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LA MOBILITAZIONE

Fiume Sarno, continuano i flash mob sotto i comuni. Sabato tocca a Pompei

Ambiente | 26 Maggio 2020

Silenzio e magliette bianche: è il messaggio dei flash mob dei cittadini dell’Agro nocerino-sarnese contro gli sversamenti illegali e l’inquinamento del fiume Sarno, che ormai da due settimane manifestano il sabato sotto i palazzi comunali delle loro città.

Dopo i flash mob della scorsa settimana a Nocera e in altri paesi attraversati dalle acque inquinate del Sarno, questa volta tocca ai cittadini di Pompei far sentire la propria voce. L’appuntamento organizzato dai ragazzi di “Pompei ribelle” e altre associzioni è per sabato 30 maggio sotto il Comune, davanti Palazzo De Fusco, e rigorosamente distanziati.

“I flash mob ad oltranza sotto le case comunali servono a tenere alta l’attenzione…la battaglia per l’ambiente è unica. Sono finiti i tempi in cui si discuteva per “partito” preso: sull’ambiente non esistono maggioranza e opposizione, il nostro unico scopo è riqualificare il fiume” spiegano gli organizzatori.

Intanto nei giorni scorsi il sindaco di Castellamare di Stabia Gaetano Cimmino ha scritto ai rappresentanti dei Comuni interessati per fare fronte comune nella battaglia contro l’inquinamento del corso d’acqua.

“Sin dall’inizio del mio mandato, con lettere agli organi competenti e con la partecipazione dell’amministrazione alle manifestazioni pubbliche, nonché con una capillare azione di sorveglianza alla Foce del Sarno, ho reso chiaro l’intento di non permettere il perdurare di una situazione che per me, come sono sicuro per voi tutti, è corretto definire vergognosa ed indegna di una società civile”. Così il sindaco di Castellammare di Stabia Gaetano Cimmino che nelle scorse ore ha inviato una lettera ai sindaci dei Comuni interessati dall’emergenza fiume Sarno.

“Chi oggi inquina – ha continuato il primo cittadino – depaupera sì il territorio, ma impedisce anche a tutti i nostri Comuni di progettare un futuro economico florido grazie al godimento di bellezze naturali elargiteci da madre natura e che tutto il mondo ci riconosce. Per quanto ancora, dunque, dovremo subire questa frode? Per quanto i nostri cittadini dovranno allontanarsi per un mero bagno in mare, a causa della miope inciviltà di pochi che ritengono di poter tenere in pugno le sorti del territorio, e di farlo impunemente?”.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 26 Maggio 2020 e modificato l'ultima volta il 26 Maggio 2020

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