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LA POLEMICA

L’orgogliosa replica di Manfredi (fratello del rettore) sulla “Normale” al sindaco di Pisa

Istruzione, scuola, università, NapoliCapitale | 16 Dicembre 2018

Sulla vicenda della Normale di Pisa che non aprirà la sua sede a Napoli, arriva una risposta orgogliosa e circostanziata, quella che ci saremmo aspettati dai “difensori della città in servizio permanente effettivo” o dalle istituzioni. La replica che segue, sui social, è stata attribuita al rettore dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” Gaetano Manfredi ma è del di lui fratello, Massimiliano Manfredi di area Pd… ma non ci pensiamo… perché quanto scritto in questo lungo post in cui disintegra il sindaco di Pisa e, anche, la posizione degli studenti della Normale, che si sono schierati contro l’ipotesi di una sede distaccata della loro università a Napoli, già oggetto di un accordo ormai naufragato, non può che essere condiviso.  Anche perché ricorda sia la Storia, con la S Maiuscola, della Federico II, tra le prime dieci più antiche del mondo che i recenti investimenti in termini di formazione di realtà mondiali come Apple e Cisco, qui a Napoli.

Su fb virale questa replica al sindaco di Pisa

“Per una mia scelta, evito quasi sempre di parlare delle attività della Federico II, ma dopo aver letto questa incredibile intervista dell’attuale sindaco leghista di Pisa, Michele Conti e visto l’assordante silenzio politico della numerosa delegazione parlamentare campana di maggioranza e anche del sindaco della mia città, devo fare per forza un’eccezione” premette Manfredi. “Il mediocre livello culturale, condito da un provincialismo leghista da anni 90 con le riflessioni del sindaco di Pisa, impone una riflessione innanzitutto ai miei concittadini che hanno dato il loro voto alla Lega Nord, e a tutti noi cittadini italiani, sul degrado culturale del nostro paese in cui stanno crescendo i nostri figli” aggiunge Manfredi. “Un sindaco, che mette sullo stesso piano la chiusura della fabbrica della Richard Ginori nella sua città con un accordo scientifico sancito l’anno scorso, senza che nessuno proferisse parola, tra la Normale e la Federico II, sarebbe la giusta controfigura di Totò che vende la Fontana di Trevi, se non fosse il massimo rappresentante di una città dalle profonde radici storiche e culturali come Pisa”.

“Un sindaco che ignora la storia della Federico II, una delle dieci più antiche del mondo”

“Un sindaco che parla della Normale come: “…di un marchio che il sud vuole fregarci per farci concorrenza…“; ignora la storia ed il presente della stessa scuola che vuole difendere.  Ignora che la Federico II è tra le dieci più antiche università del mondo e che è stata fondata ben sei secoli prima della Scuola Normale – osserva ancora – Ignora che l’attuale direttore della Scuola, il professor Vincenzo Barone, che ha voluto fortemente il progetto si è laureato alla Federico II di Napoli e che la maggior parte del corpo docente della Scuola Normale è meridionale.  Rivendica. dicendo: “…una mia vittoria storica, il fatto che la nuova scuola al sud non avrà il nome Normale che il sud ci voleva fregare…”; dimenticando che grazie alla sua illogica e paesana battaglia, la scuola si farà lo stesso con la partecipazione della Normale, ma che dovrà concederne la guida alla Federico II e sopratutto la gestione delle importanti risorse stanziate dal governo per un ammontare di oltre 50milioni di euro in cinque anni, che invece nell’accordo precedente sarebbero state gestite dalla scuola pisana”.

“Triste che la futura classe dirigente del Paese, gli studenti, abbia chiesto sfiducia nel direttore”

 “E’ triste però che queste posizioni, siano state sposate in toto da un documento degli studenti della Normale che hanno chiesto la sfiducia del loro direttore. Triste che pezzi della futura classe dirigente del paese, studiano in un luogo di eccellenza scientifica e poi confondano la stessa eccellenza da cui si abbeverano, con le statuette della torre pendente”.

“Il sindaco di Pisa ignora che Apple e Cisco hanno investito qui”

“Il sindaco Conti, infine ci ammonisce, affermando: “…vedremo se fra dieci anni i napoletani abbiano imparato a lavorare ai nostri livelli con la loro scuola…”; dimenticando che ad esempio a San Giovanni a Teduccio e non a Pisa ci sono l’Apple Academy, la Cisco Academy, la Deloitte Academy e tante altre realtà, che da tutto il mondo sono venute a Napoli, per la qualità dei nostri ragazzi e del corpo docente della Federico II.
E’ evidente che il sindaco Conti è figlio di questo tempo che consente alla sua mediocrità culturale, di pretendere di definire politicamente i programmi e gli accordi scientifici della scuola universitaria della sua città e che vorrebbe portarci ad un tempo per fortuna è lontano – conclude –
Un tempo che purtroppo consente a lui di rappresentare un pezzo di storia del nostro paese come quella di Pisa. Un tempo però in cui non vorrei che crescessero le miei figlie”

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 16 Dicembre 2018 e modificato l'ultima volta il 16 Dicembre 2018

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