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LA MOSTRA

Paolo La Motta a Parigi: il più gemitiano degli artisti partenopei conquista la Francia

Arte | 30 Settembre 2019

Inaugurerà il 10 ottobre alle 13 e 30 e resterà fino al 9 novembre la mostra di Paolo La Motta, il più gemitiano degli artisti partenopei secondo noi – dunque straordinario – a Parigi, presso la Galerie Mercier di Rue de l’Université 40.

Paolo La Motta è nato a Rione Sanità, a Napoli nel 1972. “Questo quartiere – si legge nella scheda della mostra – inizia ai piedi del museo archeologico e si unisce al suo vertice al parco e al museo di Capodimonte. Un giorno del 1984, quando aveva dodici anni, Paolo La Motta venne a giocare a pallone con i suoi compagni nel parco e vide il poster della famosa mostra “Il Seicento a Napoli”. Così, abbandonando il gioco, entrò nel museo. Ciò che vide lo abbagliò e gli fece decidere immediatamente di diventare un pittore. Questa storia, degna della Leggenda d’oro, è, tuttavia, una storia vera che Paolo ci ha confermato”.

Ovviamente anche i francesi sottolineano subito il parallelismo con il grande scultore napoletano a cui recentemente abbiamo dedicato un video omaggio e che dal 15 ottobre sarà celebrato a Parigi al Petit Palais con una mostra monumentale grazie anche a Sylvain Bellenger, direttore di Capodimonte. Del resto Paolo lo abbiamo scoperto grazie a lui, dato che proprio Capodimonte nei mesi scorsi ha ospitato i suoi lavori in una splendida personale.

 

“Come lo scultore Vincenzo Gemito nel diciannovesimo secolo, e più recentemente il fotografo Mimmo Jodice – si legge ancora nella presentazione – un giovane napoletano dei quartieri più poveri ha deciso in giovane età di diventare un artista. I primi due sono conosciuti a livello internazionale, Mimmo Jodice ha avuto diverse mostre a Parigi e nel mondo e Gemito ha la sua retrospettiva, novanta anni dopo la sua morte al Petit Palais, contemporaneamente a Paolo La Motta che lo espone per il prima volta fuori dall’Italia, a Parigi. Senza, per così dire, lasciare Napoli, Paolo La Motta ha una cultura enciclopedica della pittura e della scultura dal Medioevo ai giorni nostri… il suo occhio è infallibile per riconoscere il tocco di un artista, da Bellini a Rothko. La sua pittura, piena di memoria, è sia figurativa che contemporanea, ma l’aspetto è oggi, sia esso un paesaggio urbano o il dettaglio di un terreno di scavo, o quei ritratti di bambini seri assorbiti nel loro compito da scolaretto, mentre il loro insegnante li disegna o li modella con un pezzo di argilla. Linee di colori elettrici attraversano improvvisamente la tela, un rosso acuto incornicia una bambina, è la gioia della vernice trovata…”.

A Paolo, che si è reso disponbile subito sia a farci da consulente sul nostro lavoro Q1191 Gemito Napoli – al Pan fino al 9 novembre – che a farci da trait d’union tra l’arte di un secolo fa e quella di oggi, comparendo amichevolemente nel film, va il nostro più grande augurio. Uomo semplice e straordinario artista, che merita di essere notato a livello internazionale.

Lucilla Parlato

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 30 Settembre 2019 e modificato l'ultima volta il 2 Ottobre 2019

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