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LA POLEMICA

Discriminazione negli stadi: “Chi è andato alla FIGC a nome di Napoli non conosce i problemi”

NapoliCapitale, Politica, Sport | 13 Dicembre 2018

Ieri sulla pagina “Difendi la città” la delegata allo sportello e all’Autonomia della Città di Napoli, Flavia Sorrentino, ha annunciato di aver incontrato il Presidente della FIGC, Gabriele Gravina.

Incontro per difendere Napoli alla Fgci

“L’incontro avvenuto nella sede romana della Federazione Italiana Giuoco Calcio in via Allegri è stato occasione per portare a conoscenza della FIGC l’intenzione del Comune di Napoli di dotare lo Sportello Difendi la Città di una sezione specifica dedicata ai cori e agli striscioni da stadio.

“Difendi la Città – stadio”, questo il nome del nuovo strumento che si affianca a quello creato dall’amministrazione comunale nell’aprile 2017 per tutelare e difendere l’immagine e la reputazione di Napoli e dei napoletani dai luoghi comuni e da ogni tipo di manifestazione discriminatoria. L’attività di Difendi la Città – Stadio sarà portata avanti da un osservatorio composto da personalità del mondo sportivo, giornalisti, intellettuali, giuristi e semplici cittadini. Tra i suoi membri uno sarà nominato dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio.

“Ho avuto il piacere di incontrare una persona che, dopo anni di buio, finalmente sta portando avanti nella Federazione che dirige un’azione seria e determinata di contrasto alla discrimanzione territoriale – ha dichiarato la delegata Sorrentino.

É infatti a mio avviso inaccettabile che si lascino passare per sfottò goliardici vere e proprie pulsioni di odio e discriminazioni territoriali che rappresentano un fenomeno sociale che nulla ha a che fare con lo sport e i suoi valori universali. Su questo tema ci siamo confrontati per mettere a punto linee di azioni sinergiche tra Figc e Comune di Napoli.” spiega la Sorrentino, con tanto di selfie allo stadio, nella pagina”.

La reazione di Coppola, da anni sui problemi dello stadio

Ma l’avvocato Emilio Coppola, noto penalista partenopeo molto vicino alle tifoserie del Napoli calcio, che ha spesso difeso in sede legale, da anni impegnato sui problemi dello stadio però, non ci sta e in un post su fb scrive così: “Il calcio ha tanti problemi ma credo che i cori e gli striscioni offensivi (esiste già una legge apposta ma probabilmente non tutti lo sanno ) siano davvero nel fondo di questa ideale classifica, e trovo assurdo che chi allo stadio magari ci è andato solo per farsi un selfie vada a nome della città di Napoli a chiedere pene severe alla FIGC contro gli autori dei suddetti cori .

Le stesse persone forse non sanno che un tifoso si sente davvero discriminato quando gli viene proibito di assistere ad uno spettacolo per un principio geografico o piuttosto lo si seleziona sulla scorta di uno strumento di fidelizzazione (ma magari chi è andato in FIGC non sa di cosa si parla) o meglio ancora quando gli si proibisce l’accesso ad un impianto per un errore poiché i provvedimenti inibitori li emette un poliziotto e non un Giudice.

L’identità, non la su rinforza alimentando il vittimismo ma lavorando affinché un bambino tifoso residente a Mondragone abbia gli stessi diritti del proprio cugino tifoso residente a Scauri e credo che da questa storia la nostra città non ne esca bene e soprattutto non bisogna commettere gli errori dei legislatori che hanno sempre considerato lo sport(ma in particolare il calcio ) un serbatoio elettorale e mediatico su cui poter discernere e provvedere senza competenze!

#noninmionome

Chissà cosa ne pensa il sindaco che, secondo voci di corridoio, sarebbe caduto dalle nuvole, dichiarando di non sapere nulla dell’iniziativa della sua responsabile autonomia, forse un po’ troppo autonoma…

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 13 Dicembre 2018 e modificato l'ultima volta il 14 Dicembre 2018

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