lunedì 16 luglio 2018
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LA LETTERA

La mia tesina della maturità è un diario degli scugnizzi in omaggio a Napoli. Grazie a Identità Insorgenti: è partito tutto da qui

Istruzione, scuola, università, NapoliCapitale | 6 luglio 2018

Ci arriva sulla posta della pagina fb questa lettera: “Salve, mi chiamo Luigi Pellegrino, sono uno studente che ha appena affrontato la maturità. Volevo in qualche modo ringraziare questa città che mi ha fatto crescere più di una maestra, più di qualunque altra scuola perché questa è una terra che mi ha educato (dal latino educare “Trarre fuori”), ha tratto fuori da me tanti valori importanti, molti li ho cercati di mettere in pratica nella vita quotidiana, altri ho scoperto che facevano parte già del mio essere, essere Napoletano.

Per la maturità, ho dedicato la mia tesina a questa città, ho immaginato una classe di soli scugnizzi che attraverso un diario donato dal professore scriveranno un po’ della loro vita dando voce alle strade cavalcate dalla storia.
I collegamenti con le materie scolastiche sono aneddoti storici di grandi autori cuciti dalle storie di scugnizzi.

Ringrazio questa pagina perchè è partito tutto da qui, una libera informazione che mi ha fatto sentire un’identità insorgente.

Se è possibile potreste fermi sapere un vostro parere sulla tesina?
Sarebbe veramente un onore se la pubblicaste in un articolo.
Grazie di cuore al di là della risposta💙

E allora eccoci qui, caro Luigi. L’onore è tutto nostro anzitutto: per aver accresciuto la consapevolezza di un ragazzo di 18 anni che ama così tanto il luogo dove è nato. Ma senza dubbio il merito maggiore è dei tuoi insegnanti del liceo classico Gandhi di Casoria che ti hanno trasmesso l’amore per questa città che trapela da ogni tua parola.

La tua tesina non sono è originale ma anche estremamente interessante nella sua costruzione letteraria, attraverso la quale ritroviamo non solo gli scugnizzi – personaggi immaginari e immaginifici – ma sopratutto storie di Napoli come l’amicizia tra Gabriele d’Annunzio e Ferdinando Russo o di Plinio il vecchio e Pompei, quella importantissima delle quattro giornate di Napoli, di Troisi o dell’Italsider o degli stessi scugnizzi immortalati per sempre dall’arte di inizio 900 grazie alla genialità di artisti quali Gemito e Mancini. Tutte storie guardate con gli occhi degli scugnizzi, che alla fine restituiscono parti sempre vive della nostra storia millenaria.

E allora eccola qui la tua tesina, la pubblichiamo integralmente, felici e onorati del fatto che tu, 18enne napoletano, abbia scelto noi rendendo non vana la nostra fatica quotidiana. Grazie Luigi! Ti auguriamo un futuro radioso qui, a Napoli, che ami tanto quanto noi.

Tesi Il diario degli scugnizzi

 

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