martedì 22 ottobre 2019
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LA LETTERA

Caro Paolo Iorio, grazie al tuo lavoro per difendere questa città

NapoliCapitale | 17 Luglio 2019

Pubblichiamo la lettera aperta di Francesco Imperiali a Paolo Iorio, direttore del museo del tesoro di San Gennaro e del Museo Filangieri. Dopo gli arresti dovuti alle sue denunce sui furti a Villa Livia, questa città gli deve più di qualcosa. Grazie a lui e grazie al giovane e validissimo Francesco.

Caro Direttore, caro Paolo Iorio,

sono tornato a frequentare Napoli dopo oltre 10 anni di assenza, ho ormai superato l’immaturo ma naturale rapporto conflittuale con la città natale. L’ho fatto quasi per caso, senza accorgermene, complice il lavoro e il ritrovare in ogni contatto mio padre Riccardo, stanco, bisognoso di supporto nel gestire incarichi sempre meno lavorativi, sempre più familiari, sociali, di cui non percepivo la necessità. Mi turbavo nel vederlo assorto nella sua ossessione di Comunità, del vivere bene insieme, ancora illuso – lui – di poter credere nell’altro.

Ho frequentato i suoi complici prediletti, personalità di spessore ultroneo; ho potuto conoscere meglio te, altro entusiasta idealista, e con te apprezzare chi oggi di questa tormentata città, dall’alto del proprio Assessorato, gestisce la cultura e il suo senso, manifestando, con una umiltà signora, la sensibilità più intensa. La Napoli che fuggivo ha scalfito silenziosa la mia spocchia disillusa e ho di nuovo potuto comprendere voi sognatori.

Caro Direttore, grazie: perché è grazie a uomini come te che investono la propria energia sul territorio che giovani come me possono riscoprire il valore della tradizione, della memoria, domandarsi se il restare può essere meglio dell’andare, se la cultura può essere il miglior investimento per sé stessi, interrogarsi sull’ormai mortificata rinuncia atavica alla libertà assoluta e ritrovarsi, consapevoli, a consacrare la con-vivenza, la condivisione, degli spazi come delle ambizioni.

Ricordo bene i giorni spesi a Villa Livia, gli inventari, la competenza dei tuoi collaboratori, le difficili decisioni che hanno portato la tua firma con fiero senso di responsabilità, disposto alla sfida in punta di diritto contro chi era pronto all’attacco.

La mia disponibilità nell’aiutarti è stata viziata da un interesse, dalla voglia di dare la giusta dignità ad una Prozia dimenticata che – altra sognatrice forse – aveva voluto lasciare i suoi beni alla Società. La tua, caro Paolo, è stata invece una sfida pura in cui il senso del giusto ha dettato la strada, senza peccati alcuni di ego. L’hai vinta.

Hai vinto una sfida enorme, molto più grande del valore degli oggetti che hai salvato con dedizione e di quelli che potranno essere ritrovati grazie al lavoro di un’eccezionale Arma.

Tu e i sani sognatori come te oggi segnate un punto ben più importante: avete vinto il riavvicinare all’interesse comune la gente, gli altri, i giovani, i disillusi, coloro che sono come io sono stato.

Francesco Imperiali

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 17 Luglio 2019 e modificato l'ultima volta il 17 Luglio 2019

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