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LA MOSTRA

Dal 28 ottobre Castel dell’Ovo per cinque mesi diventerà “Casa De Filippo”

Cultura, Teatro | 5 Ott 2018

Napoli si appresta a celebrare con una mostra in uno dei luoghi più suggestivi della città, Castel dell’Ovo, una famiglia che ha rappresentato una colonna portante del suo teatro: i De Filippo. A partire dal prossimo 28 ottobre aprirà i battenti l’esposizione “I De Filippo, il mestiere in scena”, per presentare ai visitatori una grandiosa raccolta di materiale inedito, lettere, foto, video, oggetti di scena, centinaia di costumi, locandine, manifesti, copioni manoscritti e dattiloscritti, conservati in archivi pubblici e privati, messi a disposizione dagli eredi della famiglia De Filippo.

La mostra, che sarà aperta al pubblico fino al prossimo 24 marzo 2019, pur nella consapevolezza che è impossibile contenere in una sola esposizione la storia di questa grande famiglia teatrale, vuole essere una sorta di viaggio nel mondo defilippiano, partendo dalla città di Napoli, fucina di idee e di esperienze, che si trasforma in una metafora di un universo che travalica il tempo e lo spazio, per raccontare un’umanità nel sue più disparate sfaccettature, nella sua quotidiana lotta per la sopravvivenza, fisica e morale.

E nelle intenzioni degli organizzatori saranno proprio Eduardo e Luca De Filippo, in modo interattivo, a presentare e raccontare l’intera famiglia che ha attraversato un secolo accrescendo la fama del teatro partenopeo nel mondo, partendo da Eduardo, Vincenzo e Mario Scarpetta fino a Titina, Peppino e Luigi De Filippo.

La mostra, fortemente voluta dalla famiglia De Filippo e promossa dal Comune di Napoli, è a cura dell’attrice Carolina Rosi, figlia del regista Francesco Rosi e moglie di Luca De Filippo, e dal nipote di Eduardo, figlio di Luca, Tommaso De Filippo, e si propone come un dialogo continuo tra i De Filippo ed il pubblico, nel rispetto del quale questa grande famiglia ha sempre lavorato mettendo al suo servizio la sua arte.

Stamattina conferenza stampa di presentazione a Palazzo San Giacomo alla presenza degli organizzatori, dell’Assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Nino Daniele e del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris.

“Questa mostra era un sogno fortemente voluto che è diventato realtà – ha spiegato Carolina Rosi in conferenza stampa – Vogliamo raccontare, soprattutto ai giovani che non li conosceranno, chi erano i De Filippo, una famiglia che ha calcato palcoscenici e lasciato scritti che raccontano il nostro Paese. La mostra dal mio punto di vista è un percorso emotivo, perché i De Filippo come Totò e come altri personaggi che fanno parte di questa città e di questo Paese sono un bene di tutti, non solo della famiglia. Con la mostra, quindi, si prova ad approfondire quello che già si conosce e a condividere col pubblico del materiale che amplierà il discorso su una famiglia che calca i palcoscenici da due secoli. Abbiamo voluto che i napoletani e tutti coloro che verranno possano accarezzare oggetti, segreti, tesori che potevamo accarezzare soltanto noi, è un regalo alla città”.

Un lavoro di ricerca e di recupero portato avanti in oltre un anno da Tommaso De Filippo, figlio di Luca: “E’ stato un percorso importante ed emozionante che mi ha dato la possibilità di scoprire aspetti di famiglia che non conoscevo e che mi ha dato l’opportunità di riavviare rapporti con familiari di cui si erano un po’ perse le tracce. Ci aspettiamo un evento che sia il più possibile completo, a partire dagli Scarpetta fino a tutta la dinastia dei De Filippo. La mostra serve anche a questo, a ricordare e a regalare un primo incontro a chi non ha ancora avuto un approccio sia con il teatro che con la nostra famiglia”.

Partendo dal capostipite Eduardo Scarpetta, dunque, il pubblico incontrerà Eduardo anche nei film, nelle sue poesie, nelle sue canzoni, per riviverne la forza, il rigore, la considerazione per il teatro e per il pubblico che lo portarono a non fermarsi nemmeno quando la vita fu terribilmente dura con lui. Ritroveremo Luca, la sua lezione di umiltà nel seguire gli insegnamenti del padre, per poi diventare attore a tutto tondo, proiettato in una dimensione europea nell’arte della recitazione, senza però mai dimenticare la lezione della tradizione da cui era partito e che ha esplorato con la sua Compagnia, con incursioni nel teatro di suo padre messo in scena negli anni, fino ad arrivare alle regie di un altro grande punto di riferimento artistico, il regista Francesco Rosi.

Il sindaco De Magistris stamattina in conferenza stampa ha tenuto a ricordare il lavoro di Eduardo con i ragazzi dell’istituto Filangieri e poi quello del figlio Luca con i giovani di Nisida.  “Ogni ragazzo che incontrerà la famiglia De Filippo avrà più ragioni per intraprendere la strada della bellezza, della cultura, della rinascita e non quella della narcotizzazione delle coscienze.  Anche dopo la morte, attraverso la loro arte potranno salvare giovani ed essere con noi cacciatori di talenti. Questa sarà la più grande mostra mai realizzata sulla famiglia De Filippo che segue quella dedicata a Totò. Nel momento storico più difficile dal punto di vista economico e finanziario la città continua a puntare sulla cultura come arma principale di riscatto di un popolo”. Nel bookshop allestito a Castel dell’Ovo saranno in vendita dei manufatti in ceramica realizzati dai ragazzi di Nisida con cui lavora la Fondazione “Eduardo De Filippo” e il ricavato sarà destinato alle attività laboratoriali dell’istituto di pena minorile.

L’esposizione, con biglietto intero a 10 euro, sarà divisa in più sezioni tra cui una dedicata alle poesia, una al cinema, una, quella più ampia, naturalmente al teatro e alla commedia e una al rapporto con l’estero. “Eduardo – ha ricordato Alessandro Nicosia, presidente del C.or,  fra gli organizzatori della mostra –  è tradotto in 47 Paesi nel mondo e visto il grande interesse delle istituzioni centrali speriamo che l’esposizione possa girare il mondo. L’obiettivo è rappresentare al meglio la famiglia De Filippo, Napoli e il teatro napoletano. I visitatori troveranno tantissima medialità, nelle sezioni del teatro, della poesia e del cinema. La mostra si aprirà con un filmato, uno show di quindici minuti che ci racconterà con modalità moderne i De Filippo. Il Comune ha messo a disposizione una location meravigliosa, Castel dell’Ovo che per cinque mesi diventerà  “Casa De Filippo”.

Una mostra, dunque, sospesa fra tradizione e modernità, fra passato e presente, che saprà affascinare i visitatori nel ripercorrere la storia di questa grande famiglia di artisti che è un tutt’uno con la storia della nostra città.

Sabrina Cozzolino

Sabrina Cozzolino

Napoletana, diplomata in pianoforte al Conservatorio di musica, insegnante di scuola primaria. Grande appassionata del cinema in bianco e nero, in particolare di Totò, naturalmente supertifosa del Napoli.

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