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LA LETTERA

Serapide di Mugnano taglia i servizi: appello dei genitori dei bimbi autistici

Sanità | 4 Ottobre 2019

Gentile direttore,

la situazione del centro Serapide di Mugnano versa in gravissime condizioni: senza preavvisi nè informazioni sta diminuendo le terapie ai ragazzi autistici e in più sta anche pensando di licenziare personale. Io ho due ragazzi autistici nel centro: siamo degli oggetti. Avremmo voluto poter parlare con il responsabile di questi centri ma è “latitante” e non vuole darci spiegazioni.  Eppure in tanti si servono di questo centro, persone con grossi problemi che non hanno a chi rivolgersi.

E la crisi lavorativa e sanitaria colpisce anzitutto e soprattutto anziani e disabili, ma mai chi non ha problemi di natura economica, e indirettamente o direttamente anche i genitori degli stessi bambini e/o ragazzi disabili. Una situazione che grava sulle famiglie ed aggrava le stesse famiglie, costringendole a sobbarcarsi di spese abnormi per una mancanza di servizi dovuti, ma non voluti. Dal punto di vista sociale, attendiamo da anni una risposta efficiente e soluzioni altrettanto efficaci. Ci dicono “vedrai tutto si risolverà” e intanto il tempo passa e per noi che di tempo non ne abbiamo, con lui (il tempo) ogni giorno cresce lo sconforto, perché non sai che fare.

Poiché ogni giorno devi combattere con nuovi problemi legati alla malattia di tuo figlio e ti senti disarmato, inerme e qualche volta asettico. Questo è un mondo che non ci vuole, che ci abbandona a noi stessi e in alcuni casi sono gli stessi amici a non comprendere. Ed io sono stanco dei troppi rinvii e dico a tutte le istituzioni (locali e non) basta. Bisogna intervenire subito. Come? Partendo dalla soluzione e non dal problema, ascoltare i genitori può essere un buon inizio ed applicare le leggi lo è altrettanto. Poi occorre cuore e buona volontà.

Non posso sicuramente affermare che questo è quello che avrei voluto per i miei figli, pensando ad una famiglia, in questo mondo di squali. Una vita difficile, dove solo se ti sai difendere con le unghie e con i denti, riesci a sopravvivere, dove il dio denaro la fa da padrone, dove si è perso il rispetto per il proprio simile.

Questo in poche parole cosa stanno provando le famiglie che sostengono i propri figli disabili da sempre ed ora più che mai da quando l’unico punto di riferimento che aiutava i nostri ragazzi e le loro famiglie nella gestione della quotidianità, che se pur difficile, va vissuta, prima di ogni cosa, dignitosamente, ha deciso di mettere tutti davanti a fatti compiuti.

In pratica stanno negando a tanti ragazzi disabili, di poter serenamente completare le terapie riabilitative che l’ASL ha prescritto loro.  Per ogni caso attentamente studiato  il centro ha deliberatamente deciso, senza competenze, di dimezzare se non addirittura interrompere le terapie, mettendo alla porta anche gli operatori che passano le loro giornate ad aiutare questi ragazzi nelle autonomie personali e si impegnano a sollecitare ogni, anche piccola abilità, personale, che li possa rendere sicuri di se stessi e delle loro capacità, usando una cura che non deve mai mancare, cuore e buona volontà.

Le mamme ed i padri del Serapide non sono oggetti ed i nostri figli non sono numeri, cerchiamo risposte ed ascolto, non abbiamo nessuna certezza del nostro futuro e soprattutto di quello dei nostri figli, ma abbiamo diritto al rispetto da parte del responsabile del centro, Lubrano, delle Istituzioni tutte e di sicuro ci serve la verità.

Lettera firmata

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 4 Ottobre 2019 e modificato l'ultima volta il 4 Ottobre 2019

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