martedì 19 marzo 2019
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LA POLEMICA

Jorit per Repubblica disegna Pasolini a Scampia perché era omosessuale. Poi correggono (ignorando i brani della Rabbia e su Gennariello, sotto il dipinto)

Attualità, Razzismo | 6 Gennaio 2019

Una fidata amica mi segnala con uno screenshot che il quotidiano La Repubblica, nella sua edizione napoletana, ha dato la notizia dei nuovi e splendidi murales di Jorit a Scampia – dedicati a Pier Paolo Pasolini e Angela Davis – spiegando che l’artista li avrebbe messi lì perché l’uno omosessuale e l’altra afroamericana.

Non per bacchettare sempre i colleghi – e ricevere l’ennesima minaccia di essere deferita in qualche commissione disciplinare dell’Ordine al quale appartengo maldestramente da oltre 20 anni – ma chi ha scritto questo sommario (non mi importa di sapere né l’autore del testo nè i contenuti: in questi casi è sufficiente quanto vedo) deve possedere una ben limitata visione del mondo, oltreché capire poco dei personaggi dipinti da Jorit (che tra l’altro ha dichiaratamente spiegato di voler dipingere a Napoli alcuni simboli dell’umanità degni di essere inclusi nella sua Human Tribe, come già fatto con il Che e Maradona a San Giovanni a Teduccio o con San Gennaro a Forcella o Ilaria Cucchi all’Arenella).

La cosa triste, a parte ridurre un poeta e scrittore di importanza assoluta e dilaniante quale Pier Paolo Pasolini o un’attivista dalla storia politica imponente quale la Sweet Black Angel cantata dai Rolling Stones, Angela Davis, a categorie dell’umano – le scelte sessuali o il colore della pelle – già di per se definizioni razziste, è che questo non c’entra nulla con la scelta di Jorit di dipingerli a Scampia. E questo lo diciamo perché chi conosce e segue dalle origini il lavoro di Jorit – e sicuramente buona parte dei napoletani passata davanti a un suo murales in lavorazione lo sa bene – dovrebbe sapere che Jorit quasi sempre scrive qualcosa sul muro bianco che prepara prima di dipingere  il ritratto del personaggio… e stavolta il gioco aveva avuto pure più puntate.

Prima aveva scritto una frase, tratta dal dialogo con Gennariello – che noi vi avevamo proposto qualche anno anno fa, integrale. 

L’avevamo pubblicata sulla nostra pagina fb in questi giorni di festa ed era piaciuta ai lettori.

 

 

“Ti insegneranno a non splendere. E tu splendi invece” diceva Pasolini in questo dialogo immaginario con uno scugnizzo napoletano. E’ il dialogo in cui Pasolini diceva anche che “Napoli è ancora l’ultima metropoli plebea, l’ultimo grande villaggio (e per di più con tradizioni culturali non strettamente italiane)”. E parte di questo dialogo, dopo la prima frase, è continuato sul “bianco” del murales di Jorit il giorno dopo. Con altre frasi di Pasolini. “Finché l’uomo sfrutterà l’uomo, finché l’umanità sarà divisa in padroni e servi, non ci sarà né normalità né pace. La ragione di tutto il male del nostro tempo è qui”, un brano tratto da “La rabbia”. E poi ancora Gennariello: “Io so questo: che i napoletani sono una grande tribù che vive nel ventre della città di mare. Questa tribù ha deciso di rifiutare il nuovo potere”.

Il significato e il legame tra il ritratto di Pasolini di Jorit e il territorio, è chiaro: ricordiamo anche che Pasolini scriveva, sempre nel dialogo immaginario con Gennariello, che preferiva sempre Napoli alla Repubblica italiana… perché con i napoletani si sentiva affine, nel vivere naturalmente la propria diversità. Ed è un pezzo, in quattro parti, dove Pasolini parla di tanti altri temi, dall’aborto – raccontando di una storica polemica dell’epoca, siamo nel 1975 – agli intellettuali di sinistra, oltre a parlare del nostro popolo proprio in termini di popolo…rileggetelo, davvero. Al link sopra lo trovate integrale. E vale la pena.

Questo per dire semplicemente che l’omosessualità di Pasolini c’entra davvero ben poco nella scelta di Jorit. Così come c’entra ben poco l’origine afroamericana di Angela Davis con le sue scelte estreme di attivista, il suo impegno politico, le sue battaglie, il suo essere simbolo di lotte per i più deboli, non solo di colore diverso…

Comunque, mentre scrivevamo, dopo averlo segnalato anche a Jorit stesso, qualcuno deve essersene accorto a Repubblica che quel sommario era inappropriato.. E così, mi risegnala la fidata amica, ha sostituto “omosessuale” con “intellettuale”…. Sotto i due screenshot per voi.

Un augurio di un buon 2019 alla stampa partenopea… di cuore.

 

 

Prima

Dopo.

 

 

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 6 Gennaio 2019 e modificato l'ultima volta il 9 Gennaio 2019

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