venerdì 17 agosto 2018
Logo Identità Insorgenti

LA MOSTRA

Finalmente anche a Napoli arriva Escher. Quanto Sud nelle sue opere

Cultura | 8 agosto 2018

La grande retrospettiva su Escher, che negli ultimi anni ha battuto ogni record di visitatori, sarà ospitata nelle sale del PAN | Palazzo delle Arti Napoli dal 1 novembre 2018.

La mostra presenterà oltre alle opere del visionario genio, amatissimo dal pubblico, anche un’ampia sezione dedicata all’influenza che il suo lavoro e le sue creazioni esercitarono sulle generazioni successive, dai dischi ai fumetti, dalla pubblicità al cinema: un percorso di 200 opere che parte da Escher per arrivare ai giorni nostri.

C’è Escher con i Simpson, tanto per dirne una. Ma soprattutto c’è la sua storia legata al Sud Italia, tanto che la mostra l’anno scorso era a Catania e includeva una serie di opere dipinte sull’Etna invaso dalla lava. Ma Escher ad esempio è passato anche a Napoli, come si vede sia nella sua agenda del viaggio italiano dell’artista che nel ex-libri esposto a Catania dove c’è un l’illustrazione del Vesuvio.

L’inizio della carriera matura di Escher avviene infatti proprio in Italia dove lui approda nel 1921; poi si stabilisce a Roma, in via Poerio, dal 1923 al 1935. Tutta la prima parte dell’opera di Escher è dedicata ai paesaggi italiani che lui adora profondamente e da cui rimane affascinato anche perché, come si può immaginare, per un artista che viene da una nazione come l’Olanda che è sostanzialmente piatta era facile rimanere ammaliato dalle differenze orografiche che caratterizzano il nostro paese. La sua fonte di ispirazione è proprio il paesaggio: in maniera molto metodica nel periodo primaverile ed estivo degli anni in cui è stato in Italia, viaggia con tutti i mezzi, a dorso di mulo o con l’asino, ma anche a piedi, per andare a visitare i paesini dell’Abruzzo, della Calabria, della Campania – meno delle altre regioni del sud – e soprattutto della Sicilia; l’autunno e l’inverno li dedica a tradurre i disegni che ha fatto, in straordinarie incisioni.

La mostra di Catania si soffermava molto sul passaggio di Escher nella città – per la prima volta nel 1928 – perché è interessato alla vulcanologia: il suo fratellastro era un geologo al quale dedicherà un ex libris, il primo di una lunga serie che realizzerà e che rappresenta un vulcano (però la didascalia a Catania parlava di Vesuvio)- Quando sa di questa eruzione di cui parlano i giornali va sul posto e ritrae le colate di lava, ritrae le case circondate dalla lava e documenta questa straordinaria situazione che, tra l’altro, affascinava anche i siciliani i quali, secondo i giornali dell’epoca, mancava poco facessero il tifo per l’Etna contro il Vesuvio.

Fra il 4 e il 5 maggio del 1936 è a Catania e ritrae il porto con una splendida incisione che mostra il tramonto con la sagoma dell’Etna sullo sfondo. Precedentemente era già stato in Sicilia e si era lasciato ammaliare dalla bellezza di Palermo e Cefalù. Ci sono molte incisioni che testimoniano di un amore per niente superficiale.

Va via nel 1935 perché vede una deriva militarista del regime fascista non più controllabile; dirà che per lui è stato un dolore immenso lasciare l’Italia e da questa mancanza nasce tutta la seconda parte dell’opera di Escher che, non potendo più ritrarre i paesaggi italiani, decide di dedicarsi ai paesaggi interiori».

La mostra partenopea, promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia in collaborazione con la M.C. Escher Foundation e curata da Mark Veldhuysen e Federico Giudiceandrea.

Tutte le info qui: http://www.mostraescher.it/

Articoli correlati

Beni Culturali | 15 agosto 2018

DOVE ANDIAMO OGGI

A Pozzuoli per “Il pennone a Mare” antica tradizione dei pescatori puteolani in onore della Madonna Assunta

Cultura | 15 agosto 2018

A PAESTUM

Viaggio nella mostra temporanea “L’immagine invisibile” al Museo Archeologico

Beni Culturali | 11 agosto 2018

DOVE ANDIAMO OGGI

Una passeggiata sul Vesuvio e lungo il miglio d’Oro