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LA MOSTRA

Un secolo di furore: i caravaggisti al Museo Filangieri

Beni Culturali, Cultura | 1 Febbraio 2019

Inaugurata ieri al Filangieri Museo di Napoli la mostra UN SECOLO DI FURORE. I CARAVAGGISTI DEL FILANGIERI,dedicata anche alla riscoperta della Scuola napoletana del Seicento e del primo Settecento, e composta da dipinti caravaggeschi.

Opere straordinarie, a cui il direttore del Filangieri, Paolo Iorio, che guida da anni con grande successo il Museo del Tesoro di San Gennaro, ha deciso di restituire nuova luce: la mostra del resto rappresenterà il primo focus di una serie di piccole esposizioni tematiche della nuova rassegna “Visti da Vicino”, volute Iorio, autore tra l’altro insieme a Rosella Vodret del libro Luoghi e Misteri di Caravaggio, per la riscoperta e per la rivalutazione di tutti i capolavori presenti nelle collezioni del magnifico Palazzo d’arte Filangieri a Napoli in via Duomo.

In particolare saranno periodicamente riallestiti e messi in luce i dipinti del Filangieri Museo
focalizzando le tematiche, i generi o le scuole di pittori che pur essendo noti agli studiosi e al grande pubblico, sono solitamente presenti nella bellissima Sala Agata ed esposti, per volontà dello stesso Principe Filangieri, a incrostazione, ovvero sistemati in modo da ricoprire completamente le pareti.

Un criterio affascinante, tipico delle pinacoteche antiche, ma che privilegiava la veduta dell’insieme piuttosto che il godimento delle singole opere. I dipinti, ma anche i tanti altri capolavori del Filangieri Museo, saranno quindi di volta in volta nuovamente analizzati e riproposti, evidenziandone gli aggiornamenti emersi dagli studi negli ultimi anni e, in alcuni casi, avanzando vere e proprie riletture critiche.

Jusepe de Ribera, Matthias Stommer, Battistello Caracciolo, Andrea Vaccaro, Micco Spadaro, Mattia Preti fino a Francesco Solimena che conduce la pittura napoletana dal naturalismo al barocco, saranno dunque i protagonisti della prima mostra tematica, insieme anche ad alcune armi
dell’antica e importante collezione del Filangieri. Tra i tanti storici armamenti della considerevole raccolta del Principe di Satriano, grazie a un antico documento ritrovato nell’Archivio di Stato di Roma, sono stati infatti identificati ed esposti anche i modelli del pugnale e della spada appartenuti al Caravaggio.

Armi che furono sempre fedeli compagni del pittore lombardo e che determinarono anche le alterne fortune della sua vita non solo artistica sino a giungere al baratro della sua rovina.

Come la pena capitale comminata a Roma per l’omicidio di Ranuccio Tomassoni che lo fece scappare
dalla capitale dello stato papale per giungere a Napoli contumace, lasciando qui tracce indelebili della sua presenza. L’avvento del pittore lombardo nella città partenopea è stato infatti un evento di portata grandissima, con influenze significative nell’ambiente artistico locale, tanto che le sue opere sono state determinanti per la nascita di quella corrente naturalistica che sarà il fondamento di tutta la scuola napoletana del Seicento. Tracce indelebili che è facile ritrovare proprio in un territorio che Caravaggio bazzicava con naturalezza tra gli angiporto e le taverne, i postriboli e i vicoli, luoghi racchiusi intorno all’attuale Via Duomo, dove è sorto il Comitato Via Duomo, la strada dei musei,
costituito da ben otto straordinarie realtà museali per la realizzazione del progetto di distretto culturale integrato Via Duomo La strada dei Musei sostenuto in fase di start up dalla Regione Campania. Musei che in un modo o nell’altro raccolgono la straordinaria testimonianza del passaggio e dell’influenza del Caravaggio.

A iniziare ovviamente dal Pio Monte della Misericordia con il capolavoro universale di Michelangelo Merisi “le Sette opere della Misericordia”, al bellissimo archivio storico del Banco di Napoli dove sono custoditi i documenti storici che riguardano le committenze partenopee al pittore lombardo, alle sale del Museo e della Cappella del Tesoro di San Gennaro con le splendide opere, esposte tra i gioielli, di caravaggisti del livello di Massimo Stanzione e di Giuseppe de Ribera o anche nella importante Pinacoteca dei Girolamini e nel suggestivo Museo diocesano Donna Regina vecchia, sedi di impareggiabili dipinti realizzati nel seicento, senza dimenticare il Madre con le sue pregevoli testimonianze e provocazioni di artisti contemporanei come lo fu il Caravaggio a suo tempo, per terminare, o per iniziare, dai caravaggisti collezionati dal Filangieri e che dal 1° febbraio saranno esposti in questa mostra a loro dedicata.

Si tratterà dunque per il visitatore non solo di un focus tematico, ma anche di vero e proprio tuffo nel passato del grande pittore lombardo che tanto ha influenzato la pittura napoletana, e non solo, dal seicento in poi.

L’allestimento della mostra è realizzato con innovativi pannelli mobili modulari che consentono varie tipologie di esposizione e soprattutto il rapido riutilizzo.

Sarà possibile acquistare anche un biglietto unico integrato per visitare il Filangieri Museo e il Museo del Tesoro di San Gennaro, ma lo stesso biglietto del Filangieri potrà essere utilizzato per avere lo sconto sul biglietto dei musei appartenenti al distretto Via Duomo, la strada dei Musei e viceversa. Proprio in coincidenza della prima mostra tematica varieranno anche gli orari del Filangieri Museo che dal 1° febbraio resterà aperto tutti i giorni della settimana seguendo i seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 10,00 alle 16,30 e i prefestivi e i festivi dalle 10,00 alle 17,30.

Ecco i nostri live dell’inaugurazione. Gallery Federico Hermann

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 1 Febbraio 2019 e modificato l'ultima volta il 1 Febbraio 2019

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