domenica 17 novembre 2019
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LA NOVITA’

Mann e Pompei, aumentano prezzi e offerte: ora subito più servizi

Beni Culturali | 4 Novembre 2019

 

Beh, non c’è che dire … Novembre inizia all’insegna della polemica: una polemica di biglietti. Quasi a voler riprodurre in una nuova puntata la ormai palese rivalità tra il Parco Archeologico di Pompei ed il Museo archeologico di Napoli, le due istituzioni culturali più importanti della nostra regione annunciano, praticamente in contemporanea, le nuove tariffe d’ingresso che, naturalmente, fanno scattare polemiche e distinguo. Se l’aumento del biglietto a Pompei era nell’aria, grande sorpresa ha destato per il Mann non l’aumento in sé del biglietto d’ingresso, quanto la sua entità e soprattutto i tempi. Passare di colpo, in pratica da un giorno all’altro, da 15 a 18 euro costituisce un piccolo record che meriterebbe una spiegazione, non foss’altro perché l’aumento s’iscrive in un momento non certo “felice”, dal punto di vista della fruizione, per il museo diretto da Paolo Giulierini. Da pochi mesi, e fino all’inizio di dicembre, il museo napoletano continuerà a fare i conti con difficoltà legate alla scarsità di personale di sorveglianza che non consente un’apertura continuativa giornaliera di tutte le collezioni “fruibili”.

Gli aumenti si devono sempre commisurare ad un’offerta che si eleva in termini quantitativi e qualitativi, e ciò, per il Mann, ora non può essere garantita. Si badi, ciò che è stato fatto in questi quattro anni al museo archeologico di Napoli ha quasi del miracoloso: si è riportato al centro dell’attenzione mediatica un museo ricchissimo di arte e di storia ma da troppo tempo confinato in un’utenza quasi di nicchia; si sono riaperte collezioni chiuse da tempo; si è di colpo respirata una ventata di felice partecipazione, quasi ignota nei tempi passati.

Insomma, il lavoro fatto da Giulierini e dal suo team è stato di assoluto valore e, da qui a quattro anni, ci consegnerà un museo totalmente nuovo. Ma, era questo il momento giusto per proporre un nuovo aumento del biglietto? Se il Mann si presenta come un cantiere, se le collezioni non possono essere tutte aperte per l’intera giornata costringendo i visitatori a stare con l’orologio in mano, se ancora l’impianto di illuminazione appare scarso e mortificante per valorizzare alcune opere o raccolte come quella degli affreschi, se, infine, troppo appare ancora da fare, era giusto, opportuno, aumentare il costo del biglietto adesso? In una politica dei prezzi che ha condotto il Mann ad un aumento di ben il 50% negli ultimi quattro anni? A mitigare la “stangatina” sono state annunciate agevolazioni che non appaiono di gran significato, eccetto la fortunata, e direi storica, conferma della Open Mann: l’abbonamento annuale al museo napoletano.

 

Discorso diverso per Pompei. L’aumento di un euro sembrerebbe un “solletico”, rapportato a quello del Mann – a proposito, non si era mai visto, a memoria d’uomo, che l’ingresso al Mann costasse più di quello a Pompei – ma crea indubbi problemi agli operatori del settore turistico che, tuttavia, avranno almeno un paio di mesi per “aggiustare” i loro pacchetti, visto che il nuovo biglietto d’ingresso agli Scavi entrerà in vigore solo dal primo gennaio. Inoltre, dallo stesso giorno d’inizio 2020, prenderà avvio la vera, grande novità annunciata in questi giorni: l’abbonamento annuale agli Scavi pompeiani ed ai siti del Parco archeologico. Una svolta storica, senza alcun dubbio. Un piccolo sogno inseguito da sempre, ora a portata di mano – s’incrociano sempre le dita in una prudente “modalità San Tommaso” – e che rivoluzionerà la vita degli appassionati della città sacra a Venere.

Insomma, novità, aumenti, ma la qualità? Certo i numeri contano, gli annunci pure. Ma cosa si offre? Al Mann in questo momento sono in corso due mostre fotografiche ed una sul cambiamento climatico. A queste aggiungiamo presentazioni di libri, eventi notturni esclusivi e una percezione che il museo sia un grande contenitore onnicomprensivo, in cui l’archeologia fa spesso da quinta scenica.

Urge, a mio avviso, come giustificativo dell’aumento del biglietto, che l’amministrazione del museo si adoperi per “mostrare” quello che ha nei depositi, che si faccia promotrice di iniziative che narrino la storia del museo attraverso visite speciali, senza veli, proprio come ci ha abituati in questi anni il coraggio di Giulierini che ha tolto da sotto il vetro alcuni capolavori che oggi ammiriamo in tutta la loro bellezza.

A Pompei, invece, si attende. La probabile “passerella franceschiniana” dovrebbe portare come effetto collaterale la riapertura di importanti domus che si affacciano su Via del Vesuvio, unitamente a qualche sorpresa della vicina Regio V. Insomma, Natale si avvicina. Babbo Osanna e Babbo Giulierini sono pronti per qualche altro “regalo”?

 

Giuseppe Di Leva

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 4 Novembre 2019 e modificato l'ultima volta il 4 Novembre 2019

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