domenica 16 dicembre 2018
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LA POLEMICA

Azienda svizzera ricicla la plastica per farne carburante. E Repubblica lo racconta con una vecchia foto di Napoli piena di munnezza

Ambiente | 13 Luglio 2018

La notizia di Repubblica è interessante e ha un titolo accattivante. Recita: “Dateci la vostra plastica, la metteremo nei motori”. Racconta che l’uso della plastica nell’ultimo mezzo secolo l’uso è aumentato di 20 volte, ne consumiamo ogni anno l’equivalente di 900 Empire State Building.  E che un’azienda svizzera specializzata in energie rinnovabili, la Grt Group, il prossimo anno costruirà in Italia impianti poco ingombranti, grandi come un campo da tennis, e a zero emissioni dirette perché utilizzano la pirolisi. In questi impianti entreranno le bottiglie e i sacchetti di cui cerchiamo disperatamente di disfarci e uscirà carburante: 900 litri di combustibile simile al cherosene e al diesel per ogni tonnellata di plastica.

Una buona notizia dunque. Nel pezzo si spiega che la pirolisi è un processo che determina la rottura delle catene molecolari che rendono la plastica rigida. Il tutto in assenza di ossigeno, cioè senza combustione e ossidazione e dunque senza emissioni. E che dagli anni Settanta s’insegue il sogno di trasformare la plastica in combustibile. Ogni impianto sarà in grado di fornire combustibile al costo di 25 dollari al barile equivalente, meno della metà del prezzo del barile di petrolio. Ma mentre il petrolio, una volta estratto, deve essere trasportato e raffinato, aggiungendo costi economici e ambientali, la plastica viene prelevata in un raggio di poco più di un centinaio di chilometri dall’impianto: in questo modo si abbatte il 70 per cento del totale delle emissioni di CO2 necessarie alla produzione di energia. Inoltre i pannelli solari che copriranno la struttura migliorano ulteriormente le perfomance energetiche.

Qual è allora la nota stonata? La nota stonata – che ci segnala un lettore di Identità Insorgenti – è che a fronte di tutte queste belle e ecologiche innovazioni, alla redazione di Repubblica hanno scelto la foto per illustrare tutto questo.

Naturalmente è una foto – vecchia – di Napoli (si vede il Castel dell’Ovo sullo sfondo) vista da una Mappatella inondata di plastica. Roba che francamente non si vede, a questi livelli di sporcizia, da anni e anni. Ma tanto sputare su Napoli è sempre lo sport nazionale. E nessuno sembra essersene accorto. Tranne i nostri sempre attentissimi lettori. A cui, per fortuna, non sfugge nulla.

A Repubblica suggeriamo di cambiare la foto. E di aggiornarsi.

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