la Serao è eterno e va onorato anche con altri gesti. Che siamo sicuri arriveranno.

Lucilla Parlato

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 4 Maggio 2017 e modificato l'ultima volta il 5 Maggio 2017

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