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LA MOSTRA

Roma celebra Massimo Troisi a 25 anni dalla scomparsa

Identità, Storia | 23 Aprile 2019

A 25 anni dalla scomparsa del regista e attore napoletano Massimo Troisi, si apre al pubblico un percorso tra scatti privati, immagini d’archivio e carteggi inediti ospitata al Teatro dei Dioscuri al Quirinale. Una mostra completamente gratuita alla scoperta dei lati meno conosciuti del protagonista de Il Postino che sarà aperta al pubblico fino al 30 giugno.

Il percorso espositivo è promosso e organizzato da Istituto Luce-Cinecittà con 30 Miles Film in collaborazione con Archivio Enrico Appetito, Rai Teche, Cinecittà si Mostra, curato da Nevio De Pascalis e Marco Dionisi con la supervisione di Stefano Veneruso, e fatto di locandine, video inediti, immagini, interviste, installazioni, riconoscimenti. Rivivendo le tappe più importanti della carriera del comico campano. Oltre ottanta scatti privati, foto a colori e in bianco e nero, carteggi, documenti e poesie per un viaggio emozionale nella vita di Troisi, in un’esposizione che non vuole essere nostalgica e commemorativa ma, con una chiave di lettura pop, segue il fil rouge del suo lato sensibile, intellettuale e autorale. Il poeta e compositore, lo scrittore e sceneggiatore. Cinque ambienti raccontano cronologicamente il vissuto dell’artista con una sua gigantografia all’ingresso realizzata da Pino Settanni, mentre la volta della location è ricoperta da un patchwork, opera visuale di Marco Innocenti per Brivido Pop, con affreschi che riproducono scene d’infanzia, del palcoscenico, fino ai set. C’è la foto del piccolo Massimo già famoso a due anni per lo spot pubblicitario del latte Mellin, ci sono i componimenti poetici e le fotografie che lo ritraggono nelle partite di calcio, sua immensa passione, e quella accanto a Diego Armando Maradona allo stadio San Paolo di Napoli.

Una mostra con tanti memorabilia (ci sono anche il telegatto o il david di Donatello vinto da Massimo, la bicicletta del Postino, le locandine di filme e teatro) e le testimonianze, tra gli altri, della compagna e co-sceneggiatrice Anna Pavignano, Gianni Minà, Carlo Verdone, Massimo Bonetti, Gaetano Daniele, amico d’infanzia e produttore, Renato Scarpa, Massimo Wertmüller e Marco Risi. Poi le canzoni composte con Decaro e rimaste su carta fino al 2008 quando saranno pubblicate nel disco “Poeta Massimo” che ospita nomi illustri della musica come Paolo Fresu ed Ezio Bosso.

E poi, naturalmente, l’incontro con  l’incontro con Lello Arena ed Enzo Decaro, con cui darà vita al trio cabarettistico La Smorfia (in origine chiamato I Saraceni) che sarà capace di stregare, con la lingua napoletana, tutto lo Stivale anche in tv con la trasmissione Non Stop di Enzo Trapani (a cui recentemente la Rai ha dedicato uno speciale) sino alle comparsate nei programmi di Renzo Arbore e Pippo Baudo.

L’esposizione racconta, a venticinque anni dalla sua morte, l’infanzia di Troisi a San Giorgio a Cremano, la sua passione per il teatro, la popolarità improvvisa con il gruppo de La Smorfia e la carriera cinematografica da regista e attore. Ma il vero filo conduttore della mostra, è l’esser poeta di Troisi, un poeta anche ricco di impegno sociale.

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 23 Aprile 2019 e modificato l'ultima volta il 23 Aprile 2019

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