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LA LETTERA

Addio Banco di Napoli, il più antico e blasonato degli istituti di credito

Attualità | 26 Novembre 2018

Caro Banco di Napoli,
Ti scrivo perché avverto il desiderio e nel contempo l’esigenza, di trasmetterti il mio rammarico verso quanto è stato compiuto a Tuo danno.

Di tutti gli Istituti eri il più antico e blasonato, nascesti per voler di un Santo e della piètas napolitana.
Adesso per scelte scellerate, miopi ed affaristiche, di te non resterà che il ricordo in quanti ti han conosciuto per fama e magnificenza.


Che dirti ‘o mio adorato Banco, se non che ho un nodo in gola, ma c’è una cosa che mi consola, ed il saper che niuno potrà mai eguagliarti in gloria. 


Nel congedarmi riverente, inchinandomi alla Tua plurisecolare storia, sappi mio caro Banco, che di te con grande amore ho recuperato e recupererò ogni traccia, affinchè chi non ti ha conosciuto, potrà comprender chi sei stato ed il bene che al meridione tutto ed questa città immemore ed ingrata, hai donato.

La città è da tempo oggetto di un’opera sistematica di spoliazione e di vandalizzazione, che ne sta depauperando la ricchezza, l’unicità e le peculiarità, al punto da svilirne e mortificarne le potenzialità.

Lo scempio permanente ai danni di Napoli

Assistiamo oramai impotenti, ma anche fin troppo passivamente, ad una serie di azioni, di soprusi e di angherie, che rappresentano altrettanti stupri perpetrati in danno della nostra adorata Napoli.
L’elenco è lungo, al punto da sembrare un vero e proprio bollettino di guerra.

Contempla chiese spoliate di mirabili opere d’arte, ”restauri” molto discutibili come quello che ha stravolto il Real Teatro di San Carlo, antichi basoli vesuviani, sostituiti con pavimentazioni avulse dal contesto storico – artistico, opere d’arte collocate in altri musei, realtà storiche che hanno reso grande la nostra economia, scomparse o trasferite altrove.

Insomma un’autentica debacle, resa possibile grazie a criminali complicità ed al silente assenso dei napoletani che, salvo che per le gesta compiute dal Calcio Napoli, dimostrano di non avere più a cuore le sorti della propria Città.

Adesso in questo triste interminabile elenco, hanno voluto inserire anche Te.
Certo è evidente che si tratta di un ultimo atto, in quanto di fatto da almeno tre lustri non eri più napolitano, ma tra poche ore il Tuo potenziale verrà ulteriormente cancellato.

Da Banca mondiale infatti, diventerai, ed ancora per qualche mese, una bancarella regionale, na pigliata pè fessi insomma. Grazie ai Tuoi ducati d’oro, è nato il nord opulento ed industriale.
Nelle principali città del mondo, avevi palazzi che testimoniavano la Tua grandezza e di rimando quella della nostra Napoli.

Hai offerto I Tuoi servigi alla comunità dei nostri emigranti, aprendo la prima sede di una banca italiana in America.

L’invenzione della carta moneta nasce qui

Con le fedi di credito, hai inventato la cartamoneta ed il tutto è oggi documentato nell’archivio economico più importante del mondo, che pure mani sacrileghe volevano spostare altrove.
Oltre mezzo millennio di storia, è stato bruciato in pochi anni per bramosie di esseri immondi che non hanno esitato per cupidigia e per carrierismo facile, di sacrificare sull’altare della storia.
Complicità gravissime di amministratori disonesti, giornalisti complici, imprenditori rapaci, I quali rappresentano con le loro malefatte I nemici giurati di questa città e la storia in tal senso li ricorderà ed in luogo di una magistratura anch’essa complice, sarà il Signore a giudicarli.
La Tua fine, rappresenta la quadratura del cerchio.

Nel 1861 Napoli perse il primato politico, con il nuovo millennio, la possibilità di fare economia a livelli alti.

Adesso noi napolitani, saremo davvero tutti più poveri, con la Tua scomparsa, la Città, anche se non è stato ancora percepito, ha subìto la più grande ruina dai tempi dell’unità d’Italia.
È colpa nostra, scusaci, in fondo quanto è accaduto, ce lo meritiamo.
Devotamente tuo

Gaetano Bonelli

Nella foto un libretto del 1878, con molta probabilità, il più antico libretto di conto corrente giunto ai nostri giorni, e non solo del Banco di Napoli, che è uno dei reperti inclusi nel Museo di Napoli

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 26 Novembre 2018 e modificato l'ultima volta il 26 Novembre 2018

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