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LA PIAZZA A NAPOLI

In migliaia al Plebiscito: ma la protesta pacifica non fa notizia

Diritti e sociale | 27 Ottobre 2020

Ieri Napoli è tornata a lottare. La protesta ha visto migliaia di napoletani a Piazza Plebiscito: in piazza non solo commercianti, la categoria su cui si stanno soffermando i principali media del paese, ma anche studenti, lavoratori, disoccupati, artisti del settore dello spettacolo, associazioni di detenuti e senzatetto che hanno risposto alla chiamata collettiva tra le realtà di precari della nostra città. Naturalmente stavolta non vedrete aperture di telegiornale dedicate al popolo partenopeo…

“Tu mi chiudi e tu mi paghi”, “La crisi la paghino i ricchi” questi i principali slogan della mobilitazione. E ancora: “A salute è ‘a primma cosa, ma senza sorde nun se cantano messe”.

In piazza il rumore delle voci di chi ora non ne ha. E anche di chi non ne ha mai avuta. Tra le richieste quella di una patrimoniale, di tagli all’esercito e a ciò che non è necessario, per sostenere con un reddito chi non potrà resistere a un nuovo lockdown.

“Assieme all’esasperazione e alla rabbia la manifestazione ha saputo avanzare anche tante proposte: Sostegno al reddito, Stop tasse ed affitti e contributi per le piccole attività – si legge sulle pagine di uno degli organizzatori, il gruppo de “Il Sud Conta” – Le persone che ieri hanno riempito Piazza Plebiscito non si oppongono alle chiusure per partito preso, o perché non gli è permesso bere un drink la sera ma chiedono lo stanziamento di fondi e l’attuazione di politiche che garantiscono concretamente a tutte e tutti di rimanere a casa in maniera dignitosa e sicura. La piazza di ieri era anche una piazza anti-camorra, perché al netto delle favole che ci raccontano alcuni giornalisti/giornalai le mafie quelle vere non attendono altro che operare in uno stato di emergenza dove loro sono le uniche ad avere liquidità e ad accaparrarsi gli appalti pubblici eludendo gare e regole.”

Ma le richieste sono anche sulla sicurezza sanitaria. “Un tampone in Campania costa 60 euro, vergogna!” recitava un cartello. Una sanità assente per molti, che dovrebbe essere di qualità e davvero gratuita. Assunzione di medici, infermieri e personale per il tracciamento,  aumento delle terapie intensive e dei posti di degenza e rafforzamento della medicina territoriale sono le richieste principali del popolo di manifestanti.

“I ricchi sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri”

La paura è che ora si torni a chiudere tutto, per scongiurare una pandemia contro cui il nostro governo ha speso poco e niente. E nel frattempo, i ricchi sono sempre più ricchi. E a dirlo non è nemmeno una fonte di parte, ma l’Unione delle Banche Svizzere. In un report di UBS c’è la fotografia di un divario economico e sociale che sta diventando sempre più netto: tra Aprile e Luglio i miliardari nel mondo hanno aumentato la loro ricchezza del 27,5%, portando il loro patrimonio a 10,2 trilioni di dollari!

Durante la protesta la luce dei fumogeni ha spezzato il buio della piazza. Il rumore degli shaker di bartender a barlady che, distanziati, hanno rappresentato la protesta di chi lavora nel settore della movida.

Poi il silenzio, le luci dei telefoni in alto. La manifestazione si è fermata per un momento di raccolta, in solidarietà delle categorie in ginocchio a causa della crisi.

Decine le camionette di forze dell’ordine attorno alla piazza, tra cui spiccava anche un idrante usato di solito per disperdere la folla. Ma dopo un breve momento di tensione lo sbarramento di polizia si è aperto e la manifestazione si è mossa in corteo in direzione Regione Campania, dove è terminata la protesta.

Il prossimo appuntamento è oggi alle 18, ancora sotto il palazzo della Regione, mentre sempre lì, domani alle 10, continua il presidio permanente del settore scolastico. Nel frattempo le proteste si sviluppano in tutta Italia: Lecce, Palermo, Salerno, fino a Torino. Saranno anche loro camorristi?

Ciro Giso

Un articolo di Ciro Giso pubblicato il 27 Ottobre 2020 e modificato l'ultima volta il 27 Ottobre 2020

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