fbpx
domenica 12 luglio 2020
Logo Identità Insorgenti

LA POLEMICA

Dopo gli Ultras, la famiglia di Ciro: “Film di Lettieri e Liberato specula sulla nostra tragedia”

Attualità, Cinema | 10 Marzo 2020

Dopo la curva B e, a seguire, la curva A, che hanno tappezzato la città di striscioni critici contro “Ultras” il film di Francesco Lettieri sui tifosi del Napoli, è comparso ieri sera sulla pagina fb dell’associazione Ciro Vive, un post doloroso firmato dalla mamma di Ciro, Antonella Leardi, che in questi anni ha sempre professato pace e non violenza. E che conosce bene ormai il mondo delle tifoserie organizzate partenopeo che è stato vicinissimo alla famiglia Esposito in questi anni.

“Ancora una volta dopo il danno la beffa – scrive la Leardi sulla pagina dell’associazione Ciro Vive – pensai quando seppi dell’uscita del film Ultras di Francesco Lettieri. Poi l’altro giorno leggo uno striscione per strada che recita “ULTRAS: PRONTI A SPECULARE, CON UN FILM GROTTESCO E SURREALE – LIBERI DI TIFARE”, chiedo informazioni a mio figlio Pasquale che frequenta lo stadio ed è così che decido di manifestare il mio dissenso ai contenuti del film.
Non posso che condividere le parole espresse dall’avvocato degli Ultras Emilio Coppola: questo film è una pugnalata al cuore ed una offesa nei confronti non solo della mia famiglia ma anche e sopratutto della memoria di Ciro, mio figlio, ma anche per ilmondo ultrà che ho conosciuto..


L’associazione che ho fondato con mio marito ed i miei figli ha una precisa mission: onorare la vita, la memoria ed il sacrificio di mio figlio.

Voglio ricordare a tutti che mi sono sempre spesa per la pace e la diffusione di un messaggio di speranza e non violenza.

Altresì, credo e difendo la libertà d’espressione e le licenze poetiche di ogni artista, ma in questo film si è superato il limite – spiega la Leardi – I riferimenti alla storia di mio figlio sono così espliciti, che non posso tacere. La narrazione, anche solo del trailer, è davvero offensiva per mio figlio.
Ciro non è mai appartenuto a quel mondo che viene descritto nel film. Ma sopratutto non mi identifico ne io e ne la mia famiglia nei sentimenti e nei messaggi che vengono in questo film promossi. Mio figlio e’ morto per un deliberato atto di violenza.
E dal momento della sua morte, tutta la mia famiglia, si e’ prodigata per diffondere un messaggio di non violenza che abbiamo condiviso nelle TV, negli eventi, negli stadi e nelle scuole. Questo voglio sia chiaro e, nel film, non emerge nessuno di questi messaggi. Per questo l’esplicito riferimento a mio figlio e la sua vicenda non è opportuno.
Inoltre lo stesso vale per gli ultras (significato: Tifoso fanatico di una squadra di calcio: negli stadi le curve sono occupate dagli ultras) un mondo che ho conosciuto e apprezzato.
Posso dare anche una mia testimonianza: nei giorni successivi al ferimento di mio figlio, gli ultras avrebbero potuto scatenare una spirale di odio che invece non si è mai verificata. Ho avuto con loro dei contatti diretti in quel tempo e mi hanno sempre rispettata, seguendo le mie indicazioni. Ciro era un ragazzo che ha vissuto una sua esperienza di fede, soprattutto nei giorni d’agonia prima della sua morte. Ha pregato per la sua anima, e si è avvicinato a Dio.
Questa per me è stata la più grande conquista. Al funerale di mio figlio abbiamo dato una testimonianza di fede. Altro che violenza e vendetta …
Ora tutto quello che viene descritto e rappresentato nel film, non corrisponde alla realtà di ciò che sono e di ciò che ho vissuto con la mia famiglia insieme agli ultras.
Sono delusa e amareggiata, ed anche stanca, ma non smetterò mai di trovare la forza per difendere la memoria di Ciro ed onorare la missione che sento di portare per diffondere un messaggio di amore e speranza”.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 10 Marzo 2020 e modificato l'ultima volta il 10 Marzo 2020

Articoli correlati

Attualità | 11 Luglio 2020

LO SCEMPIO

Demolito un villaggio del ‘700 a Giugliano, al suo posto sorgeranno villette di lusso

Attualità | 6 Luglio 2020

PORTO DI NAPOLI

Il cantiere della nuova stazione marittima del Beverello tra caos e riqualifica urbana

Attualità | 3 Luglio 2020

LA POLEMICA

Palazzo Alto di Napoli Centrale: nessun vincolo dalla Soprintendenza

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi