domenica 17 novembre 2019
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LA MOBILITAZIONE

Cittadini in piazza per salvare palazzo D’Avalos

Beni Culturali | 8 Novembre 2019

Il degrado totale, l’abbandono, la speculazione mancata, il disastro. Parliamo di Palazzo D’Avalos in via dei mille, antica e meravigliosa dimora nobiliare ridotta malissimo: i preziosi soffitti, gli stucchi, i parati settecenteschi stanno crollando. La facciata esterna è puntellata, e anche quella laterale, dalla parte di vico Vasto, l’ala che è stata acquistata da una società (la Vasto srl, appunto) che fa capo ai figli dell’ingegnere Ferlaino, e che avrebbe dovuto trasformare parte del palazzo in cui visse Maria d’Avalos, la donna più bella del viceregno, in tanti piccoli appartamenti di lusso, non se la passa bene. Degrado denunciato da Antonio Pariante del Comitato Portosalvo insieme ad alcuni colleghi del Corriere del Mezzogiorno, Enzo Esposito e Rossana Di Poce.

Loro tre sono stati capaci di muovere qualcosa di potente, come sempre quando si combattono le battaglie con passione e sincerità: domani quel che è certo è che saranno in piazza, davanti al palazzo di Via dei Mille, dove esporranno un grande striscione, “SuperPan” perché la loro idea è di fare un grande Polo culturale agganciandosi al Palazzo delle Arti di Napoli.

Una mobilitazione, quella dei cittadini, che è anche un appello al ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. Le associazioni che hanno aderito (col Comitato Portosalvo, Insieme per Napoli, Insieme per Innovare, Assoutenti, Telefono Blu Napoli, Atlantide Ritrovata, Progetto Napoli, Vanto, Incontri Napoletani, Cittadinanza attiva per Napoli, Fabbrica dell’Immaginario, Chiaia per Napoli e Progetto Napoli.

L’edificio di Palazzo D’Avalos è vincolato fin dal 1958, e la proprietà si divide tra vari eredi dei d’Avalos. In particolare tra l’ultimo principe che occupa ancora i tremila metri quadrati del piano nobiliare, e una società che ha acquistato l’ala che si affaccia su vico Vasto per farne una settantina di appartamenti. Un progetto approvato dalla soprintendenza di Palazzo Reale nel 2015, prima dell’arrivo di Luciano Garella, e contestatissimo da Italia Nostra. Lo stesso Garella dopo qualche anno ha detto che avrebbe voluto vederci chiaro. Ma poi nulla è stato fatto. Ad opporsi anche l’erede del principe che addirittura nel 2014 scrisse al presidente Mattarella: «Questo progetto è uno scempio».

Quel che è certo è che comitati e cittadini si oppongono all’idea di privatizzare il palazzo, trasformandolo in B&B. Palazzo D’Avalos merita la restituzione ai cittadini, alla città.

Il sit in per la difesa del Palazzo D’Avalos dalle speculazioni edilizie e a sostegno della proposta di annessione al Museo Pan condivisa dal Ministro Franceschini e dalla nuova Soprintendenza di Napoli è fissato domani 9 novembre ore 11 davanti Palazzo D’Avalos Napoli

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 8 Novembre 2019 e modificato l'ultima volta il 8 Novembre 2019

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