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LA MOSTRA SUI BRIGANTI

Dall'8 gennaio al Pan. Palomba, il curatore: "Parliamo di riscatto e libertà"

Arte e artigianato, Cultura, Identità, NapoliCapitale | 3 Gennaio 2014

mostra briganti al pan

 

 

Mercoledì 8 Gennaio, alle 17,30 si inaugura al PAN, Palazzo delle Arti Napoli, la mostra “Briganti”, che continua il Progetto espositivo dal titolo “Spazi Interstiziali: Stendardi al PAN” curato da Beppe Palomba per l’Accademia della Bussola. Più che una mostra sarà uno spettacolo per gli occhi di chi si troverà a passare, fino al 17 gennaio, davanti al Palazzo Roccella: nove stendardi di grandi dimensioni scenderanno dai balconi del terzo piano fino a ricoprire la facciata, con immagini evocative create per ricordare un fenomeno come il brigantaggio e le sue radici culturali e sociali.

v per pullecenella mostra briganti

 

Gli Artisti Dario de Cristofaro, Amedeo Grazioso, Carmen Lietz, Morena Beatrice Mennella, Pagina 49, Ariane Schuchardt, Anita Scola, Giorgio Scotti, Giuseppe Sticchi e Rosario Vesco si sono cimentati, è spiegato nel comunicato, sul tema dei Briganti, “figure tra la storia e il Mito, in qualche modo rappresentativi del Meridione e delle sue contraddizioni, un po’ patrioti e un po’ fuorilegge, specchio delle contraddizioni e della diatriba tra conservazione e rivoluzione, tra passato e presente, tra utopia libertaria e ragion di Stato”. A pochi giorni dall’evento ne parliamo col curatore, Beppe Palomba.

Anzitutto come mai è stato scelto il tema dei Briganti?

La Mostra nasce dalla voglia non tanto di raccontare un fenomeno storico di enorme importanza quanto di raccogliere fermenti e interpretazioni di Artisti sul tema della libertà e della voglia di riscatto. Non è quindi una rivisitazione storica del fenomeno, quanto la verifica di quanto di brigante è rimasto in ciascuno…

Sarà una mostra particolare, all’esterno del Palazzo, un modo diverso di esporre l’Arte, portandola direttamente sotto gli occhi dei fruitori, senza filtri né barriere. Quale brigante vedremo reinterpretato dagli artisti che hai interprellato e perché questa idea dell’esterno? Per svegliare dall’indifferenza?

Gli originali delle opere saranno esposti al pianterreno nella Sala del Pianoforte e non ci saranno briganti reali… Per questa mostra, vedrai, diventano Briganti anche i Bronzi di Riace! Ma c’è anche altro, infatti sono presenti sì opere di Artisti meridionali, ma anche addirittura di un’Artista tedesca in quanto il vero tema è l’anelito alla Libertà in tutte le sue forme. La scelta di creare mostre all’esterno dei Palazzi, già sperimentata con la mostra, beffarda e iconoclasta sulla Profezia dei Maya del Dicembre 2012 (“Aprotepein” con sui si tappezzò il Pan con stendardi sul tema della scaramanzia, ndr) e con l’esposizione delle vele d’Arte su Palazzo Tocco in Via Toledo dell’estate scorsa, è frutto esattamente di quello che hai intuito, la volontà di spezzare gli schemi e di portare l’Arte al visitatore, di smuovere la palude della noia, di scuotere dall’apatia.

Il ciclo prevede ancora due mostre… Saranno sempre curate da te?

Sì, in effetti è una specie di “format” che mi sono inventato. La prossima sarà dal 12 Febbraio sulle Favole e Sirene, poi a Marzo ci sarà quella dedicata agli ex-voto, poi… vedremo!

Le seguiremo tutte… sono temi legati all’identità. Ecco, un’ultima cosa, quant’è importante l’identità per te rispetto a questi allestimenti?

In una mostra d’Arte abbiamo di fronte l’identità dell’Artista, che accetta un tema, lo fa suo, lo elabora, vi appone il suo “segno” che è come una traccia di DNA, che va a confrontarsi con un’entità fatta di tanti individui, il pubblico, che può apprezzare o meno, che giudica, che sceglie di fare suoi un simbolo, un significato, un’esperienza. L’identità di ciascun Artista è e deve restare distinta per le caratteristiche di creatività e fantasia che la sottendono, ma deve al tempo stesso essere capace di dialogare, attraverso l’opera, con gli altri Artisti presenti e con il pubblico. L’opera del curatore deve essere attenta e discreta, deve saper suggerire temi condivisibili e fungere da catalizzatore riuscendo in qualche modo ad armonizzare le diverse voci. In sintesi, ciascun allestimento, ciascuna mostra è insieme la mostra di tante identità che cercano un punto di contatto.

Lucilla Parlato

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 3 Gennaio 2014 e modificato l'ultima volta il 3 Gennaio 2014

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