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LA MOSTRA

Si aprono i depositi di Capodimonte: tesori, tele, arazzi e oggetti preziosi mai esposti

Beni Culturali | 13 Dicembre 2018

Centinaia di opere tra dipinti, statue, arazzi, porcellane, armi, e oggetti di arti decorative provenienti unicamente dai cinque depositi di Capodimonte. E’ la mostra Depositi di Capodimonte. Storie ancora da scrivere, che sarà inaugurata il 21 dicembre 2018 alle ore 17.00 organizzata insieme alla casa editrice Electa che conferma quello di Capodimonte come museo vissuto anche come luogo di libertà, di creatività, di potenziale espressivo.

Riapre anche la Collezione De Ciccio

L’inaugurazione della mostra sarà anche l’occasione per festeggiare la riapertura della Collezione De Ciccio, la nuova illuminazione dell’Appartamento Reale con una performance musicale itinerante e ammirare la Flagellazione di Caravaggio impreziosita da una cornice coeva.

Seconda tappa di una trilogia con Electa

“I depositi, considerati spesso come universi chiusi, polverosi, custodi impenetrabili con tesori nascosti e ignorati, sono in realtà, il luogo originato da scelte umane, identificano un’epoca e, attraverso la selezione delle opere fatte dagli uomini, rendono possibile rintracciare un gusto, una ragione storico artistica, una esigenza conservativa. La mostra Depositi di Capodimonte. Storie ancora da scrivere (21 dicembre 2018 – 15 maggio 2019), organizzata dal Museo insieme alla casa editrice Electa, è il secondo capitolo di una trilogia di esposizioni (la prima è stata Carta Bianca. Capodimonte Imaginaire nel 2018 e la terza sarà C’era una volta Napoli. Storia di una grande bellezza nel 2019), che ha avuto il senso di sfidare il principio costitutivo del museo, proponendolo non più come entità statica e immobile, presunta lezione magistrale, ma come luogo di libertà, di creatività, di potenziale espressivo”.

Alcune curiosità esposte

Una mostra interessantissima e piena di tesori tutti da scoprire: saranno esposte centinaia di opere tra dipinti, statue, arazzi, porcellane, armi, e oggetti di arti decorative provenienti unicamente dai cinque depositi di Capodimonte, per raccontarne il ruolo e la storia tra scelte, talvolta impietose, imposte dai dettami del gusto, dalla natura della collezione del museo o dallo stato conservativo delle opere.

Tra queste, vi sono la collezione di oggetti esotici che il Capitano James Cook donò a Ferdinando IV di Borbone e i numerosi servizi da tavola in porcellana di Meissen, di Berlino, della Manifattura Richard Ginori, impossibili da esporre per la loro vastità…

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 13 Dicembre 2018 e modificato l'ultima volta il 13 Dicembre 2018

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